Fat tongues, tube laces, crazy CWs: quindici anni di Dunk SB

Nelle ultime settimane dominate dall’avvicinarsi dell‘Air Max Day, Nike ha celebrato un altro compleanno molto importante: la linea Dunk SB ha compiuto 15 anni.

Le prime colorazioni della Dunk SB sono state rilasciate da Nike nel 2002, ma per capire come ci si è arrivati è meglio fare qualche passo indietro. L’ingresso di Nike nel mondo dello Skateboarding risale sicuramente agli anni ’80 (anche se già negli anni ’70 qualche Cortez e Lady Cortez si era infilata in un oceano di Vans) con Blazer, Dunk Hi e Air Jordan 1 ai piedi di giovani skaters, tra cui alcuni dei membri del leggendario team di Powell Peralta, la Bones Brigade. Anche all’inizio dei ’90 qualche modello Nike finisce ai piedi degli skaters, come le Tennis Classic ma ormai il mercato delle scarpe da skate è consolidato e pieno di brand indipendenti che sviluppano modelli specifici. Nike non fa il suo ingresso ufficiale nel mondo dello Skateboard fino al 1996, quando rilascia ben tre modelli: la Air Snak, la Air Shimp e la Air Choad, seguiti dalla Air Lien. Le quattro silouhette ereditano alcuni elementi di modelli Nike già esistenti, branding minimo e materiali solidi. Nonostante tutto ciò il progetto è un flop, lasciando ai posteri soltanto una stupenda serie di Ads che recitavano: “What if all athletes were treated like Skateboarders?”.

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Questo approccio di Nike nell’inserire lo Skateboarding nell’enorme lista di sport praticabili con lo swoosh ai piedi ovviamente venne osteggiato dalla scena, in uno dei tanti momenti dell’eterna diatriba tra Skateboard come sport e Skateboard come vero stile di vita.

Nonostante ciò Nike non demorde, continua a sviluppare nuovi modelli tecnici e nel frattempo recupera alcuni degli elementi del suo “heritage” skateboarding, decide quindi di creare una versione della Dunk Low che sia adatta allo Skate. Suola più larga, materiali più resistenti ed una enorme linguetta imbottita: nasce nel 1998/1999 la linea Pro B di Nike, che metterà sugli scaffali alcune delle colorways di Dunk più amate e ricercate ancora oggi, come Alphanumeric/Lightning, Smurf e Griptape.

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Come detto, nel 2002 nasce una vera e propria linea Nike per lo Skate, che prende il nome di Nike SB. Tra i modelli in catalogo c’è appunto la Dunk Low, che viene prodotta in quattro colorazioni originali dedicate a quattro membri del team SB: Danny Supa, Gino Iannucci, Richard Mulder e Reese Forbes.
Da subito Nike capisce le potenzialità del progetto SB e la vivacità della scena Skate e di tutte le realtà che la circondano, con shateshops, artisti e musicisti che nel corso degli anni verranno attivamente coinvolti nell’ideazione di versioni speciali dei modelli SB.

Come raccontato da Kevin Imamura, la scelta più ovvia per lanciare Nike SB utilizzando un modello storico sarebbe stata la Air Jordan 1, ma nel 2002 AJB era un brand separato da Nike ed i responsabili di SB vollero mantenere l’identità del prodotto legata a quella di Nike, in più la Dunk dava più possiblità a livello creativo avendo lo swoosh come unico branding.

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Già a partire dal 2003 Nike SB comincia a sperimentare nuovi materiali e nuove colorazioni, cominciando a produrre modelli in edizione limitata collaborando con brand come Zoo York e Supreme, lavorando con figure leggendarie come Natas Kaupas e continuando a produrre colorazioni esclusive per il suo team.

Nonostante l’impegno profuso Nike rimane una multinazionale che cerca di inserirsi in un mercato pieno di realtà indipendenti, per questo continua ad essere osteggiata da molti skaters. Nascono progetti come la “Drunk BS” di Consolidated, una ovvia parodia della Dunk SB con tanto di tagline “Don’t Do It“.

Questo può essere considerato il “punto di non ritorno” che ha reso Nike SB ed in particolare la Dunk SB ciò che sono oggi, ovvero un icona per collezionisti ed appassionati oltre che per gli skaters.
Tra il 2003 ed il 2005 Nike SB genera attorno a sè un movimento che è la base dello sneakergame moderno, amplificando ciò che già succede con le release regionali di Dunk e Air Force One.
La gente comincia a mettersi in coda fuori dai negozi, le scarpe più rare vengono vendute su piattaforme come eBay a migliaia di dollari ed i collezionisti si disperano per evitare di saltare le uscite.

L’apice si è probabilmente raggiunto nel 2005 con le releases della Diamond x Nike Dunk Pro SB Low “Tiffany” e della Staples x Nike Dunk Low Pro SB “Pigeon”, che crearono enorme caos soprattutto a NYC all’apertura del negozio Reed Space, con tanto di sommossa, intervento della Polizia ed alcuni fermati.

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La parte più divertente è, forse, difficilmente gli skaters riescono a capire del tutto questo “movimento”, continuando a comprare Dunk SB per ciò che è, ovvero un’ottima scarpa da Skate da demolire a forza di trick, rendendo ancora minore il numero di scarpe reperibili in buone condizioni sui mercati secondari e facendo inorridire diverse sneakerhead alla vista di colorazioni rarissime completamente distrutte.

Per celebrare il compleanno della Dunk SB, Nike ha programmato la release di quattro Dunk High che pagano tributo alle quattro colorazioni originali del 2002, applicandole al taglio alto per la prima volta.

Oggi, a quindici anni di distanza, la Dunk SB si è ovviamente evoluta ed è stata migliorata grazie all’utilizzo di nuovi materiali e tecnologie, proprio come succede con le altre calzature sportive.
Nel frattempo la Dunk SB è entrata di diritto nella storia delle sneakers e continua ad essere uno dei modelli più amati e ricercati dagli skaters e ancor di più da appassionati e collezionisti. Buon compleanno Dunk SB!

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