Spot On: Reebok e la malattia da “calo di vendite”

Per anni tanti appassionati hanno atteso che Reebok ritornasse sul mercato. Per anni in tanti hanno sognato il ritorno di modelli storici, di colorazioni OG e nuovi abbinamenti cromatici per sfoggiare nuovamente il marchio con il vettore. Da vero antagonista di Nike negli anni novanta, sia sul mercato basketball sia in quello tennis, a spalla di adidas in una nicchia ormai satura: qual é il vero peso specifico di Reebok into the game?

Nullo o quasi, per rispondere alla domanda che ci siamo posti. Sempre più spesso vedo pezzi di grande spessore, scarpe mitiche che hanno fatto la storia, andare miseramente in saldo. E a volte non si vendono neanche se scontate della metà. Vi siete mai chiesti le cause? Proviamo ad analizzarle insieme.

reebok-logo-focus-on

Saturazione del mercato

Una politica fatta di collabo limitate e release circoscritte a pochissimi store, con la distribuzione massimizzata quasi da un giorno all’altro, c’è stata un’offerta decisamente maggiore della richiesta. Probabilmente anche il numero di colorway uscite è stato eccessivo, e così anche i pezzi con colorazioni OG si sono persi e non hanno riscosso i dividendi che ci si aspettava. Fare un paragone con Jordan Brand è chiaramente improponibile, forse però lo stesso fenomeno, anche se in misura minore lo sta ottenendo Nike con altri modelli storici. Che ne dite delle Glove di Gary Payton o delle Force 180 di CB? Per non andare troppo lontani, anche le Command Force tanto celebrate in questi mesi sono ancora (quasi) tutte lì, che aspettano di essere scontate, se non lo sono già.

reebok-focus-on-2

reebok-focus-on

Secondo alcuni probabilmente siamo già di fronte ad una fase due della rivincita delle Retro. Il fenomeno, se si esclude Jordan Brand come detto, potrebbe essere in fase calante. O meglio non pagare grossi dividendi come negli ultimi anni; a farne le spese maggiormente sembra Reebok che, tolte alcune release, non è riuscita a ritornare sul mercato per imporsi, com’ era solito capitare un tempo (ormai lontano).

Questione di testimonial

Swizz Beats è uno dei testimonial/manager più importanti in casa Reebok e insieme alla consorte Alicia Keys compongono un duo solido. Ma oltre a Rick Ross, chi altri può portare in alto il brand? Fuori dal campo i testimonial sono davvero pochi e di scarsa risonanza. 

shaq_attaq_suns_a

141326099JD001_Celebrities_

rick-ross-meek-mill-swizz-beatz-reebok-back

Eccezion fatta per Kendrik Lamar, di cui si è appena consolidata una partnership con il brand, (nel video di “I am” il cantante di Compton appare con un paio di Ventilator in arrivo a Gennaio) 

le collaborazioni con i rapper non portano i frutti tanti agognati.

Se guardiamo dentro il campo, il discorso non migliora: il ritorno in famiglia di Shaq, Kemp e Allen Iverson può catalizzare le attenzioni dei trentenni che hanno vissuto l’era NBA dei novanta, ma oggi non c’è nessuno che vesta Reebok e faccia letteralmente il vuoto nella lega. La mancanza di testimonial sportivi di prima categoria potrebbe essere un grosso fattore e il gruppo adidas non sembra intenzionato a coinvolgere Reebok, per associare al brand di origine britannica gli atleti di cui avrebbe bisogno.

reebok-retro-series-episode-6-holiday-heroes

shaq-allen-iverson-shawn-kemp-shoot-reebok-commercial

reebok-shaqnosis-1995

shaquille-oneal-shaq-reebok-2

shaq-reebok-preacher-usa-team

reebok-shaq-shaqnosis-ebc-harlem-000

reebok-classic-re-introduce-the-shaq-attack-for-2013-spring-summer-3

reebok-question-red-white-allen-iverson

alleniversonreebokquestion51600x750

reebok-answer-iv-4-black-07

shawn-kemp-dunk

shawn-kemp-kamikaze-2-allstar

Shawn-Kemp-Reebok-Kamikaze-ad(1) shawn-kemp-reebok-kamikaze-I-focus-on

Chi muove l’economia

Jordan Brand (alla fine il paragone è sempre quello) è il marchio che ha facile presa su tutto il mondo dei teenager, che, sebbene non abbiano vissuto la MJ era sono talmente influenzati dal modo in cui viene commercializzato il Jumpman che ne subiscono il fascino. Il fatto che le grandi catene che commerciano articoli sportivi spingano i prodotti Jordan Brand fa si che anche i piccoli commercianti siano costretti a vendere i medesimi articoli per rimanere nella mappa, a discapito di un certo tipo di prodotti, come ad esempio le Retro di Reebok. Un giro d’affari che è in pratica un cerchio che si chiude intorno al Jumpman e al gruppo Nike.

store-reebok-focus-on

reebok-classic-pop-up-store-opening-velizy-2-picture4

Le Collabo

Reebok è stata molto attiva sul fronte collabo negli ultimi anni e nessuno si è lasciato sfuggire l’opportunità di prendere un pezzo storico dagli archivi del brand per metterci sopra le mani. Questa elevata produzione di collaborazioni, talvolta neppure troppo limitate, non si è rivelata una carta in più per rilanciare la fama del vettore.
Insomma, a volte il troppo stroppia: senza andare troppo lontani l’esempio lampante è rappresentato dalle uscite per il venticinquesimo anniversario della Pump originale. Reebok si è impegnata a collaborare con tutti gli elementi del network, ma l’abbondanza di release e delle quantità stesse dei pezzi a disposizione ha fatto si che il tutto perdesse di valore agli occhi degli appassionati.   

major-reebok-the-pump-main-1

Reebok-Pump-Omni-Lite-01

sneakersnstuff-sns-reebok-shaqnosis-tribute-4

solebox-x-reebok-pump-omni-lite-2

timthumb

reebok-pump-25-anniversary-hanon-02

sneaker-politics-reebok-pump-25-release-date-01

highs-and-lows-reebok-pump-25

Ci sarebbero tanti altri spunti interessanti e questioni su cui dibattere, si possono mettere sul banco degli imputati le scelte distributive e di marketing, ma il fulcro è che Reebok conserva una nicchia e un volume di vendite inferiori alle attese di appassionati e collezionisti.

Credits: si ringrazia per il sincero contributo Luca Quattrone (Double Clutch Store – Verona) e Mattia Ferrara (Bertola – Cagliari).