L’amore ai tempi del reselling

Appurato che il 2014 è stato l’Anno del Reseller, nel calendario della Sneakers Culture, affrontiamo questi ormai 8 mesi del 2015 con un peso in meno sullo stomaco: le quotazioni del reselling sono in picchiata, o almeno lo sono sui canali principali.

Le cifre su cui si aggira, infatti, rimangono più o meno le stesse; ciò che cambia (ciò che scende in maniera vertiginosa) è la soluzione online più “tradizionale”, ovvero eBay.

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Adieu eBay

Rispetto allo scorso anno (che, ripetiamo, è stato eccezionale dal punto di vista del reselling) le analisi di mercato su eBay per quel che riguarda le sneaker hanno mostrato una flessione importante: -5% rispetto all’anno precedente in Gennaio, -10% e -14% in Febbraio e Marzo (sempre rispetto all’anno precedente), fino ad un -23% in questo torrido Agosto (dati Campless).

D’altronde chiunque, appassionato e non, ha notato che la mole di release annuale di ogni singolo brand sta crescendo…troppo. Abbiamo toccato livelli imbarazzanti attorno al Black Friday, a Natale e in occasione dell’All Star Weekend, con addirittura un picco di 10 giorni di uscite senza pausa; come se non bastasse, la maggior parte di queste erano GR (general release) e dunque alla portata di tutti (o quasi, almeno negli States).

Qualcuno, a questo punto, potrebbe troppo frettolosamente parlare di mercato delle sneaker in declino: prendendo il dato medio sui primi 8 mesi del 2015 come un proxy, se ne deduce che il mercato è in declino del 10% (mica spiccioli), e dunque non finanziare più alcun progetto collaterale; FALSO.
Ci teniamo a ribadire che le analisi effettuate dagli esperti (le analisi di Campless, quelle dei giornalisti e dei Paperoni di Goldman Sachs) si basano su quello che è doverosamente ritenuto il centro del mercato del reselling, ovvero la piattaforma della Baia, ma non comprendono il mercato secondario nel suo complesso; eBay è sì la piazza d’aste più utilizzata dalle Sneakerhead, quella che offre la visuale più veritiera su prezzi e disponibilità (scordatevi Flight Club se siete in cerca di costi realistici), ma ciò non toglie che si stiano facendo largo differenti modalità di vendita e scambio. Uno su tutti, per noi europei: Klekt.

Ciò che cresce

Se a calare sono le vendite, e dunque il fatturato dei singoli (con un minor passaggio di soldi all’interno del colosso di San Jose), a crescere sono invece gli annunci di sneaker in vendita: si va dai 455mila mensili del 2013 ai 675mila di media mensile dello scorso anno, con un aumento negli scorsi mesi fino a raggiungere quota 690mila.
Cioè 23mila ogni giorno.
E con le vendite in calo, è ovvio che almeno parte di queste sneaker finiscano per essere vendute attraverso altri siti oppure offline.

Diversi punti di vista

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Sarà forse che le vendite si stanno allontanando da eBay, verso nuovi lidi? Gruppi su Facebook, Instagram, Amazon, Craig’s List, eventi live, rivenditori privati, Kixify, Depop, NikeTalk; nuovi mercati, nuove applicazioni, nuove idee. E la lista è in costante crescita. 
Tutto questo è sintomo di un mercato sano (quantomeno vaccinato da picchi influenzali fuori stagione) ed in crescita, nei numeri.

Ma: abbiamo forse raggiunto un punto di non ritorno per le Sneakerhead, su come imparare a bypassare un canale succhiasoldi e chiudere gli accordi direttamente su Paypal (peraltro applicazione figlia di eBay)? 

Al di la di tutte queste speculazioni (e vaneggi) quello della sneaker rimane comunque un mercato da più di un miliardo di dollari. E scusate se è poco.

And the winner is…

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Nell’anno del passaggio di Kanye West da Nike ad adidas, non potevano che essere loro le regine del reselling: le Yeezy. Senza differenza di sorta, stavolta.
Continuano a dominare le Red October (e come non potrebbero?), seguite dalle Yeezy Boost e dalle 350. A prezzi decisamente folli, e con un mercato che soltanto loro sono in grado di capire. Ma il segnale che arrivi, finalmente, dopo agognati decenni, un adidas tra le sneaker a più alto prezzo di resell fa sicuramente gioire i tedeschi.

ALT. Vogliamo chiarire però che, se esistono queste “fuori mercato”, ci sono anche le Maybach, Lamborghini e Rolls-Royce della sneaker: parliamo delle J IV Eminem, delle Air Ship, delle Air Mag e di qualche altra chicca sopra i 10mila dollari di prezzo di resell.

A seguire a ruota sono le collaborazioni con Just Don, Fragment, Doernbecher e Supreme, con le eccezioni delle J V Oregon Ducks, delle Kobe 9 HTM e delle Zoom Vapor x J III, tutte comprese tra i 500 ed i 1000$.
Se ci atteniamo ai passati 8 mesi, è sempre Kanye a dominare, con le sue Yeezy Boost sopra tutte, e le Yeezy Boost 350 Low (e la saga non è ancora finita…) seguite a ruota dalle Jordan 1 Shattered (queste ultime in forte declino di prezzo) e dalle Chicago.

What’s up next? Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

Photo Credits: Pinterest, Campless, Highsnobiety.