Eventi: adidas Tour “All In For D Rose” Milano

Day #1 – 6 Luglio 2013

Che in una città come Milano, patria e storia del basket non soltanto italiano, ci sia una due giorni così intensa, con eventi ufficiali legati a vario titolo alla palla a spicchi, in più parti della città, non accadeva da un bel po’ di tempo. Se poi pensiamo che ci stavano non uno ma ben due atleti dell’NBA, beh, riteniamoci davvero fortunati.

La giornata comincia la mattina in Piazza Duomo, all’NBA 3X Tour, all’interno di un villaggio che occupa metà della piazza, con tutta una serie di iniziative dedicate ai giovani player italiani, tra allenamenti speciali, 3VS3 e spettacolo in compagnia di Rudy Gay, ala piccola di Toronto classe ’86, e delle Brooklynettes, la squadra di danza dei Nets.

Nel pomeriggio, al Parco Nord, zona Bicocca, SNKRBX partecipa all’inaugurazione e intitolazione del playground in via Finanzieri d’Italia a Derrick Rose; l’evento, interamente voluto e gestito da adidas, presenta un contorno di 3VS3 tra giocatori selezionati nei campionati di categorie diverse della zona di Milano, un sacco di musica Hip-Hop mixata da DJ Ronin, e la presenza del play dei Bulls.

Il numero 1 di Chicago si presenta in forma, con ai piedi le adidas D Rose 3.5 “Chi-Town”, pantaloncini e tee azzurra sempre Chi-Town, ed uno snapback nero e rosso con il suo logo.

Tra il pubblico vediamo una notevole schiera di canotte bianche e rosse col numero 1 sulla schiena, così come moltissime adidas Rose 3.5 bred ai piedi dei tantissimi ragazzi che hanno affollato il pomeriggio, appassionati di basket NBA e, quasi inevitabilmente, di sneaker.

All’interno dell’evento del Sabato è bene segnalare la presenza, oltre che dell’intera famiglia di Rose, di BJ Armstrong, storico playmaker dei Bulls e agente di Rose, vincitore di alcuni titoli al fianco di Michael Jordan, e di Andrea De Nicolao, play varesino classe ’91, anche lui con le immancabili Rose 3.5 ai piedi.

 

Day #2 – 7 Luglio 2013

L’appuntamento è presso il Foot Locker in Corso Vittorio Emanuele; all’ingresso schiere di ragazzi muniti di macchine fotografiche e cellulari attendono frementi l’arrivo del più giovane MVP di sempre.

Il play di Chicago entra nel negozio accompagnato da un boato festoso e  raggiunge il secondo piano, dove è stato allestito un piccolo salotto per accogliere giocatore e giornalisti. D Rose 3.5 “Chi-Town” ai piedi, snapback in testa e una tee adidas dedicata a Murray Park, il playground dove Rose è cresciuto cestisticamente.

Rose si dimostra molto disponibile e vengono trattati diversi temi: basket, football, musica, vita e ovviamente sneaker.

Il logo è una rosa, simbolo del mio cognome, composta da tre petali, uno per ogni mio fratello. Al centro il numero uno che rappresenta mia madre, il fulcro della mia famiglia. Esternamente al numero si può vedere invece una D, l’iniziale del mio nome. Ho amato questo logo sin dal primo momento in cui adidas me l’ha proposto”. Ci tiene alla famiglia, per lui è stata fondamentale, e lo è ancora, la madre Brenda in primis ed i tre fratelli Reggie, Allan e Dwayne poi, tenendolo lontano dalla malavita e dalle brutte compagnie del difficile quartiere di Englewood.

Assieme alla famiglia, ciò che gli ha insegnato molto sulla vita quotidiana è stato l’Hip-Hop, cultura e genere musicale da sempre legato a doppio filo al mondo del basket e che Derrick ascolta da quando calcava il playground di Murray Park. Ci svela che ultimamente ascolta molto J. Cole, che nell’ultimo album Born Sinner parla spesso di giovani che vogliono diventare qualcuno.

Trova anche belle parole per i giocatori italiani in NBA “Bargnani, Gallinari e Marco (Belinelli) sono davvero forti tecnicamente, hanno un ottimo tiro e una buona mentalità di gioco; io ho avuto la fortuna di giocare con Marco e devo dire che mi ha impressionato soprattutto per la visione d’insieme che ha in ogni situazione e  per la capacità di rubare palloni. Ora che è passato a San Antonio gli auguro ogni fortuna; l’NBA è business, devi prendere al volo la tua chance e giocartela al meglio”.

Tocca anche il tasto dolente dell’infortunio “ho avuto l’opportunità, nel momento più brutto per un giocatore, di guardare giocare il basket. Altri modi di giocare, altre situazioni, altri allenatori ed allenamenti, vedere il gioco da un altro punto di vista, perciò credo davvero che sarò un giocatore migliore al mio rientro”.

Dimostra davvero di metterci del suo, anche nel rispondere alle domande sull’essere stato MVP e prima scelta “ovviamente un po’ di pressione c’è stata, ma amo la pressione, amo quando tutti contano su di te e quando hai addosso gli occhi di tutti, la pressione è ciò che mi permette di prepararmi al meglio alle partite importanti e dare il meglio di me stesso”.

 

La domanda di SNKRBX riguarda il tipo di scarpa tecnica da parquet che Rose preferisce, alta o bassa:

In passato ho giocato qualche stagione con le scarpe basse, ma mi sono reso conto di correre troppe volte il rischio di farmi male alle caviglie; con adidas ho scelto di creare una scarpa che mi renda sicuro e libero nei movimenti. Il mio gioco si basa su velocità ed esplosività, perciò indosso sempre scarpe alte per essere libero di pensare a giocare e non ad evitare di farmi male”.

Salutiamo Derrick, dopo le foto di rito, mentre si accinge ad uscire: all’improvviso, all’ingresso del negozio, si toglie le scarpe, le autografa e le lancia ai ragazzi in delirio che salutano con gioia il loro idolo, dimostratosi disponibile con fan e giornalisti e davvero una gran bella persona.

Vi lasciamo ad una dettagliata galleria con tutte le immagini ufficiali della due giorni milanese.