2015, Annus Horribilis, Breakthrough per gli indie store

La voce era in giro da parecchio tempo, è iniziato tutto ad inizio anno e man mano che il tempo passava, sempre più rumor e conferme da parte di addetti ai lavori e store mi venivano riportate. Intanto, sempre più spesso capitava che a uno store venisse confermato un ordine di un modello di particolare rilevanza, una collabo o un’edizione limitata ma con la realtà di ricevere meno paia di quanto confermate o addirittura con la cancellazione dell’ordine due giorni o il giorno prima della release, con i conseguenti disagi e figuracce di fronte ai propri clienti.
Parlo della disponibilità delle varie release Jordan Retro e Nike, che intaccherà soprattutto le Signature Line di Nike Basketball, e le loro allocazioni e disponibilità presso gli store indipendenti. Non farò nomi ma vi dirò tutto quello che sono riuscito a raccogliere a riguardo.

Partiamo dal fatto che nel 2015 saranno pochi store indipendenti ad averle e la disponibilità per store sarà drasticamente ridotta. Da questo contesto si escludono ovviamente gli store affiliati al brand e possiamo facilmente arrivare a chi si salverà da questa falce. Ovviamente non è che da un momento all’altro tutte le Release diventeranno limitate, ma sarà limitata la disponibilità unicamente per gli store indie. I volumi di vendita verranno comunque garantiti da chi, ora come ora, porta a Nike in Italia circa il 95% del fatturato esterno, ovvero la più nota catena di sneakerstore che è in grado di vendere in tutto lo stivale dalla più basica GR alla scarpa più limitata, oltre che ovviamente Nike Store (online e non). Questo è il nuovo trend europeo e tutto ciò che ha portato a questa scelta sono una serie di fattori che vado ad elencare a seguire. Oltre al già menzionato 5% del fatturato, quota assolutamente marginale negli interessi del brand, che porta ad avere una considerazione degli store indie proporzionale all’incidenza sulle vendite, c’è da dire che gli store indipendenti sono i punti vendita più problematici per il marchio col baffo. Gli sneakerstore sono da sempre luogo di incontro degli appassionati, il che vuol dire esigenze e rotture di palle per il brand che deve star dietro diverse differenti richieste di ogni tipologia, cosa che non è amata particolarmente. Un altro fattore, che si collega a quello appena descritto, è l’aumento del numero degli store. In pochissimi anni siamo passati da 4/5 ad una 20ina, il che non va bene alla catena leader del mercato sopra menzionata, perché essendo una multinazionale anch’essa ed essendo a stretto contatto con Nike, ovviamente impone giocoforza una serie di richieste da essere assecondate. Avere così tanta concorrenza a loro non va bene, non deve prendere piede alcun’altra onda di competitor, il mercato dev’essere comandato e dominato, lo è già e per questo le regole le fanno loro (due).

Che ne sarà di tutti questi store? Beh, con poca disponibilità dei pezzi rilevanti, le opzioni sono poche. O si faranno i volumi con altri brand o se questi store hanno sempre campato con Nike e Jordan, chiuderanno. Inutile girarci intorno. O riusciranno a vendere i modelli cosiddetti minori o altrimenti non esiste futuro da Beaverton. Bisognerà tornare agli albori, vendere basket, proporre altri brand, essere dinamici e fare le scelte commerciali giuste. Il 2015 sarà un anno spartiacque dove soltanto i migliori sopravvivranno. A livello di guadagno, come tutti sappiamo, per uno store viene dalle Retro Air Jordan che nel 2015 avranno una disponibilità per store di circa 1/3 di quella attuale, senza considerare il fatto che durante quest’anno diversi store sono stati “tagliati” dalle allocazioni, si parla di Signature Line dove le LeBron avranno seriate tra 6 e 10 paia per store, Kobe tra 8 e 10, anche le KD diventeranno limitate. Provate ad immaginare le QS!?! Per noi che abbiamo sempre supportato gli indie sarà un macello così come sarà difficile per gli stessi store scegliere a chi dare le scarpe, la lista degli esclusi rischia di essere troppo grande. Il dramma di tentarsela su NikeStore online si scontra con il problema BOT. Magari calerà l’hype, finiranno di esistere le sneakerhead della Domenica e tornerà tutto come prima. Calerà tutto nel dimenticatoio e chi voleva veramente una release come 3 o 4 anni fa, l’avrà comunque, la normalità verrà ripristinata ed non avremo più 20 Release rilevanti mensili. L’eccezione è ora, con 50 store, 100 release, 1000 collezionisti. Maybe tha game gonna be back true. Real recognize real. Meno release, meno disponibilità, più fan. Rimane solo la questione prezzi da discutere. C’è chi parla di 180 € per le Retro, chi di 200. Chi parla di 200 € per le Remastered, chi di 250, senza poi considerare il fattore QS.

Non penso che queste siano notizie che ci faranno piacere, già adesso è un dramma arrivare ad una Release ma forse davvero siamo in troppi e troppo pochi sono veri cultori e appassionati. Abbiamo forse perso un po’ di genuinità con troppi esperti in giro ma questo di certo non dipende dagli store o almeno parzialmente. Si parla di sputtanamento del brand, delle “colpe” di tutti questi store che vendono e pompano il baffo o il Jumpman ma io mi dico, se ne produci 500k ne vendi 500k, se ne produci 100k ne vendi 100k. Ora, non è che vogliamo per forza tutto HS o QS ma ci basta che il brand si regolasse, soprattutto nel numero di Release mensili. Sta di fatto che la scena è satura e che sembra Nike voglia riparare alla cosa e a farne le spese saranno i nostri store preferiti in una guerra per sopravvivere nel mercato che potrebbe causare problematiche anche a livello di rapporti interpersonali tra gli staff dei vari store. Ora tutti nemici, tutti contro e le prime schermaglie già ci sono. Ne rimarrà solo uno o quasi, ora non ci resta che aspettare e sperare che il dramma sia meno grave del previsto. Mi sento di fare un in bocca al lupo a tutti gli store che spingono questa cultura e che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera, lavorando senza orari per cercare di dare a noi appassionati il servizio migliore possibile.

Salute!