adidas appende le divise NBA al chiodo

Vi eravate abituati a vedere delle maglie da basket con le maniche? No? Beh, meno male. Come sicuramente saprete adidas ha annunciato che non rinnoverà il contratto con l’NBA che finirà nel 2017.
Vuol dire che non vedremo più maglie con le maniche? Beh, c’è tempo fino al 2017, e non è detto che chi venga al suo posto non continui con questa “novità”.
Ripartiamo dal recente passato.

Did you ever get used to those NBA basketball T-shirts? We hope not, also because adidas announced that it won’t be continuing his NBA game apparel contract, which will expire in 2017. Does it mean we won’t see sleeved NBA shirt anymore? There’s still a couple of years and maybe adidas’s successor won’t give them up.
Let’s take a look at the past. nba-hardwood-classics-2013-header-e1359740078671

Durante la fine degli anni ’80 e per tutti i  ’90 le maglie NBA erano un oggetto molto popolare tra i fan e iniziarono a cambiare drasticamente rotta verso ciò che è ora un uniforme da basket.
I partner che fino a quel momento avevano contribuito a realizzare le uniformi “vecchio stile” ne proponevano di nuove con nuovi design, nuovi pattern e grafiche. Ciò si intreccia anche con la volontà comune dei giocatori di avere maglie più larghe e pantaloni più lunghi.
Due date da ricordare? Nel 1986 venne aggiunto il logo NBA alle uniformi e nel 1989 la Champion diventò il partner esclusivo. 

Towards the end of the 80s and through the whole 90s, NBA replicas became very popular among fans and, from their classic look, they started to evolve into what nowadays is considered a basketball uniform. From the classic, old-styled jerseys, designers and makers started to propose new graphics and trendier patterns, following also the common taste among players for wider shirts and longer shorts. Let’s then remember two milestones: in 1986 the NBA logo was first stitched to the official NBA team jerseys, and in 1989 Champion became exclusive NBA supplier – and thereby one of the most loved brands for a generation of NBA fans.

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Nell’aprile 2006 adidas annunciò un contratto di 11 anni per 400 milioni di dollari con l’NBA e si sostituì a Reebok che aveva vestito i giocatori NBA per i 10 anni precedenti. Nello stesso anno però, a Gennaio, adidas aveva acquisito Reebok per 3,8 miliardi di dollari nella corsa al primato di Nike per il mercato sportivo.
Un bel colpo, messo a segno da un brand che “possedeva” già FIFA, UEFA, gli All Blacks ed i New York Yankees. Come non citare poi la linea adidas Superstar dedicata a tutte le squadre NBA che da lì a poco fu rilasciata sul mercato mondiale.
Gli endorser Reebok però erano decisi a rimanere con il brand britannico e non cambiarono casacca (pardon, scarpe).
Non vorrei mai offendere la vostra intelligenza nel sottolineare che ciò che successe a Reebok non succederà ad adidas, visto che il brand tedesco ha così tanta visibilità, soprattutto fuori dagli USA, che continuerà ad essere l’unico rivale di Nike (sebbene il distacco al momento sia abissale: solo in fatto di sneakers Nike e Jordan Brand detengono il 96% delle vendite!!!).
adidas non sta iniziando a lasciare il basket, bensì ha dichiarato che continuerà ad investire negli endorser e che verso il 2020 riuscirà a raddoppiare il parco giocatori sponsorizzati.

In April 2006 adidas announced an 11-year, 400-million dollar NBA contract, replacing Reebok who had provided the NBA official gear for the previous decade. In the January of the same year, though, Reebok was bought by adidas for 3,8 billion dollars in order to compete with Nike for the sports market leadership.
A nice trick, made by a company already owning partnership deals with UEFA, FIFA, New Zealand All Blacks and New York Yankees, and would shorty globally release the adidas Superstars line, dedicated to all NBA teams. Reebok endorsers, though, decided to stay with the formerly-British brand and didn’t change their shoes.
Of course I won’t tell you now that what happened to Reebok would happen to adidas, since the German brand has got way more visibility and assets, especially outside the US, and it will stay as Nike’s primary competitor for years to come (although there is a huge gap between them: Nike and Jordan Brand have combined for 96% of basketball sneakers sales!!!). Adidas is not leaving basketball but on the contrary they just announced new endorsement investments aiming to double their endorsers team within 2020.

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Ed ora, sotto a chi tocca!
Sono già saltati fuori due nomi, uno ovviamente è quello di Nike, ma non è da sottovalutare quello di Under Armour. UA è infatti il colosso pressochè indiscusso di quello che si chiama “Performance Apparel” e non sarebbe di certo timida di fronte ad una partership seppur di così grande valore.
In una lega costellata da infortuni, di certo le cose non miglioreranno con delle maglie con un logo diverso sopra ma, forse, UA potrebbe obbligare gli atleti a ricoprirsi di loro prodotti per meglio fronteggiare i ritmi frenetici dell’NBA.
Detto ciò, Nike sembra essere la favorita, anche solamente guardando al parco endorser che ha dalla sua. 
Stando ad una fonte vicina all’NBA si evince che la lega a Stelle e Strisce aveva deciso di aprire ad altre compagnie la partnership e quindi di offrirla al maggior offerente, forse anche guardando agli ultimi affannosi incassi statunitensi di adidas.
Non ci resta che immaginarci le prossime divise NBA e sperare che non cambino troppo, ma nemmeno troppo poco.

But now, who’s gonna come?
Two names have been already mentioned: one is Nike, of course, but the second option, Under Armour, should not be sidelined, being UA America’s leading brand in “performance apparel”. Surely they wouldn’t say no to such a big partnership. In such an injury-prone League things won’t get better with a different logo on the shirts, but maybe UA could have the players wear their products in order to reduce the injury rate and face NBA’s frantic pace.
Anyway Nike seems the favorite, looking at the huge endorsers team they got. Some rumors suggest though that the NBA might be open to some new players for this partnership, and might put the contract on auction for the highest bidder, looking at the no-so-thrilling adidas US recent sales.
Let’s wait to see what kind of NBA shirts the future is going to bring us.