Le migliori CW Air Jordan non-OG “MJ Era”

Questa volta torniamo con una delle discussioni più dibattute tra gli appassionati per quanto riguarda Air Jordan. Qual’è la CW più bella di un determinato modello, tema che non mette mai tutti d’accordo. Quando si parla di Jays, a farla da padrone sono sempre le colorazioni OG, quelle che sono state viste ai piedi di His Airness durante la sua carriera, troppa magia e fascino ma soprattutto tanti ricordi di Sua Maestà influenzano i gusti dei cultori del brand. In molti si sono avvicinati alla Sneakerculture grazie a Lui, The GOAT, me compreso che sono sempre stato appassionato di calcio. Sappiamo tutti come i modelli che contino di più siano quelli tra l’1 e il XIV, quelli da lui indossati sul parquet, ma quello di cui voglio tener conto ora è scegliere le migliori CW dei modelli che lui ha vestito ma escludendo i colorblock OG, in modo da valutare altri fattori e cercare di essere “più obbiettivo” e non essere offuscato dall’aura di MJ nella scelta, per quanto possibile.
Anche stavolta, renderò parecchie persone scontente e insoddisfatte delle mie scelte ma è così che va.
De gustibus et coloribus non est disputandum…

AJ 1 Gucci (2012)

Air Jordan 1 Gucci

E’ la Genesi di tutto, vista in una miriade di colorazioni diverse, ogni anno in vesti differenti, praticamente la Jordan con più varianti cromatiche in assoluto. Personalmente è stato particolarmente difficile sceglierne una in particolare, se alcuni colori sono stati scartati in maniera immediata, ne rimangono davvero troppe da poter scegliere. Allora, visto il taglio classico e vintage della scarpa, il colorblock Gucci che personalmente adoro mi sembrava l’ideale e anche la fattura di questa scarpa merita davvero parecchio. Il nero-rosso-verde o il bianco-rosso-verde si sposa alla grande con la linea della sneaker, i colori risultano essere posizionati e bilanciati alla perfezione. Le sneaker Gucci non mi sono mai piaciute, troppo lontane dai miei gusti, ma quei colori li ho sempre voluti avere ai miei piedi e personalmente mi auguro che venga presa in considerazione una Release col bianco al posto del nero e allora sì che sarebbe goduria pura. Sorpresa.

AJ II Melo (2004)

Air Jordan II Melo

A mio parere una delle Release Jordan più underrated, sono state create per Carmelo Anthony con il colorblock dei Denver Nuggets dei suoi esordi in NBA. Furono un successo nel Release Day, finendo Sold Out in quasi tutti gli store in poche ore ma nonostante siano una PE, la prima cw PE Jordan in assoluto ad essere venduta al pubblico, non hanno raggiunto a livello di resell i prezzi che sono soliti per questa tipologia di scarpa. Uno dei motivi probabilmente è l’essere una AJ II, ovvero una scarpa di una bellezza scandalosa ma sfortunatamente incompresa, vista una linea che la differenzia particolarmente dal resto della serie facendola sembrare un’opera a sé stante. Sottovalutate.

AJ III Mocha (2001)

Air Jordan III Mocha

You Know: Sa Cruxi Means Air Jordan III.
La mia Sneaker preferita. La Sneaker. La migliore creazione di Tinker. La vera svolta, ciò che ha dato il via alla linea Air Jordan per come la conosciamo noi oggi.
Se usciamo dal contesto OG, la mia scelta non poteva che essere questa. Ogni volta che apro il box rimango affascinato dalla classe e l’eleganza che trasmettono nella loro semplicità e ne rimango estasiato come la prima volta che le vidi. E’ la mia Sneaker preferita in una veste “ufficiale”, per le occasioni importanti.
La prima colorazione non-OG uscita sul mercato, con uno schema di colori più orientato al lifestyle, risultano ancora difficili da trovare sul mercato in buone condizioni. Si presentano in una veste All-White dove gli unici contrasti sono dati da accenti bruni, inclusi Elephant Print e Jumpman, con piccoli dettagli curati come la porzione dei passalacci e la cavigliera in pelle traforata. Uscite con un Retail Price di 100 $, non riscossero troppo successo se paragonate alle CW OG precedenti, ritrovandosi però ora con uno status importante e tra le più ricercate dai collezionisti tra le uscite del passato. L’aneddoto che sicuramente si ricorda più facilmente per le Mocha è relativo al timing della Release: 15/09/2001, pochi giorni dopo la strage delle Twin Towers del World Trade Center, che ne limitò parecchio le vendite facendo si che parecchie finirono negli Outlet. Distinte.

AJ IV UNDFTD (2005)

Air Jordan IV UNDFTD

Dopo i 16 pezzi delle Motorsport e i 50 delle Eminem Encore, sono le AJ IV più rare in assoluto con sole 72 paia prodotte. Questa versione è nata dalla collaborazione del brand col Jumpman con il brand losangelino UNDFTD, fondato da James Bond ed Eddie Cruz, e furono assegnate tramite una lotteria ed un’asta organizzata dallo stesso store il 23 Giugno, l’unico modo per mettere le mani su un paio. Penso che questa sia la migliore resa mai vista del design ispirato dalla MA-1 Flight Jacket, tomaia verde militare, oiled look e gli accenti arancioni con tante chicche come gli stemmi in velcro rimovibili sulla linguetta, che sotto lo stemma col classico Jumpman mostrano la scritta JORDAN RARE AIR. Non è una Sneaker, è una manata in faccia. Arroganti.

AJ V Burgundy (2006)

Air Jordan V Burgundy

Questa è stata forse la scelta più complicata perché il ballottaggio era con le Raging Bull AKA Toro Rosso, roba mica da poco. Tra tutti i fattori che hanno influito sulla scelta finale, posso dire che alla fine si è trattato dello stesso driving che mi danno le Mocha, le Burgundy sono state l’opportunità di sperimentare nuovi materiali sulla tomaia delle AJV con l’utilizzo di questo finissimo scamosciato in uno dei colori che considero più eleganti e raffinati, roba da palati ricercati e intenditori. Release LS, limitata e disponibile in una cerchia ristretta di store selezionati, uscì nel Dicembre del 2006 chiudendo difatti un anno incredibile per JB, che proponevano anche una collezione di abbigliamento complementare alla scarpa, prima release Jordan ad utilizzare il color vinaccia. Finesse.

AJ VI White/Varsity Red (2010)

Air Jordan VI White-Varsity Red

Mi tocca ripetermi dopo il pezzo sulla TOP 10 delle migliori CW delle AJ VI.
Chicago: il retaggio, il lignaggio, la tradizione. L’uso del Varsity Red combinato col bianco è uno status symbol della Signature Line più famosa dello Sneakergame, colorblock capace di stare bene su ogni modello Jordan, in questo caso il passaggio dall’Infrared al Varsity riesce a migliorare, cosa che non succede assolutamente con la versione Black, la colorazione OG, donandole più incisività e personalità. MJ-Bulls-Chicago, da qui non si esce, White/Varsity Red-Black, combinazione che non ha mai sbagliato un colpo in casa Jordan e che ovviamente non sgarra nemmeno a questo giro. Classico.

AJ VII French Blue (2002)

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C’è da dire che la notizia più bella ci è stata data poco tempo fa, ovvero che le AJ VII French Blue torneranno nel 2015 in versione Remastered, ovvero avremo la possibilità di assicurarci una Release fatta davvero come si deve. Almeno così ci è stata presentata, e lo speriamo davvero tutti, la nuova linea Remastered. Uscite il 14 Dicembre 2002 in una doppia Release che prevedeva anche la prima Retro delle Raptors (anche se la denominazione corretta è Bred), sono ghiaccio ai piedi. So Fresh con i toni di blu e grigio che si adagiano sulla tomaia bianca e che le hanno fatte diventare un classico, acclamato per una riedizione da tanto, troppo tempo. Finalmente il fatidico momento è arrivato e potremmo godere nuovamente di quella fantastica Tumbled Leather che alza il livello di una scarpa incredibile e con una calzata come un guanto che richiama quella delle Air Huarache. Ghiaccio.

AJ VIII Q-Rich (2008)

Air Jordan VIII Q-Rich

Di certo non devo introdurvi Quentin Richardson e la marea di PE che JB gli ha dedicato. Le AJ VIII Q-Rich PE uscirono il 13 Febbraio 2008 insieme alla PE Sugar Ray, edizione molto limitata e disponibile unicamente all’House of Hoops di Harlem, New York. Come la maggior parte delle PE di Q-Rich, il colorblock riprende la palette dei New York Knicks, con una predominanza del bianco ed il completamento degli accenti blue e arancioni. Nella cavigliera possiamo notare il ricamo “Q 23” con l’iniziale del suo nome e il suo numero di canotta. Tra l’altro il materiale che ricopre la cavigliera, il retro della scarpa e la zona dell’allacciatura è in 3M, catarifrangente, per dare il giusto tocco di ignoranza alla scarpa. NY.

AJ IX Barons (2014)

Air Jordan IX Barons

Personalmente le AJ IX non sono una delle mie scarpe preferite, anzi, diciamo che del primo blocco 1-XIV sono proprio quelle che mi piacciono di meno. Sarà per la linea della scarpa che mi ricorda più un boot che una scarpa da basket, sarà per il fatto che mi sembra che sia stata proprio disegnata per il diamante piuttosto per il parquet, sarà che cerco anche di vedere sempre un senso, un significato in una scarpa e le uniche CW delle 9 che davvero mi piacciono sono le Olive e le Charcoal. Quando si è trattato di andare a passare in rassegna tutte le colorazioni non-OG, l’unica che mi ha trasmesso qualcosa è stata la recentissima Barons. Sappiamo tutti come MJ sia finito a giocare a baseball, da sempre lo sport preferito del padre James, che lo avrebbe voluto vedere sul diamante. Dopo la sua morte per omicidio, MJ decise di ritirarsi e scelse proprio quello sport per onorare il padre. “Voglio dimostrare di poter primeggiare anche in un’altra disciplina” tentando una carriera che aveva sognato sin da ragazzo e sigliando il contratto coi Birmingham Barons, squadra dell’Alabama, affiliata ai Chicago White Sox (con i quali MJ firmò il contratto da Free Agent e si allenò per diverso tempo), della Double-A Southern League dove militò anche la leggenda Bo Jackson. Nonostante la grande aspettativa del pubblico nei confronti del campione, Jordan ottenne risultati abbastanza modesti. Con i Barons disputò 127 partite ottenendo una media di battuta del 20,2% con 3 home run, 51 punti battuti a casa, 30 basi rubate (quinto nella Southern League a pari merito) e 11 errori. I risultati modesti fecero salire la pressione di giornalisti e tifosi che, aspettandosi qualcosa in più dall’ex-superstar NBA, iniziarono a criticarlo, ipotizzando anche che il suo ingaggio fosse più dovuto ad un fattore pubblicitario che ad altro. Tra il settembre e il novembre 1994 giocò 35 incontri con gli Scottsdale Scorpions nella Arizona Fall League, tenendo una media di battuta del 25,2%. Continuò poi ad allenarsi con i Chicago White Sox fino al marzo 1995. Per me, vedere queste Barons, anche se sono diverse da quelle effettivamente indossate da Mike sul diamante, mi fa tornare in mente il dramma della morte del padre, il suo ritiro, il suo ritorno ed il secondo Three-Peat, troppe e troppo forti emozioni che fanno di questa colorazione la scelta per me più giusta. Emozioni.

AJ X Varsity Red (2005)

Air Jordan X Varsity Red

Le AJ X presentano una marea di colorazioni a base bianca dove sono gli accenti a variare, non amando particolarmente questo modello in versione scura (escluse le Sacramento, eccezione che conferma la regola) purtroppo quasi tutte non si discostano dallo schema di colori principale andando a somigliarsi anche a livello cromatico. Queste Varsity Red invece fanno la differenza dando un tocco di colore che le discosta dal resto che fa si che rimangano impresse in mente e non vengano dimenticate. In questo caso la scelta per me è stata immediata, vista anche una certa ovvietà del contesto che circondava le altre CW. Gli accenti rossi, contrastati dallo Steel Grey, danno davvero un tocco d’energia e luce alla scarpa di cui la prima cosa che ricordo è la diatriba tra MJ e Tinker Hatfield riguardo il design. Michael, che veniva sempre coinvolto nella creazione dei suoi modelli, non trovò un punto d’incontro con il designer con il quale discusse sommariamente della scarpa senza però approfondire ed approvare la silo, facendo sì che The GOAT non apprezzasse particolarmente questo decimo episodio della saga Air Jordan. Energia.

AJ XI Space Jam (2000)

Air Jordan XI Space Jam

No, adesso dico: “Siamo Seri???”. Volete che dica qualcosa a riguardo le scarpe e l’omonimo film?
La CW Non-OG più bella in assoluto tra tutti i modelli. Non aggiungo altro.
Se avete domande, mandatemi un’e-Mail in privato. E la cosa sarebbe gravissima.
Status Symbol.

AJ XII French Blue (2004)

Air Jordan XII French Blue

La seconda French Blue in questa classifica. La cosa curiosa è vedere come tra gli appassionati e sul web ci sia spesso confusione tra le AJ XII Obsidian, French Blue e Flint. La cosa curiosa è essere andati a vedere come il Flint Grey venga scambiato per un tono di blu piuttosto che di grigio, forse dovuto dal fatto che le AJ XIII Flint presentano la predominanza di French Blue e forse è quello il motivo principale che ha portato questa confusione. Ma torniamo a noi.
Questo colorblock ed il modo nel quale i colori sono distribuiti fanno di questa scarpa una delle mie preferite a livello di eleganza. La predominanza del bianco sulla sua silhouette, la tomaia e le sue cuciture ispirate dello Nisshoki, nome ufficiale della bandiera giapponese, che sembra irradiare raggi solari e che ricordano anche i dress boot femminili del 19° secolo. Il puntale esterno e l’outsole è in Franch Blue e il tocco di classe viene dato dall’accento grigio della placchetta Jumpman laterale. Una sensazione di eleganza incredibile che ho recentemente provato quando ho visto l’ultima maglia ufficiale da calcio della nazionale francese, quella che utilizzerà al mondiale brasiliano. Classe.

AJ XIII Grey Toe (2005)

Air Jordan XIII Grey Toe

Qui 9/10, tutti a pensare a botta sicura: Altitude! E per quanto adori e reputi le AJ XIII Black/Altitude Green un’autentica Bomba Atomica, nello stesso anno sono uscite anche in un’altra cw che arriva dove altre non riescono: le Grey Toe. Partiamo dal discorso di base: la particolarità della linea e della struttura della scarpa, con le forme dei pannelli molto particolari, non permette di creare troppo senza storpiare il tutto. Se andate ad immaginare nuove cw, provando a disegnarle sul template della scarpa, quando cercherete di proporre più colori o schemi di colori che non siano i classici, spesso vi vedrete finire con un risultato insoddisfacente, per questo i modelli che mi hanno colpito di più sono stati la Grey Toe e la BIN 23. Battaglia anche questa come quella che mi ha riservato la scelta per le AJ V e decisione sofferta: vince la Grey Toe. Ciò che mi attrae di questa CW è lo stesso feeling provato per le AJ V Burgundy, una colorazione raffinata sulla base bianca della tomaia, la midsole scamosciata tinta di Maroon e quella sottile sfumatura, dettaglio impareggiabile, della punta Flint Grey. Ancora ricordo la foga nel vederle ai piedi di Jason Kidd quando ancora giocava nei New Jersey (sob) Nets. Uniche.

AJ XIV Light Graphite/Chartreuse (2005)

Air Jordan XIV Light Graphite-Chartreuse

Arriviamo all’ultimo capitolo di questa puntata con le AJ XIV. Uscite nell’anno del primo drop di Retro delle 14, erano un’edizione LS limitata, disponibile contemporaneamente alla versione bianca che presentava non il classico box argentato del 20° Anniversario del brand ma quello con la faccia di MJ. Anche per questa edizione lifestyle era disponibile un set d’abbigliamento abbinato alle sneaker. Senza le classiche costine laterali, presentano un nubuck di qualità ragguardevole. Il vero motivo che mi ha portato a sceglierle è il fatto che siano quanto di più vicino alle Indiglo, cw OG del ’99 mai viste in versione Retro, insieme alle Oxy le mie preferite. Palliativo.

Un saluto a tutti i lettori che hanno condiviso con noi anche questo escursus tra le varie colorazioni.
Vi invito tutti a darci il vostro feedback, i vostri pareri, le vostre classifiche, critiche e quant’altro, usando l’area a fondo pagina. Si, esatto, quella dei commenti. Fateci sapere cosa pensate e quali sono i vostri gusti. Big Up!