Il Caso: la normalità andrà di moda?

Non c’è più niente da fare: il “gioco delle scarpe”, per dirlo all’italiana, è morto e sepolto.
Come accade a qualunque argomento diventi popolare, anche il mondo delle sneaker si è allargato a dismisura accogliendo nel suo grembo un bacino di utenza enorme. Avete presente quando vi piace un cantante sconosciuto, ma ad un certo punto va sulla cresta dell’onda con una canzone ed inizia a passare in radio ogni 15 minuti finendo e nel giro di una settimana lo detestate? Ecco, diciamo che se Radio Maria parlasse di Nike e adidas non mi stupirei.

La data che dovrebbe comparire sulla lapide dello sneakergame coincide con la prima release delle adidas Yeezy 350 Boost, 27 Giugno 2015. In effetti dovevamo già accorgercene quando, poco dopo l’uscita della sorella 750, un ragazzo era diventato popolare per aver congelato chimicamente le sue Yeezy ed averle rotte a colpi di martello.

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L’ultima collabo di uno dei 100 uomini più influenti al mondo (lo dice TIME, eh) ha riportato alla luce dei lati oscuri che l’umanità aveva ormai dimenticato. La gente si è divisa: hater contro hypeb…lover, ed è stato uno spettacolo raccapricciante.

C’era chi impazziva perchè quando è uscita la lista degli store anche quello più sfigato le aveva già prenotate tutte, c’era chi “aveva i suoi canali” ma è rimasto deluso perchè “i suoi canali” hanno pensato bene di prendersele e resellarle. C’era chi ha fatto camp out per la prima volta e chi ha intasato i gruppi con foto di Nike Roshe et similia con didascalie “Yeezy prese ;)”, simpatiche come un dente del giudizio. C’è chi ha speso €700 euro in più per un paio di scarpe già abbastanza sovraprezzate (ma davvero le avete prese?) e chi con un resell si è pagato la vacanza.

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Ci sono stati store che hanno fatto raffle e contest improbabili e altri che hanno dovuto quasi pregare la gente a comprarsi solo Yeezy che gli stessero bene. A dire il vero, la stragrande maggioranza degli store non era preparata a ciò che stava per accadergli. La meccanica da loro utilizzata è la stessa venuta a galla con le AJ 1 Chicago: alcuni accettavano prenotazioni da clienti abituali, altri si spartivano parti dello stock, altri ancora rifiutavano prenotazioni e lasiavano tutto lo stock ai camper.

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La sostanziale differenza fra gli eventi “AJ1Chi” e “350 Boost” non risiede tanto nella disponibilità (decisamente maggiore per le Yeezy) quanto nella smisurata quantità di domande per le scarpe di Kanye e per il bacino di pubblico interessato, decisamente più ampio ed eterogeneo.

La tracotanza della gente ha poi toccato il fondo quando tutti i blog, TUTTI i blog, hanno dato visibilità continua a chi rovinava, distruggeva, bruciava, buttava le scarpe in questione. Recentemente hanno re-intervistato uno di quelli che le aveva distrutte che ha dichiarato: “Quel gesto non mi ha portato niente, solo qualche follower in più su IG; in tasca ho solo $3”.

Dio c’è e probabilmente non resella.

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