Brand of the week: KangaROOS – Storia

Da pochi anni a questa parte il running vintage è tornato di moda e, per questa ragione, alcuni brand minori sono tornati a produrre articoli ripescati dai loro archivi degli anni ’80 e ’90; alcuni di essi sono entrati nella storia, ma rimarranno probabilmente sempre oscurati dalle silhouette spintissime di grandi marchi come Nike e adidas.

Tra i piccoli brand il più interessante è secondo me Kangaroos, per via dei numerosi aneddoti che lo riguardano; il primo che potrei citare è quello grazie al quale l’ho conosciuto: la pallacanestro, infatti un componente del Dream Team del quale sono sempre stato un grande fan, giocava infatti con ai piedi delle ROOS (prima di passare ad AVIA). Si tratta di Clyde Drexler.


KangaROOS venne fondato nel 1979 da un architetto americano appassionato di jogging di nome Bob Gamm, il quale brevettò queste scarpe con un taschino per trasportare soldi e piccoli oggetti con se durante l’attività fisica (da qui il motto “The shoes with pocket”). In brevissimo tempo, grazie al fatto che la scarpa era progettata da una persona esperta per soddisfare le esigenze di atleti che, come lui, avevano la passione del running, ROOS divenne un brand molto popolare e vendette milioni di paia di sneakers. Per restare sulla cresta dell’onda Gamm progettò anche scarpe tecniche da gioco e si servì di ambasciatori come Walter “Sweetness” Payton, grande running back dei Chicago Bears (sfortunatamente venuto a mancare nel 1999) e del sistema Dynacoil, progettato da un designer ex-Nike di nome Ray Tonkel in collaborazione con la NASA.


Dopo un’apparente scomparsa del marchio, avvenuta alla fine degli anni ’80, ROOS è tornato a riproporre il suo heritage nel 2009, anno del trentesimo anniversario, con la spinta di Sneakerness: per l’edizione di Vienna, tenutasi in Ottobre, sono state infatti realizzate due Slam Dunk, prodotte in soli 80 esemplari per ciascuna colorazione e commercializzate esclusivamente alla convention.

Nel 2012, con la morte di Bob Gamm, i nuovi proprietari del brand gli dedicarono una Blaze limitata a 91 esemplari. Il 2013 è infine stato l’anno da considerarsi chiave per quanto riguarda il brand poiché è stato quello durante il quale si è celebrata la prima collabo riguardante la Coil R-1, con la release della “Abyss”, frutto della partnership con Overkill. L’anno successivo invece è iniziata la produzione Made in Germany, fiore all’occhiello del brand americano, con l’idea di realizzare la Abyss Flip, probabilmente tra le migliori ROOS mai prodotte.


Nel futuro del brand ci saranno sicuramente la collaborazione con Urbanpeople e con Sneakerness, che abbiamo avuto modo di vedere in anteprima alla convention tenutasi lo scorso anno a Colonia; speriamo anche che qualche store italiano possa mettere mano a qualche silhouette e produrre qualche risultato interessante.