Il Caso: Nike+ FuelBand

Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare di Nike FuelBand. Per chi non lo sapesse, il FuelBand è un activity tracker indossabile nato nel 2012, il suo compito è quello di riconoscere i vostri movimenti e registrarli nel suo archivio per poi connettersi con il Bluetooth (solo nella versione  2013) al vostro iPhone (si purtroppo solo iPhone) e visualizzare i vostri “goal” con una applicazione. Perchè Fuel? Perchè l’obiettivo di questo dispositivo è quello di raggiungere il target (quantitativo di Fuel) settato da voi come obiettivo, e per farlo dovrete spendere calorie, correre, camminare, saltare e chi più ne ha più ne metta.

Tutto bene, tutto bello, ma poi le vendite non vanno, il marketing scarseggia e un paio di settimane fa iniziano a circolare delle voci di licenziamenti di massa nel ramo che si occupa di FuelBand. Nike non ha confermato queste voci ma le ha quasi smentite scrivendo un comunicato stampa alquanto frettoloso: “Continueremo a migliorare l’App Nike+ FuelBand, lanceremo nuovi colori, venderemo e supporteremo i nuovi Nike+ FuelBand nel prossimo futuro”.

Recentemente il CEO della Nike ha rilasciato un’intervista all’emittente CNBC nella quale annuncia che la tecnologia andrà sempre più integrandosi con tutto ci che riguarda lo Swoosh. Nike attualmente ha venduto 30 milioni di smartband e si è prefissata come obiettivo i 100 milioni. Il CEO ha lasciato anche intravedere una possibilità di una collaborazione fra Apple e Nike per quanto riguarda la realizzazione di una nuova versione. La cosa andrebbe a giovare entrambe poiché Apple sta avendo problemi a realizzare il suo wearable, ovvero l’iWatch, e Nike avrebbe un partner sicuramente importantissimo per dare molta più solidità al progetto.
Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti e se credete in una svolta tech per le sneaker o siete “old school”.

SneakerTech Il Caso Nike+ FuelBand 01

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