Il futuro dei giovani atleti, secondo adidas

Oggi volevo parlarvi dei giovani, quindi anche un po’ di me.
“Ho un passato, ma non ci vivo. Ho un futuro, ma non ci penso”
Non vorrei minare la vostra libreria dei luoghi comuni, ma il problema dei giovani sono i giovani stessi: ora vi spiego meglio.

Today we wanted to talk a bit about… young people, therefore about us too.
“I have a past, but I don’t live in it. I have a future, but I don’t think about it.”
I don’t want to discuss your luggage of common sense but the main issue for young people are themselves. Let me explain.

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Non è vero che TUTTI i giovani sono svogliati, pigri o qualsiasi altra cosa pensiate; perlomeno non è più vero di quanto lo sia sempre stato in passato. C’è sempre stato il giovane indolente e scontroso, ma non aveva una voce. Ora grazie/a causa del web e ai social network in particolare, anche i più accidiosi possono urlare al mondo la propria pigrizia mentale e fisica, ed essere purtroppo presi ad esempio per descrivere una delle fasi della vita con più sfaccettature.
Sta ai giovani pensare di più a loro stessi e dare meno importanza a chi nella propria gioventù aveva bisogno solamente del libretto di istruzioni della TV e del frigorifero per rimanere al passo con i tempi. 

Il presente va preso, cari giovani.

It’s not true that all the young people are lazy, not responsible and such: at least it’s not a bigger problem nowadays than what it was in the past. Young guys are always being a bit indifferent and moody, but they used not to have such a prevailing voice in the society. Nowadays everybody, thanks to the web and the social networks, everybody can scream to the world all his frustration while being mentally and or physically indolent – unfortunately the louder ones are taken as example for the whole category, making a whole of something that actually has a lot of faces.
It’s up to us, new generations, to help ourselves and don’t think about those who already have been young and in their youth didn’t need much to be up to date, apart from their TV sets.

Present time is here and we got to make it own.

Se avete dato un’occhio alle pubblicità negli ultimi tre giorni sapete che questa frase racchiude un po’ la visione che vuole mostrare adidas nella sua nuova campagna “Sport15”.
Il primo spot che trovate qui sotto è proprio improntato ad una spinta, una motivazione, nel non adagiarsi mai su ciò che si è fatto, che esso sia un canestro allo scadere, una partita perfetta a tennis o una punizione sotto l’incrocio dei pali. Mai fermarsi a guardare ciò che si è fatto, perché tutto ciò che resta è “utile solo per le statistiche”. L’oggi è ciò che va scritto, deciso e preso.
Il secondo è riferito ad una persona che tanto ha dato e che tanto avrebbe da dare al mondo della NBA: tale Derrick Martell Rose che, sulle immagini di replay di passato e presente, si mette a nudo trasmettendoci le parole virgolettate in apertura: no one owns today, take it.

If you had a look at the latest commercials, you might have understood were I’m going, since this concept is also comprised in adidas’s latest campaign “Sport15”.
The first commercial you see here it’s based on this push, this motivation, on not resting on what you already got, being it a clutch basket, a perfect point in tennis or an amazing shot just under the post in football. Never stop admiring your results, they are good just for the stats. Today is here, it has to be written, controlled, taken.
The second commercial refers to someone who already gave a lot to the NBA and who would like to still give a lot to the game: Derrick Martell Rose. On his recent past and present images, he exposes himself and utters the words we quoted at the beginning: no one owns today, take it.

 

adidas: Take It

 

adidas Derrick Rose: Take Today