La Nike Dunk compie 30 anni – Le nostre preferite (Parte I)

Ad ogni anniversario è fisiologico guardarsi indietro e ricordare ciò che si è fatto negli anni passati, magari con un po’ di nostalgia ed amarcord, ma anche con la volontà di fare cose rimarchevoli in futuro. Per i Trenta della Dunk andiamo dunque a ripercorrere le sue migliori colorway, al netto della linea SB, cui dedicheremo un articolo a parte. Non è una classifica, non c’è un countdown, divertitevi voi a fare la vostra personale graduatoria e magari segnalateci cosa avreste voluto vedere menzionato.

At every anniversary it’s natural to take a look back and remember what has been done in the past, with a bit of nostalgia, but also with the will of keeping on doing good things in the future. For Nike Dunk’s 30 years, then, let’s examine the best colorways – SB line excluded, as we’re going to dedicate it a full article. This is not a ranking of any sort: have fun try to sort the entried according to your opinion and let us know if we left out something.

Nike Dunk “Be True to Your School” – 1985

Il primo amore non si scorda mai! In ogni saga il primo episodio è quello di cui ci si ricorda di più, ma poi, parliamoci chiaro, le colorway sono proprio una bomba. Se volete fare un piccolo ripasso vi rimandiamo al primo articolo sulle origini.

You never forget your first love! Every story has a start, and in every series the first episode is the one you remember more vividly. But then, let’s state it, these original colorways where simply great. If you need a little brushing up, have a look at our article.

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Nike Dunk Hi “Wu-Tang Clan” – 1999

Le sneaker hanno da sempre un’anima hip hop, che nel 1999 è stata incarnata nella Dunk dedicata al collettivo più influente del rap. L’accostamento di colori sarebbe stato vincente pure senza la collabo con il Wu-Tang, anzi, lo era già stato, visto che non si discosta in nulla dalla cw di Iowa delle prime e storiche Dunk dell’85. Ulteriore elemento a supporto dell’ascensione di questa Dunk all’Olimpo delle sneaker: signori, la data “1999” è sufficiente per capire che la “Wu-Tang” è stata pioneristica nell’avviare la moda, il business, il mondo delle collabo in ambito Dunk.

Let’s be fair: Deftones’ post metal is fine, but sneakers do have a black soul and hip-hop origins, as we can see in this 1999 Dunk version dedicated to one of the most influential collectives in rap history. Also in this case, the colorway on its own would have been enough to excite the average sneakerhead even without any link to the “Wu” (it’s basically the Iowa colorway of the historic 1985 Dunk first collection). Another detail that brings this model into the gotha of sneakers is its release year: 1999. The “Wu-Tang” was a pioneering model that paved the way for all following sneakers and Dunk collaborations.

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Stussy x Nike Dunk Hi LTD – 2001

Le interazioni tra Nike e Stussy non si contano più, ma tutto è partito da questa Dunk, anzi, ancora di più, questa è stata la prima collabo ufficiale tra il colosso di Beaverton ed una casa di abbigliamento (non vale infatti la Huarache del 2000 figlia dell’incontro dei soli Michael Koppelman di Stussy UK e Fraser Cooke di Nike). In realtà le Dunk erano due, accanto a questo Brown-Khaki con Baffo dall’effetto pelle di struzzo, che noi preferiamo, c’era una Total Black con Swoosh in snakeskin. Con queste Dunk si iniziarono a fare esperimenti sulle modalità di release e, di riflesso, sull’hype: ogni giorno nei Chapter Store Stussy (NY, LA, Tokyo e Londra) venivano messe a disposizione solo 24 paia (12 per cw), mossa che sarebbe durata fino all’esaurimento dello stock. Risultato? Più di due settimane con file di persone fuori dai negozi … l’era dei camp-out era iniziata!

We have now lost track of every Nike-Stussy collaboration, but everything started with these Dunks. Moreover, this model was the first ever collaboration between the Beaverton giant and a clothing brand (if you don’t count those Huaraches created in 2000 after a meeting between Nike’s Fraser Cooke and Stussy UK’s Micheal Koppelman). Actually the models were two: together with these khaki brown ones, with the lovely ostrich-leather Swoosh, there was also a total-black version, with a snakeskin Swoosh. With these models Nike started experimenting different release methods and raising the hype: only 24 pairs (12 for each colorway) were made available each day in each Chapter Stussy store (New York, London, Los Angeles and Tokyo), until the stock was finished. The result? People queuing out of the stores for two weeks… the camp-out era had begun!

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Nike Dunk Low “Viotech” – 2002

Nei primi anni 2000 le regole dello sneaker game erano state un po’ scombinate, o forse non erano state ancora definite; tra i trend più perorati c’era quello del “Non passiamo inosservati”, ovverosia colori accesissimi accostati l’un l’altro. La Viotech è il manifesto Dunk di questa corrente di pensiero, Viotech che tra l’altro è stata riproposta nel 2013 in variante SB.

In the first years of the ’00s the aesthetic rules of the sneaker game were not yet established. One of the most popular trends in that period was running under the motto “Let’s not get unnoticed” and it proposed very bold colors put one next to the other. The Viotech Dunk was one of the best examples of this trend. By the way, we’ve seen again this Viotech colorway in an SB version in 2013.

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Nike Dunk High “UNDFTD” – 2002

No, non è quella del 2013, quella uscita nel “Bring Back Pack” con la Hyperdunk 2012, ma è la versione primigenia, datata 2002, autentico “grail”, se ce n’è uno. Le collabo con UNDFTD hanno sempre un sapore particolare, quello della rarità: 24 esemplari worldwide per familiari ed amici, è sufficiente?

No, not the 2013 one, included in the “Bring Back Pack” with the 2012 Hyperdunk, but the first, original one, dated 2002, one of the true “Holy Grails” of the sneaker game. UNDFTD collaborations have always something very special, their rarity: these ones were made in only 24 pairs, for family and friends. Is that rare enough?

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Nike Dunk High “Deftones”– 2003

Una colorway che spacca già di suo indipendentemente dal fatto che sia stata fatta in onore di un gruppo che spacca a sua volta. Nero e verde più il bianco del logo sulla talloniera per una creazione prodotta in soli 40 esemplari.

A smashing colorway on its own, created to homage a even more smashing band: black and green, with the white logo on the heel, for a 40-pair only release.

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Chris Lundy x Nike Dunk Low “Laser” – 2003

Il 2015 è l’anno del ritorno in auge del laser, la rievocazione di questa tecnica sulle Air Jordan 1, IV, XX e Dub Zero ci ha fatto pensare ai primi anni del millennio, quando forse era stato utilizzato in abbondanza, quasi fino ad abusarne. Il laser aveva colpito anche la Dunk, per mezzo di Chris Lundy, surfer e artista a cui era stata concessa la tomaia completamente liscia di una Low per arabescarla con un’incredibile grafica di chiara ispirazione marina. Questa versione fu rilasciata in sole 200 paia, mentre ebbe produzione più ampia una variante con intersuola nera e gumsole.

In this 2015 we’ve seen the comeback of laser patterns on Air Jordan Is, IVs, XXs and Dub Zeros: this brings us back to the first ’00s, when this type of technique was used maybe even too often. At that time we also had a laser-decorated Dunk model, thanks to Chris Lundy, surfer and artist, who had been offered a clean Dunk Low upper to decorate it with a stunning marine-inspired motif. This version has been released in only 200 pairs, while a version with black midsole and gumsole was more widely distributed.

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Pharrell x Nike Dunk High – 2004

Macchè 50 cw di Superstar o Stan Smith a pois, qui Skateboard P era sì un trendsetter, un producer a 5 stelle (cercate “Neptunes” per la reference), ma non così commerciale e sdoganato come nel post-Happy” (frase gelosa tipica di chi “c’era prima”!) e questa sua collaborazione ne è la cartina di tornasole. Colorblock ordinaria, ma tocchi dell’iconografia dei N.E.R.D., sufficienti per rendere questa Dunk una hit.

Forget about 50 different Superstar colorways or polka-dotted Stan Smiths. We’re talking about a time when Pharrell “Skateboard P” Williams, despite being already a trendsetter and a 5-star music producer (look up “Neptunes” for references), wasn’t yet so mainstream as in his “post-Happy” era (ok, this might be the typical snobby comment of “those who were there before”). But please just check this Nike Dunk collaboration: an ordinary colorblock with some nice little details homaging Neptunes’ iconography. Enough to make this version a hit among sneakers fans.nike-dunk-high-pharrell

 

Nike Dunk Hi Premium TZ “Ueno Panda” – 2008

Concept e materiali fanno della “Ueno Panda” una delle Dunk più apprezzate di sempre. Un tributo al panda gigante del Ueno Park di Tokyo realizzato con una tomaia “pelosa” inequivocabile. Nel 2015 è stata rilasciata, anche se solo in taglie GS, la versione Low SB, che rende omaggio agli “eredi” del panda precedentemente celebrato.

Its concept and materials made this version one of the most appreciated Dunks ever. An homage to Tokyo’s Ueno Park giant panda, these Dunks show an unmistakable furry upper. This year we’ve seen them again, even though only in GS sizes and in a SB Low version, probably celebrating the successors of the original Japanese giant panda.

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Finisce così la nostra carrellata sulle Dunk che preferiamo al di fuori della linea SB; vi invitiamo nuovamente ad esprimere la vostra personale classifica e, mi raccomando, state connessi per la carrellata dedicata alle SB.

This was our overview on our favorite Dunks outside the SB line. Please send us your opinions and your personal charts and be sure to stay tuned on SNKRBX for the SB line review!