Kobe a Milano per il Mamba Mentality Tour

Milano, 22 luglio 2016.
La data è di quelle da scolpire nella mente e l’evento è di quelli da raccontare ai nipoti.
Kobe Bryant ha fatto tappa a Milano nell’ambito del suo “Mamba Mentality Tour”, campagna che lo sta portando in giro per il mondo a far conoscere la sua mentalità vincente e, soprattutto, trasmetterla alle nuove generazioni. 

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Kobe ha vissuto un venerdì molto intenso a Milano: al mattino incontro con i media, poi clinic al Pala Lido in combinato disposto con Ettore Messina ed un gruppo di giovani talenti del basket nostrano; al pomeriggio invece incontro con i fan all’House of Hoops di Corso Vittorio Emanuele. 

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Noi possiamo dire a gran voce che c’eravamo! Dopo un infinito bagno di folla all’ingresso dello Store, il Mamba, introdotto da The Voice, Flavio Tranquillo, ci ha dedicato alcuni minuti per rispondere (ovviamente in italiano!) ad un po’ domande.
Kobe ci ha manifestato il suo desiderio di lavorare con i giovani, cosa essenziale soprattutto in nel basket italiano, in cui, dice l’ormai ex Lakers, bisogna “tornare al livello che c’era quando giocava mio padre”.
Quanto ai giocatori NBA che più l’hanno messo in difficoltà nel corso della sua carriera, l’ex 24 gialloviola ha parlato delle sfide con Tim Duncan (“Mi ha impedito di vincere altri titoli, è finita 5 a 5”), di aver avuto difficoltà nel difendere su Gary Payton e, in tempi più recenti, su Kevin Durant, del quale non ha fatto in tempo a scoprire i punti deboli.
Miglior compagno di squadra? Pau Gasol, senza alcun indugio. 

A proposito di squadra: Kobe non ha mai lasciato i Lakers, ma un rischio c’è stato quando i Lacustri non erano disposti a creare un team competitivo; la cosa non aveva ovviamente trovato d’accordo il figlio di Jellybean, che aveva minacciato l’addio. Squadre sentite? Clippers, Bulls, Celtics, San Antonio. Ora immaginate Kobe con una di queste casacche addosso…

 

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La mentalità del Mamba è emersa anche dalla risposta alla domanda: “Cosa hai fatto il giorno dopo la tua ultima partita?”. “Mi sono alzato alle 5 e mezza, sono andato a correre, poi palestra…questo è il mio lavoro, non potevo permettermi di venire in Italia senza essere in forma” (ha detto battendosi l’addominale marmoreo!).

Puntuale nelle risposte, ma anche incline alla battuta … questo è stato Kobe Bryant per noi di SNKRBX, che ringraziamo Nike e HUB per l’opportunità concessa.

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