NBA Feet: Edizione Playoff, Finale, Gara 6. Heat Vs Spurs

Stern, il commisioner della NBA era non felicissimo per l’accoppiamento nella finale del campionato 2012/2013.
In effetti anche avendo una stupenda e caldissima tifoseria, come dimostrato nelle 3 partite casalinghe, gli Spurs non hanno un gioco carismatico che affascina il telespettatore. Il risultato è le Finals meno seguite a livello televisivo degli ultimi anni. Strano a dirsi visto che gli antagonisti degli Speroni texani sono in assoluto i più appetibili a livello mediatico.
Ad oggi la Serie che si prevedeva noiosa, si sta rivelando bellissima. Si arriva a Gara 7 in un altalenarsi di emozioni degno del miglior rollercoaster statunitense.
Gara che potrebbe essere decisiva per gli Spurs, una vittoria in Florida li nominerebbe campioni di fronte al pubblico nemico. Ma, come detto nel finale di Gara 6, Miami si esalta quando messa all’angolo. Nei momenti più difficile riesce sempre ad avere i meglio dai propri singoli.
Proprio dai singoli giocatori la serie è stata finora dominata, le prodezze di James prima, il ritorno di Flash in Gara 4, la splendida prova di Ginobili in Gara 5, le prestazioni incredibili e il record di Green e via dicendo.
Manca ancora qualcuno dei Big da annoverare e Gara 6 diventa il palcoscenico perfetto.
E così tira fuori una partita da record Tim Duncan, migliore dei suoi con 30 punti e 17 rimbalzi. Altrettanto fa LBJ, Top Scorer dell’incontro con una tripla doppia da incorniciare (32 punti, 11 assist e 10 rimbalzi). Ma il vero protagonista della serata, quello che i tifosi di Miami perdono a causa della paura del traffico (o forse dalla delusione di essere sotto di 5 punti a 28 secondi dalla fine) è un giocatore di esperienza che con solo 9 punti risulta essere l’uomo decisivo dell’incontro.
Del resto se rimani  in campo 41 minuti e metti a segno 9 punti negli ultimi sei minuti del 4° quarto e dell’overtime sei un giocatore fuori dalla norma. Se poi con il primo tiro da tre messo a segno riesci a riportare la tua squadra in vita concedendogli la chanche di un overtime, puoi avere solo un nome. Walter Ray Allen.

 

Ray riceve palla da Bosh dopo un tiro sbagliato da James a 7 secondi dalla fine, indietreggia come se avesse tutto il tempo del mondo (e non stesse giocando una palla che potrebbe decidere l’intera stagione di una squadra…), mette i piedi dietro l’arco dei tre punti e… poesia pura, solo il profumo del cotone.
Il pubblico rimasto alla Triple A impazzisce così come i compagni di squadra.

Ray Allen (Air Jordan XX8 PE)

Ma cominciamo dall’inizio.
Primo quarto molto equilibrato con le squadre che si affrontano apertamente e chiudono sul 27 a 25 per gli Heat, con il 37enne Duncan già a quota 12 punti.
Secondo quarto sulla falsa riga del primo.  Qui Duncan sale realmente in cattedra e stradomina il quarto con 13 punti, più della metà del totale della sua squadra in questo periodo.

Tim Duncan (adidas CrazyQuick PE)

In una partita del genere in cui bisogna essere dei giganti per lasciare il segno e a questo punto si sente chiamato in causa anche Mike Miller. L’uomo più decisivo delle Finals dello scorso anno e poco presente nelle ultime 2 gare che lo hanno visto partire in quintetto, mette a segno 8 punti. Non molti è vero, ma 3 di questi sono veramente spettacolari.

 

Solo chi ha un parquet in casa può capire quanto è difficile rimanere anche solo in piedi se si indossano dei calzini di spugna, figuratevi difendere al rimbalzo correre piazzare i piedi e sparare da tre come se nulla fosse.

Mike Miller (Nike Air Ambassador 5)

Mancano 7 minuti quando LeBron James perde la sua fascia. Ora, non siamo come i media americani e non perderemo tempo a chiederci cosa sia successo all’attaccatura di capelli del Prescelto, ma al contrario di Sansone con la sua perdita di capelli LBJ perde la fascia e si fa inarrestabile.

LeBron James (Nike LeBron X PS Elite PE)

A due minuti dalla fine gli Heat sono avanti di 3 punti. Tony Parker (Peak Team Lighting PE), fino ad allora sornione, si scatena in trenta secondi e piazza 5 punti riportando avanti i suoi.

Non è finita… Manu Ginobili, decisamente sottotono rispetto a Gara 5, segna tre tiri liberi consecutivi e a 28 secondi dalla fine sul cronometro riporta gli Spurs avanti di 5 punti.

 

Manu Ginobili (Nike LeBron X “Prism”)

Una bomba da tre di The King riporta gli Heat a contatto. Poi con pochissimi secondi sul cronometro fallo di Allen su Kawhi Leonard (Nike Air Max 2013 “Dark Grey”), e possibilità per gli Spurs di riportarsi a più quattro con pochi secondi alla fine.

Il 21enne degli Spurs sbaglia il primo libero e segna il secondo. Tre punti di vantaggio e una manciata di secondi alla fine.
James da tre, sbagliato… rimbalzo di Bosh… apertura su Allen che era stato lasciato da Parker… tre passi all’indietro: Overtime!
Ai supplementari tensione e fatica si fanno sentire, vince la squadra che ha più talento. Allen si ripete con 4 punti nell’OT, segnano anche Bosh e James. Per gli Spurs non basta Leonard con due canestri e il libero di Parker.
A suggellare una prova maiuscola sulla sirena Bosh stoppa Green, cercato per l’aggancio sul Buzzer Beater.

Bosh (Nike Hyperposite PE) stoppa sulla sirena Danny Green (Nike Zoom Soldier VI “Dark Grey”)

Shane Battier (Peak Battier VII PE)

D-Wade (Li-Ning Way of Wade Encore) ostacolato da un ottimo Boris Diaw (Nike Hyperaggressor “BHM”)

Ora Gara 7 deciderà chi indosserà l’anello dei vincenti.

Photo Credits: ESPN, Counterkicks, Aaron Knows