Eventi: Kevin Durant in Italia

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E’ strano, trovarsi a pochi centimetri da Kevin Durant. Lo schermo di un televisore, o di un computer, riesce a catturare solo in minima parte l’unicità del suo corpo. Un busto in apparenza normalissimo, sostenuto da interminabili e sottilissime gambe. La tranquillità e la timidezza di Durant traspaiono da tanti gesti, come quando si guarda intorno spaesato, quasi a scusarsi di occupare tanto spazio per via dei suoi due metri e dieci centimetri. L’apparenza sembra darci un’idea di fragilità ma il campo da basket dà tutto un altro responso. Incontrare Durant a Milano, in occasione di una media session tenutasi al Foot Locker di Corso Vittorio Emanuele, è un bel modo per sondare questo autentico mistero umano, che porta sulle sue spalle apparentemente fragili il peso di dover essere il giocatore numero due al mondo, sempre ad un’incollatura da LeBron James.

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Il tour europeo di Kevin Durant è iniziato in Francia ed è arrivato poi in Italia toccando le città di Milano e Roma. Nel corso dei suoi tre giorni italiani, Kevin Durant ha partecipato a vari appuntamenti promozionali passando prima per Radio Deejay e poi per la House of Hoops in centro a Milano. Ed è proprio al Foot Locker di Corso Vittorio Emanuele che abbiamo incontrato Kevin Durant con il quale abbiamo scambiato qualche parola.

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Cos’è che ti ha motivato al punto da riuscire ad arrivare dove sei ora?

Semplicemente il desiderio di essere il migliore. Questo è ciò che mi fa andare in campo ogni giorno, a lavorare sul mio gioco per migliorarmi, per aggiungere sempre qualcosa.

Sei sempre stato definito come un ragazzo timido. Ma come fa un timido a diventare una superstar NBA ed un leader?

Non è facile, ma se aspiri a giocare ad alti livelli devi mettere da parte la timidezza e fare le cose quando devi. Che sia prendersi la responsabilità dell’ultimo tiro o alzare la voce nello spogliatoio, è una cosa indispensabile, e quindi col tempo ho imparato ad essere un leader.

Chi è il giocatore che più ti ha ispirato lungo il corso della tua carriera?

Ovviamente Michael Jordan, ma anche Allen Iverson, Tracy McGrady e Vince Carter. Questi sono i giocatori a cui guardavo mentre crescevo, sognando un giorno di poter arrivare al loro livello.

Che importanza ha per te il tuo rapporto con LeBron James, il fatto di allenarti con lui, di giocare con lui in Nazionale, e di marcarlo in NBA?

Con LeBron siamo amici e le occasioni che abbiamo di allenarci assieme durante l’estate sono un’occasione importante per elevare ulteriormente il nostro gioco. Avere l’opportunità di giocare in Nazionale con lui è una grande cosa, poi lui è sempre molto altruista e gioca per la squadra, quindi rende tutto più facile. Marcarlo in NBA è semplicemente una delle sfide più difficili e stimolanti di tutta la lega.

Ma chi è il giocatore più difficile da marcare?

Direi Carmelo Anthony. E’ grosso e davvero molto potente ma allo stesso tempo ha un grandissimo tiro da fuori, per cui non puoi concedergli nemmeno il minimo spazio o lui avrà già lasciato andare la palla.

Con Kevin Durant non potevamo non parlare di sneaker e guardando l’evoluzione delle scarpe indossate da KD dall’inizio della sua carriera la domanda è stata spontanea, il perché del cambiamento al taglio basso, per altro anticipato dalle KD V Elite messe in mostra nello scorso finale di stagione.

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02.Nike Zoom KD 2Nike Zoom KD2

03.Nike Zoom KD III

Nike Zoom KD III

04.Nike Zoom KD IVNike Zoom KD IV

05.Nike Zoom KD V

Nike Zoom KD V

06.Nike Zoom KD V EliteNike Zoom KD V Elite

 

Per anni hai giocato con scarpe a taglio alto, o comunque molto protettive sulla caviglia, visto che le KD 3 erano Mid e le 4 hanno lo Strap a supporto. Credi che l’evoluzione della tecnologia di costruzione delle scarpe da basket e dei materiali sia davvero migliorata al punto da passare ad una scarpa a taglio basso? Come mai, invece, nella linea lifestyle hai scelto di mantenere il taglio alto?

Volevo qualcosa che non avevo mai provato. Avevo sempre avuto scarpe alte, appunto, o al massimo Mid. Ho voluto provare delle scarpe basse e Nike ha fatto un lavoro splendido nel fornirmele: riesco a sentire lo stesso equilibrio, a percepire lo stesso sostegno. Per quanto riguarda la linea lifestyle invece continua piacermi andare in giro con scarpe alte: in quel caso cerco un tipo di comfort diverso da quello di quando gioco e continuo a trovarmi molto bene con le hi-top.

Al termine della media session, KD ha fatto visita all’atelier di Giorgio Armani, chiudendo la giornata presso il Palazzo del Ghiaccio dove è sceso in campo per assistere ad una sfida di 3 contro 3. Il giorno dopo, Sabato, Durant ha partecipato ad un clinic con Ettore Messina, ha fatto un salto al circuito di Monza ed infine si è recato da Space23 per sfidare in un 1VS1 Marco Materazzi.

Il tour si Kevin Durant si è infine spostato a Roma dove ha incontrato i suoi fan e i giocatori della Pallacanestro Roma.
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