Andre Agassi: IL RITORNO!

Ricordo, nei primi anni ’90, di aver letto su una rivista specializzata di tennis il soprannome affibbiatogli non in senso positivo ovviamente. L’affettatore, così veniva chiamato, era un certo Andre Kirk Agassi da Las Vegas, Nevada. Arrivava dall’accademia di Nick Bollettieri, personaggio del circuito mondiale, innovatore e scopritore di talenti. Proprio questo era il maggior pregio del biondo Andre, il talento. Il suo modo di giocare (rinnovò e cambiò a livello mondiale il tennis) sorprendeva gli avversari. Colpiva la palla liftandola e imprimendole delle rotazioni che mai prima d’allora si erano viste, come se l’arrotasse, appunto.

The Punisher, così era noto nel circuito internazionale, sorprese la scena mondiale con il suo stile. In un ambiente borghese come il tennis, Agassi si presentava con una capigliatura vistosissima, da vera rockstar americana anni 80/90. La sua figura si legò immediatamente al marchio più in vista di quegli anni, la Nike. La casa americana disegnò per il giovane americano delle linee apposite, cambiando anche il modo di abbigliarsi di milioni di ragazzi.
Se, come me, avete vissuto in piena adolescenza gli anni ’90, saprete che Andre Agassi fu un’icona mondiale. Maglie dai colori sgargianti, pantaloncini in jeans (mai sui campi si era vista una cosa del genere)…

…sotto i quali c’erano dei fuseaux fluo, fascia tra i capelli e scarpe da tennis che veniva voglia di indossare per uscire con gli amici.

Di ieri la notizia della firma di un nuovo contratto di collaborazione tra Nike e Andre Agassi.

A stretto giro di social network, Andre ha usato l’hashtag #BACKHOME per indicare il suo rientro in Nike

Il tam tam della rete ha portato gli sneakerhead ed i vecchi fan del biondo americano a sognare, facendo si che si rincorrano voci sulle prossime release. Cerchiamo di ripercorrere i modelli più significativi del matrimonio tra Nike e Agassi e ad ipotizzare una loro Retro.

Nike Air Tech Challenge

 

Nike Air Tech Challenge II

 

 

Nike Air Tech Challenge 3/4

Nike Air Tech Challenge Hybrid

Sin da piccolissimo, Agassi mostrava l’attitudine a seguire la palla soltanto con gli occhi, senza muovere il capo, segno di eccezionali riflessi e fondamento per quella che si sarebbe rivelata la sua arma più devastante, la risposta d’anticipo, ossia nel colpire la palla in fase ascendente, sfruttando una maggiore energia cinetica del rimbalzo e un minor utilizzo di tempo nel ribattere la palla, il risultato è un colpo di velocità e imprevedibilità impressionanti che, la maggior parte delle volte lascia fermo il giocatore (spesso non ancora uscito dal movimento del servizio) togliendogli il tempo.

Agassi non è un giocatore di tennis tipico: per quanto oggi la tendenza sia quella di abbandonare il vecchio schema offensivo serve & volley, Agassi non ama i colpi interlocutori ed è un attaccante dal fondo. Il suo colpo più riuscito è la risposta, definita la migliore di tutti i tempi e in grado di rimettere in gioco anche uno dei servizi più potenti mai eseguiti (quello di Andy Roddick a 240 km/h): dotato di una grande capacità di anticipo. Per contro, il servizio di Agassi non è mai stato un colpo su cui il giocatore ha fatto molto affidamento, essendo spesso instabile, specialmente nelle giornate negative, e in ogni caso poco potente rispetto a quello di molti campioni dell’epoca, tra cui il suo grande rivale Pete Sampras (dotato di un servizio di grande efficacia, potentissimo e molto preciso). Il rovescio è bimane ed estremamente efficace, specie in lungolinea; lo stesso vale per il dritto, con cui predilige anche traiettorie anomale.

Dotato di un eccellente timing, coordinazione e velocità, quando Agassi imprime i suoi ritmi di gioco e mette i piedi dentro al campo crea le condizioni ideali per esprimere il suo tennis. Il suo punto debole è da sempre il gioco di rete: uno dei suoi coach, Brad Gilbert, ha per lungo tempo incoraggiato Agassi ad avanzare, ma senza grandi risultati; utilizza la volée solamente come colpo definitivo a punto quasi ottenuto e tradisce sempre la mancanza di senso di posizione. Quando gli fu chiesto come mai non provasse interesse a migliorare quella parte del suo gioco, semplicemente rispose che non ne aveva bisogno perché vinceva comunque.

Godetevi qui sotto qualche vecchio Commercial ed iniziate a riscaldarvi…

 

 

 

 

 

 

By Il Kokkola & Sa Cruxi

Photo Credits: Google Immagini