Evolution of a Revolution: Air Max e nuove tecnologie

Da sempre, Nike si è resa protagonista di alcuni dei più importanti episodi di evoluzione tecnologica legata alle sneakers, non a caso ci stiamo sempre di più avvicinando al giorno in cui si celebra l’Air Max, uno dei simboli del brand di Beaverton e, secondo qualcuno, la più grande innovazione nel campo delle calzature sportive dai tempi della gomma vulcanizzata.
Nel corso degli ultimi anni Nike ha utilizzato alcuni dei modelli più iconici della serie Air Max per lanciare nuove tecnologie, spesso questi nuovi modelli hanno incontrato non poche difficoltà nel fare breccia nel cuore degli appassionati ma, se si pensa a quanto alcuni elementi lanciati dagli stessi modelli negli anni ’90 fossero futuristici, utilizzarli per presentare nuove tecnologie al pubblico non è un’idea così sbagliata. Qui di seguito vi parlerò di quelli che secondo me sono gli “esperimenti” più rilevanti lanciati nel corso degli anni, in modo da celebrare anche questa parte di “History of Air” spesso molto sottovalutata.

2006 – One Time Only

 

Tra i modelli protagonisti delle serie HOA e Powerwall (entrambe risalenti al 2005), di certo la Air Max 360 non è quello che ha attirato più attenzioni. La sua rivincita è arrivata circa un anno più tardi, quando i designer di Nike Richard Clark e Jesse Leyva proposero al CEO Mark Parker il loro progetto, ovvero una serie di ibridi composti dal sistema di cushioning della Air Max 360 e alcuni dei più celebri modelli della serie Air Max, nacque così il “One Time Only” Pack.
La prima serie di modelli prodotti per il “One Time Only” Pack era denomiata “The Originals” e, oltre ad una Air Max 360 in una cw ispirata ai modelli ACG, comprendeva ben tre modelli Air Max nella loro colorazione originale con appunto la midsole della 360, ovvero Air Max 90 “Infrared”, Air Max 95 “Neon” (curiosamente rilasciata con una midsole bianca, che l’ispirazione sia arrivata da qui?) e Air Max 97 “Silver”. L’esperimento fu accolto con qualche dubbio, ma il fatto che oggi ci si ricordi della Air Max 360 più per il progetto “One Time Only” che per la sua comodità, ci fa capire come per i collezionisti sia diventato un simbolo di sperimentazione.

2008 – Air Max 90 Current

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Con la Air Max 90 Current si ha l’introduzione della suola Free nell’ambiente Air Max. Infatti, il modello è costituito da una versione alleggerita della tomaia classica della 90, il mudguard ed il pannello laterale fanno da supporto ad una tomaia seamless in mesh, il tutto poggiato su una suola ibrida che unisce la tecnologia Air Max nel tallone con quella Free nell’avanpiede, donando una straordinaria libertà di movimento.
Tra i colori presenti al lancio non poteva mancare la “Infrared”, non presente invece nei due ulteriori risperimenti a cui la Current partecipa: Air Max 90 Current Moire, in cui alla suola Current si abbina una tomaia forata derivata dalla Moire, e Air Max 90 Current Huarache, in cui vengono utilizzati il calzino in neoprene e il supporto per il tallone simbolo della Huarache Run (in questo caso la “Infrared” è ben rimpiazzata da DQM “Bacon” e “Hufquake”, come lamentarsi?).

2009 – Air Maxim

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Oltre ad aver partecipato all’ideazione della serie “One Time Only”, Jesse Leyva è anche tra i responsabili per la nascita della Nike Air Maxim, modello consiste nell’utilizzo dei materiali tecnici utilizzati nel 2009 per i modelli tecnici da corsa per la produzione di una Air Max 1. Il risultato è una versione estremamente leggera e traspirante dell’iconico modello, con una suola in Phylon e una tomaia in Transpan sostenuta da un pannello in flywire, tecnologia introdotta con la Zoom Spike l’anno precedente in occasione delle olimpiadi di Pechino.
Le prime due colorazioni della Maxim non potevano non essere un tributo al modello originale ma nel corso degli anni successivi ne vennero prodotte diverse, tra cui una in collaborazione con Piet Parra, una con strappo sull’avanpiede in tributo alla Air Trainer 1 ed alcuni modelli in cui la tomaia è sostenuta da un reticolo simile a quello della Air Rejuven8.

La campagna pubblicitaria Evolution of a Revolution prodotta per il lancio fu stupenda e ammetto di aver “preso ispirazione da quella per il titolo (a mia discolpa la tagline fa la sua prima apparizione nell’ad della LDV, meglio di così…).

2010 – Air Max 24/7

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Ben poco da dire, la Air Max 24/7 è il risultato della fusione di Air Max 95, Air Max 97 e Air Max 2009. Anche con i migliori presupposti è possibile combinare dei disastri irreparabili.

2012 – Air Max Hyperfuse

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Introdotta nel 2010, la tecnologia Hyperfuse è stata ampiamente utilizzata da Nike sui modelli da basket e consiste in tre strati di materiale sintentico pressati e termosaldati, in modo da garantire una tomaia ultraleggera, traspirante e priva di cuciture. A partire dal 2012 questa tecnologia è stata utilizzata anche per produrre alcuni modelli di Air Max come la Air Max 90, facile da ricordare nel pack olimpico e in quello legato all’ Independence Day, prodotta anche nella colorazione OG “Infrared” ed in una molto simile ma con delle tonalità leggermente più scure per il barbecue di Crooked Tongues.
Ad attirare l’attenzione fu però la release della Air Max 1 hyperfuse nella colorazione OG white/blue, caratterizzata dal fatto che i pannelli bianchi e grigio chiaro, una volta pressofusi insieme a quelli blu regalavano delle trasparenze davvero molto belle.

2013 – Air Max Engineered Mesh

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Sempre nel 2013 Nike introduce l’Engineered Mesh, un materiale estremamente leggero, flessibile e traspirante studiato per modelli running e basketball.
Parallelamente ad una serie di cw originali di Air Max in versione vintage, Nike mette in commercio gli stessi modelli in cui la tomaia è stata però prodotta con il nuovo materiale.
Alle colorazioni originali seguirono altri due pack, “Sunset” e “Beaches of Rio”.

2015 – Air Max Ultra

Recentemente impiegata nella realizzazione di ben due dei tre modelli HTM prodotti da Nike per l’Air Max Day (Air Max 90 Ultra Superfly T e Air Max Ultra MP), Air Max Ultra nasce come una versione alleggerita e cava delle classiche suole Air Max. Il cushioning rimane legato alla bolla, è la “cornice” questa volta a subire una vera rivoluzione. A subire il trattamento Air Max Ultra sono la Air Max 1 OG white/red prodotta in una curiosa versione con tomaia Moire, la Air Max 90 “Infrared” e la Air Max 95 “Neon”, forse il modello su cui l’intervento è stato più radicale: la suola cambia completamente forma, la tomaia passa da suede a Engineered Mesh e gli ormai iconici lace loops vengono sostituiti con una struttura esterna in flywire.