NBA Feet: The Finals, Gara 5

“That’s how basketball teams should be played” la frase in conferenza stampa di LeBron James riferita agli Spurs e al loro modo di interpretare la pallacanestro è, a mio modo di vedere, la sintesi perfetta per esprimere un giudizio sui nuovi campioni NBA.

Spurs Win 00

 

Perchè quello che si è visto in questa Gara 5 è proprio il manuale di come si dovrebbe interpretare il basket. Gregg Popovich vince il suo quinto titolo, così come il caraibico Tim Duncan (giocatore capace di vincere una anello per ognuno dei tre decenni attraversati dalla sua presenza), e continua a dispensare lezioni di tecnica al mondo della NBA.
Ovviamente chi vince è sempre salvo da critiche, ma la realtà è che la gestione degli Spurs di questo anno è veramente esente da ogni tipo di attacco: un roster formato da giocatori che arrivano da tutto il mondo, un gruppo di uomini affiancato da tanti giovani, saggezza e prestanza fisica in un perfetto mix tecnico/tattico.
Gli Heat non sono costruiti alla stessa maniera. Il concetto di base è completamente diverso e, soprattutto, diversa è l’idea tecnica che tiene insieme i giocatori: se da una parte POP grida “giocate la palla”, dall’altra Spoelstra dice di dare palla a LBJ.
Parliamo proprio del numero 6 degli Heat. Criticato da ogni parte, per ogni motivo, possiamo dire con certezza che è stato l’unico giocatore degli Heat a giocare queste Finals; nemmeno l’ombra di Bosh, così importante lo scorso anno per la vittoria del titolo, D-Wade dopo una Regular Season nulla, ha iniziato i PO come migliore dei suoi, ma gli infortuni (e forse la mancanza di motivazioni) gli hanno fatto fare la presenza-ombra nelle Finals; per il resto del team della Florida c’è poco da dire. Poco usati dal coach tutti i panchinari che ovviamente non si sono mai messi in evidenza (Ray Allen non fa storia… lui è la storia!).
Unica differenza, rispetto alle ultime due schiaccianti vittorie Spurs, è che in questa gara gli Heat hanno almeno battagliato fino a metà del secondo quarto, quando gli Spurs hanno cambiato marcia e chiuso la storia con molti minuti di anticipo.
Come detto LeBron trascinatore dei suoi e Top Scorer dell’incontro con 31 punti e 10 rimbalzi, il resto del quintetto ne mette 32 sommando le prestazioni dei singoli.
Negli Spurs giganteggia Kawhi Leonard tanto da meritare il titolo di MVP delle Finals a 23 anni ancora da compiere. Diventa così il secondo giocatore per precocità a vincere il titolo dopo Magic Johnson e prima del suo compagno/veterano Tim Duncan.

Kawhi Leonard MVP
Altro spunto di riflessione. Vogliamo festeggiare anche un pochino noi italiani per questa vittoria degli Spurs? Certo che dobbiamo e finalmente possiamo! Perché il tricolore sventola sul palco dei vincenti, brandito dal ragazzo nato nei nostri confini.

beli2

Marco Belinelli realizza quel sogno che tanti italiani hanno solo potuto immaginare. Da San Giovanni in Persiceto al Texas la distanza è siderale, così come quella dei campetti di paese con quelli in parquet della NBA.
Entra nella storia il nostro connazionale, è il primo italiano a vincere un anello della NBA e siamo certi che lo porterà con molto orgoglio; perché anche se i minuti in queste Finals non sono stati moltissimi, Marco sa di essere parte di questo gruppo. Glielo ha fatto capire coach Popovich affidandogli la squadra per intere partite, e concedendogli minuti proprio nei momenti difficili anche di queste Finals. Per lui mai “Garbage Time” ma sempre secondi fondamentali dove il “nostro” ha potuto sempre dimostrare gli attributi che lo contraddistinguono. Sventolalo orgoglioso quel tricolore, Marco!

Onore agli Spurs, a Popovich, a Duncan e a tutti quelli che hanno contribuito a far vincere il Basket su tutto il resto.
Per Miami nuvole scure all’orizzonte: Wade con pensieri di fine carriera, LBJ medita il ritorno alle radici. Vedremo come finirà.

Per noi si conclude ufficialmente la stagione di NBA Feet, almeno per quello che riguarda le partite giocate.
Come ogni anno è difficile lasciarvi, è stata dura, è sempre stato un piacere sapere di essere seguiti da tutti voi.
Grazie. Perché le nottate sveglio hanno un senso grazie a voi, la nostra non è una professione ma un passione e condividerla con voi è un piacere impagabile.
Il nostro saluto è affidato alla gallery dei giocatori e delle loro scarpe indossate in campo, ai video della vittoria degli Spurs e ovviamente alla chiusura con le migliori giocate della notte. 
A tutti voi un grazie di cuore, ci vediamo per la prossima stagione con NBA Feet!!!!

 

Boris Diaw (Nike Air Max Hyperaggressor PE)

Boris Diaw (Nike Air Max Hyperaggressor PE)

Chris Andersen (Nike LeBron X “Away II”)

Chris Andersen (Nike LeBron X Away II)

Chris Bosh (Nike Air Max Hyperposite PE)

Chris Bosh (Nike Air Max Hyperposite PE)

Dwyane Wade (Li-Ning Way of Wade 2 PE)

Dwyane Wade (Li-Ning Way of Wade 2 PE)

Dwyane Wade (Li-Ning Way of Wade 2 PE)

Dwyane Wade (Li-Ning Way of Wade 2 PE), Danny Green (Nike Air Zoom Flight '98 The Glove)

Jeff Ayres (Nike Zoom HyperRev)

Jeff Ayres (Nike Zoom HyperRev)

Kawhi Leonard (Air Jordan XX8 SE PE)

Kawhi Leonard (Air Jordan XX8 SE PE)

LeBron James (Nike Zoom Soldier VII PE)

LeBron James (Nike Zoom Soldier VII PE)

Manu Ginobili (Nike LeBron 11 iD)

Manu Ginobili (Nike LeBron 11 iD)

Mario Chalmers (Spalding Threat PE)

Mario Chalmers (Spalding Threat PE)

Michael Beasley (Li-Ning Way of Wade)

Michael Beasley (Li-Ning Way of Wade)

Patty Mills (Nike Zoom Crusader PE)

Patty Mills (Nike Zoom Crusader PE)

Ray Allen (Air Jordan XX8 SE PE)

Ray Allen (Air Jordan XX8 SE PE)

Shane Battier (Peak Battier 8 “Thorns & Flowers”)

Shane Battier (Peak Battier 8 Thorns & Flowers)

Tiago Splitter (Nike Hyperdunk 2013 PE)

Tiago Splitter (Nike Hyperdunk 2013 PE)

Tim Duncan (adidas adiZero Crazy Quick PE)

Tim Duncan (adidas adiZero Crazy Quick PE)

Tony Parker (Peak TP2 PE)

Tony Parker (Peak TP2 PE)

Le migliori giocate della notte ci congedano da voi, come sempre!

 

Photo Credits: ESPN