Ciò che stride tra il duo Tinker&Tennis e l’Elephant Print

Ci saranno sempre discussioni su qual’è la migliore, la più bella sneaker mai creata da L’Architetto, Tinker Hatfield.
Chi ha i miei stessi gusti spingerà ovviamente le Air Jordan III, gli amanti del running non potranno che stare con le Air Max 1, c’è chi opterà per la sneaker che è stata riconosciuta come la Air Jordan più bella di sempre, ovvero le Air Jordan XI Concord, se la mettiamo sulla storia potrei nominare le Air Safari, e potrei ancora continuar per troppo tempo. La sequela di lavori firmati da Tinker è impressionante e vi sorprenderà, forse, quello che starò per scrivervi. Non sarà una novità per i più navigati e per le Sneakerhead di vecchia data, quelle che non sono Jordanhead e che hanno conosciuto una passione a 360° non contaminata dalla quasi egemonia dal brand del Jumpman. Quello che in molti non sanno è che la maestria delle creazioni del designer splende luminosa su un campo da tennis.

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Chi si ricorda delle Air Trainer 1? Ebbene si, questa scarpa da training viene ricordata come una sorpresa per racchette e palline firmata Tinker. La scarpa che Bo Jackson indossò reinventando il contetto di cross-training fu indossata sia da John McEnroe che da un giovane Andre Agassi, nella tipica CW Chlorophyll, a spingere i canoni classici delle colorazioni vista su un campo di tennis oltre i confini.

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Le Air Trainer 1 uscirono nell’87, le AJ III le ricordiamo nell’88 del mitico Dunk Contest. Abbiamo visto la settimana scorsa lo Swoosh celebrare le creazioni tennistiche di Tinker Hatfield con un crossover tra la scarpa con la quale MJ saltò dalla foul line con le Vapor 9 Tour di  Rodger Federer, un altro design di Mr. Hatfield.
PERCHE’?!? Con tutta una serie di aneddoti e storie vincenti Tinker x Tennis da cui partire abbiamo ricevuto in cambio una scarpa superficiale, da Instagram, senza nessuna essenza profonda che non rende omaggio all’incredibile carriera nel design dell’Architetto.

Tinker Hatfield disegnò anche le Air Tech Challenge II, la mitica scarpa di Agassi nell’89, endorser che ha sfidato e riscritto tutte le definizioni standard di questo sport e che rappresenta una sneaker che continua la linea sportiva progressiva iniziata con le Air Trainer 1, oltre che essere diventata la quintessenza ai piedi del tennista del periodo. Semplicemente una scarpa che ha scritto la storia e che, prima della sua serie di Retro di questi giorni, era stata messa nuovamente sotto i riflettori con un po’ di buzz da blog e social network grazie al prestito fatto nei confronti di Kanye West e le sue Yeezy 2.

Difatti Hatfield non ha mai smesso di divertirsi con il tennis.

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Hatfield lavorò in segreto anche al design di quella che sarebbe stata la nuova Signature Shoe di Pete Sampras, diverso tempo prima della release nel 1996 delle Air Oscillate. Pistol Pete era noto per essere schizzinoso, non voleva una nuova scarpa e se fosse stato per lui avrebbe giocato tutta la carriera con lo stesso kit e per quanto riguarda la racchetta, quasi lo fece. La parola cambiamento ed il giocatore non erano due concetti che andavano d’accordo perché per il nativo di Potomac non era un requisito di successo. L’imperterrito tinker continuò a sviluppare la sua scarpa testandola con altri Pro e con una scusa di una partita di basket tra amici introdusse la scarpa a Pete che a sorpresa accettò di vestire la scarpa agli Australian Open del ’97, che vinse! Da allora Sampras vestì le Oscillate per 7 anni consecutivi. Una creazione che legò ancora più indissolubilmente il designer al Gioco dei Re, al Re dei Giochi.

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Roger Federer quando si tratta di attrezzatura è come Sampras. La sua ultima Signature, le Zoom Vapor 9 Tour, risalgono al Maggio del 2012. Ora, nella situazione attuale dove i Pro vestono due versioni della loro Signature Shoe ogni stagione, è praticamente impossibile pensare ad una scarpa da tennis di riferimento che vada avanti per anni come nel passato, si va veloci, in un susseguirsi incredibile di nuovi modelli, colori, versioni, etc… ma questa è roba per Tinker Hatfield.

In questi ultimi anni abbiamo visto Hatfield spesso con un iPad in mano, tavoletta creativa incredibilmente versatile che vide anche i primi schizzi delle  Zoom Vapor 9 Tour, con la sua linea che fa incontrare l’high tech ed il disegno a mano. E’ sicuramente una delle migliori scarpe dell’ultimo decennio ma che non ha ancora ricevuto il giusto tributo.

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Le Nike CourtZoom Vapor AJ3 non aiuteranno la scarpa ad averlo, il giusto tributo. Non celebreranno il contributo di Tinker al Tennis ma ricorderanno il fatto che tinker fu influente in un sacco di campi diversi, per decenni, avendo un impatto determinante su diverse generazioni di atleti e appassionati di sport e sneaker.

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Se Tinker si fosse fermato nell’88, non avremmo avuto le Air Tech Challenge II, le Air Oscillate e le Vapor 9 Tour. L’aver tirato in mezzo, ancora, le AJ III non giova a questa stessa scarpa che viene oscurata da un altro mito che però ha raggiunto lo status di cliché, banalizzandola (in questo caso specifico banalizzandole entrambe) e togliendo l’essenza sia dei modelli che del concept dell’artista ma soprattutto distogliendo l’appassionato dagli elementi che ci fanno riflettere su come Hatfield ha reinventato il tennis.

Che a breve non sia il turno di Nadal?