NBA Feet

Published on maggio 15th, 2014 | by Il Kokkola

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NBA Feet: Playoff, 14 Maggio 2014

Gara 5 è decisiva in entrambe le partite giocate nella notte NBA del 14 Maggio 2014.
Due squadre accedono direttamente alle Finali di Conference con il risultato netto di 4 a 1, le avversarie abbandonano la stagione 2013/2014 a testa alta dopo una stagione che le ha viste comunque protagoniste.
Esaminiamo i risultati buttando un’occhio alle scarpe più belle viste sui parquet in questa giornata di PO.

MIAMI HEAT 96 – BROOKLYN NETS 94

 
Non stiamo dicendo che il peso della sconfitta debba ricadere tutto sulle spalle del numero 7 della franchigia newyorkese ma di certo, anche se ti trovi di fronte Ray Allen e LeBron James (con uno sguardo da bestie inferocite, questo c’è da dirlo) non puoi farti cadere la palla dalle mani… consegnando partita e serie agli avversari.
Per dirla tutta non crediamo che i Nets avrebbero avuto speranze di rimonta con gli Heat, almeno non fino ad impensierirli, ma egoisticamente avremmo voluto una serie più lunga. Ad aumentare la tristezza per chi vi scrive sono i rumor che parlavano dell’ultima gara di Kevin Garnett, pare infatti che The Big Ticket abbia già deciso di ritirarsi.
Pensare ad un lottatore come lui che lascia lo sport a cui ha dato tanto, con una sconfitta come questa, ci fa male. Speriamo che decida di spostare la data.
Tornando alla partita, i Nets sono, alla fine del terzo periodo di gioco, in vantaggio di nove punti e all’orizzonte sembra profilarsi la possibilità di allungare la serie visto che i tiratori degli Heat sono in serata no, LBJ su tutti. Ma il quarto periodo in rimonta, in casa Heat è ormai una specialità che viene servita agli avversari da un paio di stagioni. Del resto Pat Riley non ha costruito gli Heat in 3 minuti. Ha assemblato pezzo per pezzo il proprio puzzle fino ad ottenere una squadra praticamente perfetta, coi giocatori capaci di cambiare ogni tipo di gara anche in pochi secondi. E’ così che LeBron mette a segno un periodo da 14 punti, in cui sbaglia un solo tiro dall’arco e 2 liberi, praticamente perfetto. Se ci aggiungiamo che mette le mani sulla palla persa di Deron Williams insieme a Ray Allen, il gioco è fatto.
Eccolo, Sugar Ray. Subissato di critiche dai suoi ex-compagni, proprio quelli che ha mandato a casa con questo incontro, rimpianto dai tifosi biancoverdi e preso ad esempio come il perfetto professionista. Walter Ray Allen in Gara 5 contro i Nets sbaglia tutte le triple che gli arrivano. Direte voi, ma come, è il miglior tiratore di 3 di tutti i tempi e sbaglia le triple in una gara così importante? Scusate, forse mi sono espresso male… Sbaglia 6 triple tentate fino a 32 secondi dalla fine dell’incontro. Nets in vantaggio di un punto. Chalmers ha la palla in mano. Nell’angolo sinistro del campo c’è Allen (vedrai, non gliela passa… le ha sbagliate tutte oggi). Rio lo serve…. manco a dirlo… solo il profumo della retina.
C.A.P.O.L.A.V.O.R.O.
L’American Airlines Arena esplode. Partita finita, a parte il pasticcio di Williams. Ancora una volta Sugar Ray inserisce di forza il suo nome nella storia dei PO, come ormai capita da un pò.

I Nets tornano a casa a preparare la prossima stagione con molti punti interrogativi, tanti giocatori sono avanti con l’età… lo spazio salariale è finito, ma con Prokorov non si sa mai.
Gli Heat si rilassano in attesa di sapere il nome dell’avversario… ma farà poi alcuna differenza? Chi fermerà questi Heat?

Andrei Kirilenko (adidas Crazy Shadow 2)

Andrei Kirilenko (adidas Crazy Shadow 2)

Joe Johnson (Air Jordan XI “Gamma Blue”)

Joe Johnson (Air Jordan XI Gamma Blue)

Kevin Garnett (Anta KG4), Chris Bosh (Nike Air Max Hyperposite PE)

Kevin Garnett (Anta KG4), Chris Bosh (Nike Air Max Hyperposite PE)

LeBron James (Nike Zoom Soldier VII PE)

LeBron James (Nike Zoom Soldier VII PE)

Mario Chalmers (Spalding Threat PE)

Mario Chalmers (Spalding Threat PE)

Ray Allen (Air Jordan XX8 SE PE)

Ray Allen (Air Jordan XX8 SE PE)

Shaun Livingston (Nike Hyperdunk 2013 PE)

Shaun Livingston (Nike Hyperdunk 2013 PE)

 

SAN ANTONIO SPURS 104 – PORTLAND TRAIL BLAZERS 82

 

I Blazers si inchinano alla superiorità schiacciante degli Spurs. Questo alla fine è il risultato più scontato ma forse anche quello che più aveva fatto sperare nel miracolo.
La giovane squadra dell’Oregon ha saputo conquistare, durante tutta la Regular Season, sempre più ammiratori grazie al gioco spumeggiante e all’infinita classe dei suoi giovani. Una stella come Damian Lillard ha dato conferma del suo talento dopo l’anno da rookie in cui aveva fatto strabuzzare gli occhi a tutti. LaMarcus Aldridge si è tolto parecchie soddisfazioni, come gli 89 punti nelle due gare di apertura dei PO al cospetto dei ben più quotati Rockets. Alla fine l’esperienza della franchigia texana non da scampo ai giovani di Portland e in cinque gare eclissa le speranze e i sogni dell’avversario.
Duncan, Ginobili e Parker insieme potrebbero essere i coach dei Blazers in quanto ad esperienza, il plus di San Antonio è poi seduto in panchina. Non parliamo solo dei giocatori ma di colui che decide chi e come deve giocare, quell’enciclopedia vivente di basket che risponde al nome di Greg Popovich.
Che sia un “Boss” nel suo mestiere non lo abbiamo deciso noi e nemmeno i giornalisti di tutto il mondo, Coach Pop ha dimostrato di saper allenare, ma soprattutto gestire, una squadra che è volutamente fatta di campioni e di rincalzi validi che sotto la sua guida diventano star. Ad ogni gara in cui qualcuno dei titolari cala a livello di prestazione, stavolta è toccato a Parker in campo solo per 10 minuti con 0 punti sullo score personale, entra un rimpiazzo dalla panchina (Patty Mills in questo caso) che mette a segno una partita perfetta. Questo succede a molti saltuariamente ma nelle squadre di Pop è una costante, questo vuol dire che oltre al lato tecnico il coach lavora anche sull’impatto emotivo dei loro giocatori. Ma non sta a noi tessere le lodi del coach degli Spurs, il mondo gli ha già riconosciuto la sua grandezza.
Per il momento i texani si siedono e aspettano la propria avversaria per la Finale di Conference ad Ovest,saranno i Clippers o i Thunder ad affrontare i texani? Ancora qualche ora e potremmo già avere la risposta.

Boris Diaw (Nike Air Max Hyperaggressor PE)

Boris Diaw (Nike Hyperaggressor PE)

Joel Freeland (Nike Zoom Soldier VII PE)

Joel Freeland (Nike Zoom Soldier VII PE)

Kawhi Leonard (Air Jordan XX8 SE PE)

Kawhi Leonard (Air Jordan XX8 SE PE)

LaMarcus Aldridge (Nike Air Max Hyperposite PO PE)

LaMarcus Aldridge (Nike Air Max Hyperposite PO PE)

Manu Ginobili (Nike LeBron 11 “Graffiti” iD), Damian Lillard (adidas adiZero Crazy Quick 2 PE)

Manu Ginobili (Nike LeBron 11 Graffiti iD), Damian Lillard (adidas adiZero Crazy Quick 2 PE)

Nicolas Batum (adidas Crazy Shadow 2)

Nicolas Batum (adidas Crazy Shadow 2)

Tim Duncan (adidas adiZero Crazy Quick PE)

Tim Duncan (adidas adiZero Crazy Quick PE)

Tony Parker (Peak TP2 PE)

Tony Parker (Peak TP PE)

 

Rendiamo il giusto omaggio alla squadra sconfitta, ma in realtà ad una delle sorprese migliori della stagione…

Blazer

Sappiamo che in molti aspettate la fine della nostra rubrica per vedere le migliori giocate della notte NBA, è il nostro modo di salutarvi e anche oggi lo facciamo con stile! SEE YA!!!

 

Photo Credits: ESPN

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About the Author

Nato a Roma nell’Ottobre del 1977, dopo il diploma in Elettronica si butta nel mondo del commercio. Amante della musica Hip-Hop, dei tatuaggi e della cultura “Made in USA”, trova nell’NBA il mondo perfetto. Grande tifoso dei Boston Celtics riesce a seguire i suoi idoli già dai tempi dei commenti di Dan Peterson sulle reti minori. Sneakerhead a tempo pieno combatte quotidianamente contro chi vuole omologarlo dietro un paio di mocassini. I primi passi da Sneakerhead con un paio di Reebok Pump Twilight Zone… ma il vero amore è per lo Swoosh!



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