Il meglio del 2017 secondo SNKRBX!

Siamo arrivati anche alla fine del 2017, un altro anno pieno di sorprese, debutti, ritorni e, perchè no, anche qualche flop. Come al solito il mondo delle sneakers ci ha regalato un sacco di interessanti spunti di conversazione.

Per farci un po’ spazio tra le tantissime releases dell’anno appena concluso e trovare qualcosa che valga davvero la pena ricordare, abbiamo chiesto ancora una volta ai nostri redattori la loro opinione.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i nostri lettori per averci seguito anche nel 2017, ci auguriamo che il 2018 sia ancora più ricco di soddisfazioni per noi e per voi. Buon anno!

Francesco Roscigno – Puma Suede 50 x Made in Japan Collectors

Nel 2018 una delle scarpe seminali della street culture, la Suede, fa 50 anni. E Puma ha in serbo 50 collaborazioni per celebrarne la legacy. Prima che se ne accorga l’armata degli scemi, ricordiamo quanto sia la capostipite dello stilo questa scarpa. Per l’occasione ho scelto la versione uscita da pochissimo fatta in giappone, elaborata da Puma insieme a dei giapani strippati di scarpe. Assurda!!!

Edoardo Barbazza – Sneakerness x KangaROOS Ultimate “Green Bridges”

Premettendo che poche volte ho fatto follie per un paio di scarpe, essenzialmente perché non mi piacciono i modelli più richiesti, per queste mi sono recato a Colonia per poterle prendere con lo special box a Sneakerness e ho preso contatti con gli organizzatori mesi prima, per sapere se effettivamente sarebbero state rilasciate. Anche se di sneakers molto belle quest’ anno se ne sono viste parecchie, la scelta non poteva che ricadere su questa: il mix di colori pastello col 3M, la qualità dei materiali e il concept sono stupendi.

Alessandro Mandracchia – Nike LeBron 15

Al netto dell’hype (nemmeno troppo pesante) creato con le rivisitazioni di Ronnie Fieg, la Nike LeBron XV è la scarpa tecnologicamente più avanzata di Nike Basketball. L’unione di Max Air e Zoom Air porta il cushioning a un livello estremo e fa impallidire modelli come le LeBron XIII o le XI. Il nuovo stadio del Flyknit, il Battleknit, permette di abbandonare elementi strutturali come pannelli in pelle o posite, strap o fili di nylon, prima indispensabili per dare sostegno al “vecchio” Flyknit.

Marco Rizzi – Nike Zoom Vaporfly Elite

Parto con una piccola premessa: non accetto obiezioni sul fatto che la Vaporfly Elite sia stata o meno rilasciata durante il 2017. Il semplice fatto che sia stata prodotta ed utilizzata per me è abbastanza per renderla la scarpa dell’anno. Sono serviti studi e ricerche lunghi anni e lo sviluppo della nuova mescola ZoomX per creare questa scarpa, tutto per un esperimento che i più cinici potrebbero considerare fallito. Sinceramente, portare Eliud Kipchoge a venticinque secondi dall’abbattere il muro delle due ore sulla mezza maratona mi pare una delle più grandi sfide ai limiti umani intraprese da un brand di articoli sportivi da molti anni. Alla fine di questo si parla, performance ed articoli sportivi. No?

Alberto Gerin – Footpatrol x Puma Tsugi Shinsei “Sashiko”

L’onda lunga del rilancio in grande stile di Puma è di certo una delle più piacevoli sorpresa di quest’anno: il marchio di Herzogenaurach ha da sempre esercitato un notevole fascino su di me, perciò non potevo che designare la Tsugi Shinsei “Sashiko” di Footpatrol quale Miglior Sneaker 2017. L’introduzione, lo scorso Aprile, della Tsugi Shinsei ha portato una ventata di aria nuova nei design: l’abbinamento tra tecnologia Ignite prettamente sportiva ed una tomaia dal deciso gusto orientale (a perseguire un trend che, sono certo, contraddistinguerà il futuro prossimo), dove il branding non è predominante, rende giustizia ad una scarpa di carattere, per la quotidianità. Che nella sua collaborazione con lo store londinese da il meglio di se, grazie ai dettagli di sartoria giapponese Sashiko, e l’immancabile maschera Footpatrol in oro sulla linguetta.

Fabrizio Fois – Nike Air Presto “The Ten”

Premetto che non sono un fan della Presto, così come premetto di essere un basket-addicted, tanto da essere stato indeciso fino all’ultimo nella scelta tra la Jordan 1 “Royal” e, appunto, la creazione di Virgil Abloh. Fatto il “dovuto” disclaimer, motivo la scelta: a mio avviso si tratta di una sneaker bella in quanto tale, anche se guardata al di là del lotto “The Ten” e dell’hype generato attorno alla collabo. La toe box e lo Swoosh che fa capolino dalla gabbia sono le parti maggiormente connotative, ma l’elemento di forza generale è che siamo dinanzi ad una Presto più “scarpa”… non me ne vogliano i suoi estimatori della prima ora!