NBA Feet

Published on maggio 22nd, 2014 | by Il Kokkola

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NBA Feet: Playoff, Finali di Conference 21 Maggio 2014

 

SAN ANTONIO SPURS 112 – OKLAHOMA CITY THUNDER 77

cop

Imbarazzante ed inaccettabile. 
35 punti di scarto dal tuo avversario nella finale di Conference non possono e non devono essere tollerati. 
Se poi guardiamo i fatti il divario numerico poteva essere molto più pesante, perchè coach Popovich ha deciso di far sedere il suo quintetto per quasi tutto il secondo tempo. Se vedete il minutaggio dei giocatori degli Spurs si equivale tra il quintetto titolare e i 5 ricambi naturali. 
Il problema non è essere sotto 2 a 0 nella finale di Conference semmai il problema, che pare irrisolvibile, è la mancanza di gioco dei Thunder.
Che la formazione dell’Oklahoma fosse completamente e totalmente dipendente dal duo Durant e Westbrook lo sapevamo, che l’infortunio di Ibaka fosse una tegola per la squadra di Brooks lo abbiamo capito immediatamente, ma una squadra che ambisce al titolo della NBA non può preoccuparsi del ricambio di un giocatore in difesa.
Le colpe non ricadono esclusivamente sul coach, ma è certo che a lui va imputata la mancanza di uno schema di attacco vero (se non palla a KD e canestro o palla a quel folle di Russell e attenti può succedere di tutto) e la totale assenza di giochi difensivi.
Argomento KD. Ha senso spendersi in una Regular Season tanto da stravincere il premio di MVP se poi si arriva alle partite importanti in questa condizione?
Non giudichiamo Durant, è senza ombra di dubbio uno dei due giocatori più forti della lega. Ma le spiegazioni sono 2, o KD sta preparando la sua “SCELTA” alla LeBron e quindi ha trascinato i Thunder ai PO per avere sempre grande visibilità ma senza la convinzione di poter andare troppo avanti, o dopo anni di quasi successi Durantula voleva almeno terminare la stagione con qualche riconoscimento del suo lavoro…ed il titolo di MVP sarebbe proprio questo.
In una serata come quella di ieri Russell Westbrook si è addirittura permesso di urlare platealmente al suo amico e compagno di usare la testa!!! Capito bene? Si lui, Russell Westbrook!!!
Ora decretare la fine della stagione dei Thunder entro le prossime due partite è prematuro, ma di certo la serie si è orientata in maniera importante verso gli Spurs. 
Spurs che dal canto loro hanno messo in campo la solita partita perfetta, di qualità, di energia e di tattica eccellente. Ma il loro compito era veramente troppo semplice ieri sera. E’ stato un Davide contro Golia, un Tyson contro uno Sparring Partner alle prima esperienza. 

Caron Butler (Nike Zoom Hyperdisruptor PE), Danny Green (Nike Air Zoom Flight ’98 “The Glove”)

Caron Butler (Nike Zoom Hyperdisruptor)

Cory Joseph (Nike Zoom HyperRev PE)

Cory Joseph (Nike Zoom HyperRev PE)

Danny Green (Nike Air Zoom Flight ’98 “The Glove”)

Danny Green (Nike Air Zoom Flight '98 The Glove)

Dereck Fisher (Nike KD VI “Elite” PE)

Dereck Fisher (Nike KD VI Elite PE)

Jeremy Lamb (Nike Zoom HyperRev PE), Marco Belinelli (Nike Hyperdunk 2013 PE), Boris Diaw (Nike Air Max Hyperaggressor PE)

Jeremy Lamb (Nike Zoom HyperRev PE), Marco Belinelli (Nike Hyperdunk 2013 PE), Boris Diaw (Nike Air Max Hyperaggressor PE)

Kawhi Leonard (Air Jordan XX8 SE PE)

Kawhi Leonard (Air Jordan XX8 SE PE)

Kevin Durant (Nike KD VI Away II PE)

Kevin Durant ((Nike KD VI Away II PE)

Kevin Durant (Air Jordan VI “Carmine”)

Kevin Durant (Air Jordan VI Carmine)

Reggie Jackson e Patty Mills (Nike Zoom Crusader)

Reggie Jackson e Patty Mills (Nike Zoom Crusader)

Russell Westbrook (Air Jordan XX8 SE PE)

Russell Westbrook (Air Jordan XX8 SE PE)

Steven Adams (adidas Crazy Shadow 2 PE)

Steven Adams (adidas Crazy Shadow 2 PE)

Thabo Sefolosha (Nike Hyperdunk 2012 Low PE)

Thabo Sefolosha (Nike Hyperdunk 2012 Low PE)

Tim Duncan (adidas adiZero Crazy Quick PE)

Tim Duncan (adidas adiZero Crazy Quick PE)

Tony Parker (Peak TP2 PE)

Tony Parker (Peak TP2 PE)

 

Vi lasciamo con le immagini migliori della notte NBA, ovvero con le uniche cose positive messe in campo dai Thunder.

 

 

Photo Credits: ESPN

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About the Author

Nato a Roma nell’Ottobre del 1977, dopo il diploma in Elettronica si butta nel mondo del commercio. Amante della musica Hip-Hop, dei tatuaggi e della cultura “Made in USA”, trova nell’NBA il mondo perfetto. Grande tifoso dei Boston Celtics riesce a seguire i suoi idoli già dai tempi dei commenti di Dan Peterson sulle reti minori. Sneakerhead a tempo pieno combatte quotidianamente contro chi vuole omologarlo dietro un paio di mocassini. I primi passi da Sneakerhead con un paio di Reebok Pump Twilight Zone… ma il vero amore è per lo Swoosh!



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