Il Caso: Random Restock

Vi ricordate quella notizia di un po’ di tempo fa in cui Nike diceva che avrebbe sconfitto i BOT? L’idea sembrava sicura, aggiungere ai soliti captcha 6 foto con 6 oggetti diversi; il sito generava una domanda, ad esempio “clicca sulla foto del cavallo e del bicchiere” e tu, essere umano, dovevi cliccare sulla foto del cavallo e del bicchiere. Oh finalmente ho una possibilità di superare queste macchine bastarde e cercare di aggiudicarmi qualche scarpa durante i restock. Invece?

E invece ne parliamo dopo, ora parliamo dei restock. Restock. Quante emozioni contrastanti in una sola parola eh? Qualche giorno fa vicino alla parola restock abbiamo visto scritta anche la parola “random”. Panico, ansia. Infatti il restock previsto da Nike “E’ stato rimandato a data da destinarsi a causa di un problema tecnico”. Questa data da destinarsi ha fatto aumentare le speranze ma soprattutto le ansie dei “coppatori” online. Il restock in sé per sé in realtà è una cosa buona, permette a più persone di acquistare scarpe che magari vengono rilasciate oltreoceano o più semplicemente danno una seconda opportunità di acquistare una scarpa a chi si è fatto scappare la prima.
Effettivamente non è restock la parola da temere, bensì sono “random” e soprattutto “BOT”. I BOT sono dei programmini che agiscono come robot, svolgono delle azioni predefinite in un tempo minimo (irrisorio direi) rispetto agli umani. Per fare una metafora, BOT e restock sono due amanti, neppure tanto segreti, che appena ne hanno la possibilità commettono il peggiore degli adulteri. In parole povere, arrivano prima al checkout.

Torniamo a parlare dei restock. Andiamo per gradi con un esempio: quante persone nel mondo vogliono le Air Jordan XI Bred? Moltissime. Quante persone possono permettersele? Molte. Questa si chiama domanda di mercato. Quante Air Jordan XI Bred (non fake) esistono nel mondo? Sicuramente non abbastanza da coprire la domanda. Certo, poi ci sono i reseller, ovvero quelli che comprano (o hanno comprato) le Air Jordan XI Bred per rivenderle a un prezzo più alto, e quindi possono ridistribuire alcune AJ XI che nelle loro mani (o meglio piedi) sarebbero ferme. Ma nonostente loro, i restock continuano imperterriti ad andare sold out dopo il primo secondo di lancio. Perchè? Beh perchè scarpe come le Bred ma anche come tutte le altre retro, OG e non, piacciono a tante persone e quindi è normale che ci siano tante persone “in coda” su un sito e magari è anche normale che esso crashi. Ma… siete così sicuri che sia solo per questo motivo? C’è un motivo se vi ho spiegato cosa è un BOT e cosa è un reseller, ora il passo successivo del ragionamento è molto facile e lo lascio fare ai vostri piedini coccolati da scarpe non “restocked at a random time”. Fatevi e fateci delle domande ma analizzate anche la pratica, se così si può definire, del “camping for kicks” che c’è stato, nell’episodio più fresco, per le Nike Air Foamposite Supreme. Cosa preferite? No, non intendo dire se odiate di più gli esseri umani vicino a voi in fila davanti al Nike Store o i BOT, ma che metodo secondo voi è più giusto. Aspettiamo i vostri feedback nell’area commenti sotto questo articolo.