Il Caso: I Quit

Recentemente sono state vendute qualche paia di Nike Air Jordan 1 OG Chicago a dei fortunati ed insonni individui. Un altro piccolo capitolo del grande libro dei camp out. Beh, non proprio così piccolo.

Questa volta Nike l’ha fatta grossa.

Nike ha annullato la release online delle scarpe più iconiche dell’anno, generando due (soliti) effetti contrastanti. Da una parte si è combattuto contro l’uso dei bot, dall’altra purtroppo si è andati a penalizzare chi non può o non vuole fare un camp out.
Il sito di Nike non era l’unico sito su cui fare affidamento per la release online, ma sicuramente era quello con più disponibilità. La cancellazione porterà ad un random restock TLO (Twitter Link Only)? Beh.

Recently a few pairs of Nike Air Jordan I OG Chicago has been sold to a few lucky and sleepless individuals. Another little chapter of the great novel of camping out. Maybe, not that little: this time, Nike played it somehow dirty, cancelling the online release of the most sought and iconic model of the year, with two consequences. First, they fought the ever-spreading use of bots to shop online, and second, they discouraged all those who can’t or won’t go camping out from the stores. Nike’s webstore wasn’t the only one selling this model but surely was the one with the highest availability. Maybe this last-minute cancellation will bring to a random TLO (Twitter Link Only) restock? Not probable.

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Questa volta anche i clienti l’hanno fatta grossa.

Per una “testata giornalistica” che scrive di sneaker attaccare chi le compra non deve essere proprio una mossa azzeccata. Invece bisogna dire che coloro i quali nel 2015 ha fatto camp out per le AJ1 “Chicago” sono dei veri e propri appassionati di sneaker e adorano quel modello con quella colorazione. Sarebbe bello poter dire lo stesso per quanto riguarda la release del 2013; stesso modello, stessa colorazione, ma se all’appello mancano “Nike Air su linguetta”, “OG Box” e soprattutto “400 paia in Europa” tale scarpa non si merita nemmeno di superare i $150 a resell.
Non ditemi che avete pensato “e il Remastered?”, perchè del processo costruttivo del 1984 non c’è più nemmeno l’ombra.
“Dr. Jordan e Mr. Hype” colpiscono ancora.

This time also the customers played it dirty. We know, for a website that talks about sneakers, to criticize sneakerheads might not be a sensible move. It has to be said that those who spent days camping out for the “Chicago” in 2015 are true and affectionate collectors and connoisseurs, and they adore that model. We would like to say the same for the 2013 release, but in that case a few missing details (the “Nike Air” tab on the tongue, the OG box and, probably, the rumored 400-pairs-only-in-Europe release) condemned that retro model to lose value and not even get even the 150$ mark on the reselling market. And if you thought “What about the “Remastered” certification?”, you can be sure that the original 1984 way of making shoes has been long forgotten. “Dr. Jordan and Mr. Hype” strike again.

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Questa volta anche i possessori bot l’hanno fatta grossa.

Prima regola del Fight Club, non parlare mai del Fight Club.
Chiunque abbia avuto a che fare con una release online sa cosa sia un bot e quanto odio si provi con chi ne fa uso. Si dice che Nike non riesce a fermarli ma invece si sente anche parlare (meno, fa meno notizia) di Nike stessa che annulla ordini o peggio banna perennemente dal proprio sito chi è sospettato di farne uso.
I reseller esistono da sempre e in qualsiasi ambito ci sia un oggetto a tiratura relativamente limitata che genera interesse e, ovviamente, soldi.
Nike sta continuando ad annullare delle release online e non si fa altro che incolpare i possessori di bot.
Ma è davvero così impossibile combatterli? Non basterebbe cambiare il layout della pagina della release per far si che i parametri del bot vadano a vuoto?
In definitiva se credete che Nike non sappia davvero combattere i BOT presentatevi tutti alla prossima release online con un bel bot da 20€ pronto ad azzannarsi con gli altri e poi, beh… gustatevi lo spettacolo il giorno dopo.

This time, though, also the bot-users played it dirty. First rule of the Bot Club: never talk about the Bot Club. Everyone who tried an hyped online release knows what a bot is and how frustrating their use is for those who don’t. They say that Nike cannot stop it, but some rumors also report that Nike has cancelled orders and banned users because of bots use.
Resellers have always existed in the sneaker game and in every other market were highly sought items move a lot of interest and a lot of money. Nike is now keeping on cancelling online releases (especially in the USA and Asian markets) and of course the customer base is accusing the bot users. Is it really so hard to block them? Isn’t it enough to change the webstore pages layout in order to jeopardize the bot parameters? Finally, if you believe that Nike can’t effectively fight bots, then get ready for the next release, get a 20$-bot, launch it in the arena with the others and enjoy the angry comments the day after.

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Photo Credits: Kicks On Fire