Il meglio del 2017 secondo SNKRBX (per ora)!

Eccoci a luglio, abbiamo già archiviato la prima metà di questo 2017 ricco di releases, tra debutti e ritorni più o meno graditi, scommesse da parte dei brand e qualche indizio su quali saranno i nuovi trend in ambito sneakers per i prossimi mesi.
Abbiamo chiesto quindi ai nostri editor di scegliere la sneaker che premiano come migliore in questa prima metà del 2017, non mancano le sorprese.

Alberto Gerin – Puma Tsugi Shinsei

Tra i due litiganti… La GR che non t’aspetti arriva quest’anno da Puma: è infatti la Tsugi Shinsei la mia scelta quale Best Release 2017 – so far. Una linea finalmente pulita, con qualche richiamo alle sorelle maggiori (quanto a trend del momento) e un occhio di riguardo per comfort e calzata. Il passalacci laterale e l’intersuola, con le loro particolarità, rendono ben riconoscibile una scarpa che, altrimenti, non mostrerebbe i segni distintivi del marchio (non ci sono le consuete onde ed il puma è incastonato tono su tono sulla parte superiore della linguetta), con un conseguente ri-posizionamento della Tsugi Shinsei su una linea molto lifestyle e business-casual, cosa non consueta per il brand tedesco. Davvero una bella scoperta in ambito General Release, un prodotto ben riuscito e commercialmente appetibile: continua così Puma, e la risalita sarà costante e vigorosa!

Fabrizio Fois – Air Jordan 1 Retro OG “Royal”

In un periodo in cui le vendite Jordan Brand sono in calo, vista la saturazione delle colorway ed il generale cambio di tendenza dello sneakergame, il ritorno di questa OG lo scorso Primo Aprile non ha disatteso le aspettative e, a nostro avviso, vince al fotofinish la sfida con la IV in collabo con KAWS.

Francesco Roscigno – New Balance 770 Made in England – Cumbrian Flag Pack

Non credo che oggi escano molti pack significativi, specialmente nel panorama general releases: nel marasma di uscite inutili, questo pack di NB, composto da una CT300, una 1500 e questa 770 è stato veramente una ventata d’aria fresca. Perlomeno per me. Oltre alla risaputa qualità NB made in England, trovo sensazionale l’utilizzo della bandiera della Cumbria. Forse dovremmo usare di più le bandiere strane sulle scarpe, specie se assomigliano a un pattern grafico di Munari. Anche la scelta di scrivere ‘’Made in Cumbria’’ sulla linguetta è un’orgogliosa dichiarazione di appartenenza territoriale fatta davvero con classe.

Edoardo Barbazza – Sneakerbaas x KangaROOS Coil R2 “Sin City”

Era una scelta quasi scontata la mia, infatti tra le due uniche release di Kangaroos uscite durante questa prima metà dell’anno, ho deciso di premiare quella in collaborazione con lo store olandese SneakerBaas, piuttosto che la Coil r-1 “Glacier”.La motivazione è legata al fatto che, dopo una lunga assenza, ha fatto il suo ritorno la silhouette Coil r-2, mai più riproposta dal 2015, con l’uscita delle “OVIS”. Ad una scarpa in premium suede rosso, pelle ostrich nera e suola gum, hanno aggiunto poi bellissimi dettagli che ricordassero la città di Amsterdam, a me molto cara.

Marco Rizzi – Tom Sachs x NikeCraft Mars Yard Shoe 2.0

Può suonare come una scelta prevedibile, in realtà il ritorno della Mars Yard rappresenta, almeno per me, molto di più rispetto ad un semplice upgrade di una bella scarpa. La MYS 2.0 nasce dall’esigenza di migliorare un prodotto che è stato concepito con un approccio molto più vicino a quello del design industriale rispetto al normale processo di ideazione delle sneakers, la funzionalità e la solidità vengono prima di tutto, anche dell’estetica. Questo significa che una scarpa ed un progetto che starebbero meglio alla Pensole Academy (dove già vengono studiate) o al MOMA (con un po’ di pazienza arriveranno anche lì) possono essere ripresi, rivisti e addirittura migliorati, con buona pace di chi nel 2017 riesce ancora a star dietro a release tappabuchi, progetti senza storytelling e collabo sterili che non aggiungono nulla allo sneakergame se non una nuova scarpa in saldo due volte l’anno.

Alessandro Mandracchia – Carbon x adidas Futurecraft 4D

Sono le scarpe del futuro o almeno del futuro che mi piace. Notevole passo avanti rispetto alle 3D, la midsole di queste scarpe viene stampata secondo il processo “Digital Light System” che sfrutta la luce e l’ossigeno presenti nella cella della stampante per trasformare le resine liquide in materiale solido, duraturo e performante. La “classica” stampa 3D risulterà lenta e obsoleta quando, più tardi quest’anno, le adidas Futurecraft 4D vedranno la luce in produzione di massa.