Eventi: Marco Belinelli “The Search For The Baddest” A Milano

a cura del nostro inviato Luca Scremin

L’House of Hoops di Milano è teatro di questo grande evento organizzato da Nike e Foot Locker in occasione della campagna “The Baddest”, organizzata per promuovere il lancio delle KD7 di Kevin Durant. Arriviamo in Piazza Cesare Beccaria e troviamo un campo già installato per il torneo di basket 3 contro 3. Accanto al campo, il sound system allestito dagli artisti di Blue Struggle (presenti Ghemon, Kiave, Madbuddy, Johnny Marsiglia e ai piatti Macro Marco, DJ Shocca e DJ Tsura) cerca di intrattenere il pubblico. L’evento viene leggermente ostacolato da una pioggerella che rende il terreno scivoloso per i giocatori di basket, ed il pubblico un po’ più freddo. Da parte loro gli artisti di Blue Struggle ce la mettono tutta per ravvivare la situazione: Kiave improvvisa uno dei suoi freestyle a velocità supersonica e strappa applausi, poi torna a commentare la partita con Ghemon e si esalta a ogni tripla andata a segno perchè, in effetti, con questo terreno ogni canestro inizia a sembrare un’impresa. Macro Marco, Shocca e Tsura contribuiscono a smuovere un po’ gli spettatori con una selezione musicale che mischia classici boom bap e qualche hit degli ultimi anni (tra le tanti, “HiiPower” di Kendrick Lamar e la possecut “Fuckin’ Problem” di A$AP Rocky).

Verso metà torneo arriva il vero ospite della serata, il neo-campione NBA Marco Belinelli: accolto da un’ovazione, si presta ad una mini-intervista con Ghemon e Kiave, che si dimostrano preparatissimi in materia. Segue una sessione di autografi e fotografie, dopo la quale il giocatore degli Spurs assiste anche lui al torneo che si sta svolgendo.

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A torneo concluso ci si sposta nel Foot Locker di Corso Vittorio Emanuele per la media session. Belinelli inizia col rispondere alle domande dei quattro vincitori del torneo: racconta le sue sessioni di tiro, che avvengono prima dell’allenamento di squadra e durano più di un’ora, in cui cerca di concentrarsi sul prendere i tiri con più equilibrio possibile (“Una volta prendevo più tiri fuori equilibrio, adesso sono migliorato e la mia posizione di tiro è più costante”). Interrogato sull’Italbasket, Belinelli scherza sulla sfortuna di ricevere una domanda del genere proprio a ridosso della sconfitta dell’Italia con la Russia, ma poi afferma con sicurezza che il talento e il potenziale per fare bene che ci sono, benché la strada da fare sia moltissima. Non si sbilancia su una sua presenza all’Europeo dell’anno prossimo, ammettendo molto candidamente che il suo primo pensiero al momento rimane l’NBA, ma che spera di esserci. Dopo aver premiato i quattro vincitori ed essersi fatto una foto con loro, arriva il momento dei giornalisti.

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Si parte ovviamente dal titolo vinto a giugno e a chi gli chiede cosa venga dopo ora che l’obiettivo è raggiunto, Belinelli risponde in mezzo secondo: “Vincerne un altro”. Ci racconta dei miglioramenti fatti d’estate: ha cercato di aumentare la propria massa muscolare (come testimoniato da alcune foto su Twitter in cui “traina” un SUV o solleva un copertone), ma allo stesso tempo di migliorare ogni aspetto tecnico, dal movimento senza palla, al giocare meglio il pick’n’roll, dalla migliore aggressività in penetrazione fino, ovviamente, alla difesa. Prima del ritorno a San Antonio per il training camp, pianifica di allenarsi a Bologna con il suo mentore Marco Sanguettoli. Si dichiara entusiasta di poter lavorare di nuovo con Ettore Messina (neo-assistente dei San Antonio Spurs e allenatore di Marco a Bologna), per cui ha grandi parole di elogio (“Sono contento di avere un italiano in casa. La sua presenza è uno stimolo per me, porterà il suo carisma e la sua voglia di far bene. Questo dimostra che a San Antonio non ci siamo accontentati, vogliamo vincere un altro anno”), e Becky Hammon (“Una persona fantastica, merita rispetto per tutto quel che ha vinto in WNBA, la conosco perchè già lo scorso anno era nel nostro staff, seppure con un ruolo più defilato”), prima assistente allenatore donna dell’NBA.

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Le squadre più pericolose verso la rincorsa al repeat? “La Western è sicuramente la conference più tosta, non ci sono tre squadre forti come a Est, da noi potenzialmente ogni squadra è un pericolo. Dagli ovvi Clippers e OKC, a Dallas che ci ha messo molto in difficoltà nel primo turno, persino Phoenix che è rimasta fuori dai playoff. A Est penso Cleveland, che ha posto le basi per fare bene e un grande allenatore in David Blatt, Miami, che nonostante la perdita di LeBron rimane un’ottima squadra, Indiana nonostante il triste infortunio a George e Chicago, il cui rendimento dipenderà molto dalle condizioni di Derrick Rose.” Ad impressionare sono le parole di sostegno al compagno di Nazionale, Gigi Datome, che ha rifiutato un’offerta del Barcellona pur di rimanere in NBA: “Ha fatto benissimo. È giovane e ha dimostrato di sapersi migliorare, sono sicuro che zittirà molti dei suoi detrattori. Nell’ultimo anno non ha avuto molto spazio a Detroit, ma spero che quest’anno vada diversamente. Ci siamo sentiti al telefono e gli ho detto di non mollare”. Quando si passa a parlare di scarpe, Belinelli ammette di preferire di gran lunga il taglio più alto per giocare: “Negli anni ho avuto un po’ di problemi alle caviglie, preferisco sentirmi veramente protetto”. E alla domanda sulla possibilità di una Player Exclusive per lui, magari per celebrare il titolo, ci lascia con una battuta che vale la pena di riportare parola per parola: “Sinceramente quelle cose lì un po’ maraglie non mi piacciono tanto. Le sneakers mi piacciono anche, ma non do troppo pensiero a queste cose”. Conclusa l’intervista, altro giro di autografi a concludere la serata.

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Ringraziamo sentitamente Nike e Foot Locker per l’ottima organizzazione dell’evento, pur sfortunato viste le condizioni climatiche, e per la disponibilità.