New year, same old sneakers? – 2018 preview by SNKRBX

Mettendo alla prova le mie (scarse) arti divinatorie, lo scorso luglio proprio qui sulle pagine di SNKRBX ho provato a mettere insieme quelli che, secondo me, sarebbero stati i principali punti di interesse nei sei mesi scarsi che ci rimanevano da affrontare nel 2017. Qui di seguito, vi lascio un breve recap di come sono andato (bene ma eviterei di fidarmi troppo delle mie previsioni la prossima volta) e qualche interessante spunto di conversazione per il 2018 appena cominciato. Partiamo.

2017

Direi di iniziare tirando un po’ le somme sugli argomenti che vi ho proposto lo scorso anno, andando nello stesso ordine in cui sono elencati nell’articolo di luglio (che potete trovare QUI).

L’attesa per l’arrivo sugli scaffali delle tre Nike Air 180 x CdG che abbiamo visto in passerella la scorsa estate sono ancora vive, in quanto le news riguardo una release imminente sono state nulle fino a qualche giorno fa, quando i rumors hanno cominciato ad indicare i primi mesi del 2018 come il momento scelto da Nike per il lancio della collabo la cui protagonista, la Air 180 appunto, dovrebbe avere un ruolo abbastanza importante quest’anno.

Per quanto riguarda Vapormax ed HyperAdapt la situazione è ancora abbastanza fumosa: sono stati lanciati diversi takedown della nuova silouhette Max Air ma non si è ancora parlato “ufficialmente” di una Vapormax 2.0, mentre per HyperAdapt le ultime informazioni utili sul futuro sono ancora quelle legate alle parole di Tinker Hatfield che auspicava una versione “low cost” del modello per il 2018.

Nonostante si vociferasse che il momento scelto per la release della Futurecraft Carbon 4D fosse il periodo tra natale e capodanno 2017, nulla è successo. Pare però che la release sia imminente visto che, come lasciano pensare alcuni recenti leak, una delle collaborazioni di adidas per quest’anno con Invicible utilizzerà questo tipo di suola, così come la sneakers Y3 vista l’anno scorso. Non ci resta che attendere.

La Air Jordan 32 continua a raccogliere buoni feedback dai cestisti ed è tra le protagoniste dei parquet NBA con ottime colorazioni Player Exclusive. Pare che Air Jordan abbia finalmente raggiunto il giusto equilibrio creando un prodotto che vende per le ottime doti tecniche e non ha bisogno di hype ed esposizione che il brand può continuare a lasciare all’imponente linea Retro.

La Vaporfly Élite rimane uno degli unicorni del 2017, questa scarpa/miracolo della tecnologia è arrivata sul mercato soltanto tramite strane lotterie e metodi di distribuzione molto particolari nella colorway di lancio azzurra ed in una seconda versione rossa. Sembra che Nike stia sviluppando per il 2018 una versione destinata al mercato di massa in cui la suola ZoomX è stata sostituita con una che utilizza la tecnologia React, la stessa utilizzata per la nuova Hyperdunk.

The Ten è stato, senza troppi dubbi, il progetto che ha caratterizzato il 2017 dal punto di vista sneakers. Non si è quasi parlato d’altro per tutto l’anno. Pare (con tutte le precauzioni del caso) che nel 2018 alcuni dei modelli della linea realizzata da Virgil Abloh con Nike saranno riproposti in versioni e colorways alternative. Per ora Virgil ha smentito ufficialmente l’arrivo della Air Jordan 1 in versione “Carolina” o “White/White”, mentre non ha commentato i leak di ben tre colorways monocromatiche di una nuova costruzione della Vapormax.

2018

Air Force: tra AF100 e trentacinquesimo anniversario

Le celebrazioni per il trentacinquesimo compleanno di Air Force One (o supposte tali) possono senza troppi dubbi essere messe tra le principali delusioni del 2017. Durante tutto l’anno i riferimenti al “compleanno” della scarpa sono stati pochissimi, nonostante le releases che hanno coinvolto il modello non siano mancate (ACW, Supreme/CdG, Carnival). Soltanto a fine anno Nike ha comunicato l’arrivo di AF100, utilizzando Complexcon come trampolino per il lancio di questa collezione che, almeno in teoria, dovrebbe celebrare l’heritage del modello e della sua celebre colorazione white/white, uno dei punti cardine della cultura streetwear. Ad essere già stati coinvolti sono il solito Virgil Abloh, Errolson Hugh per Acronym, Kareem Burke per Roc-a-Fella, Travis Scott e Don C. Durante Complexcon erano però visibili altre “white on whites”, alcune releases esclusive della kermesse o promo come quelle sviluppate da Clark Kent, Stash e PSNY, altre solamente in display come Riccardo Tisci Hi, Clot, Year of The Dog e John Eliott. É stato comunicato che AF100 continuerà anche nel 2018, dimostrando che il legame con le celebrazioni per il trentacinquesimo anniversario fossero praticamente nulle. Almeno le sneakers che pare siano in programma per la release sono molto belle. Una magra ma fondamentale consolazione.

Road to Air Max Day 2K18

Tra poco più di tre mesi sarà ancora una volta tempo di Air Max Day. In programma ci sono già le release di Sean Wotherspoon x Nike Air Max 1/97, Air Max 270 ed il nuovo black/Animal Pack di Atmos. Mettiamola così, non tutto sembra studiato nei minimi dettagli ed alcuni modelli sembrano più segnaposto che vere releases celebrative per l’AM Day. L’anno scorso l’onda lunga delle AM1 OG ha segnato tutta la seconda parte del 2017, vedremo se anche quest’anno Nike sarà capace di nascondere i prodotti meno riusciti sotto il velo dell’hype per i veri progetti validi.

Addio Boost (?)

Secondo molti il 2018 segnerà l’addio di adidas a Boost, visto che i diritti sull’utilizzo della tecnologia non saranno più esclusiva del marchio di Herzo. Pare un ovvio “rimpiazzo” l’arrivo di Futurecraft 3D e Carbon 4D, anche se come già detto potrebbe non essere così semplice. Il “three stripes brand” ha promesso che le nuove tecnologie saranno integrate in modelli inline e distribuite in massa entro fine anno e sono ormai numerosi i leak di modelli che utilizzano la suola Carbon 4D e potrebbero essere lanciati nel nuovo anno. Per quanto riguarda l’utilizzo di Boost in ambito sportivo, cosa vedremo?

nuovi modelli adidas Originals, Prophere o Kamanda?

L’addio a Boost ha un grosso peso anche nell’ambito Originals di adidas, il rilancio di EQT come linea di punta per il brand lifestyle subisce una battuta d’arresto e fin da questi primi mesi del 2018 vedremo l’introduzione di nuovi modelli come Prophere e Kamanda, un mix di elementi vintage e appeal contemporaneo. Non sono sicuro, ma ho paura che questi modelli siano meno versatili rispetto ad alcuni di quelli lanciati negli anni scorsi e che l’estetica proposta sia un po’ troppo “difficile” per il grande pubblico. Ma soprattutto: proposito per il nuovo anno lavorare meglio sui nomi: Kamanda sembra un cattivo di 007.

Russell, è arrivato il tuo momento

Può sembrare paradossale ma, nel corso degli anni, il momento in cui ad un endorser Jordan Brand è stata assegnata una signature line ha quasi sempre segnato “l’inizio della fine”, complici design non all’altezza e la pesante ombra del 23 sempre alle spalle il ritorno alla “serie numerata” è sempre stato abbastanza rapido, se non addirittura la fine del contratto di sponsorship. Come detto qualche riga sopra però, forse questo è il momento buono e forse Russell è l’atleta giusto per un’inversione di tendenza. Air Jordan ha capito di potersi concentrare solo su materiali, fattura e prestazioni lasciando il grande mercato lifestyle un po’ in disparte almeno finchè si parla di basket giocato. Probabilmente questo primo modello signature del Brodie verrà lanciato da qui ai playoffs, magari in concomitanza dell’ All Star Game di Los Angeles. L’aspetto è più vicino a quello di un boot che avrebbero potuto indossare Terrell Owens o Randy Moss sui campi NFL di inizio 2000, ma abbiamo visto troppo di peggio per poterci scoraggiare ora. Come giusto che sia, sarà giudice il parquet.

Caro Virgil, parliamone…

Non è obbligatorio essere fan del lavoro di Virgil Abloh, è però davanti agli occhi di tutti come l’arrivo di “The Ten” e tutto il rumore che ne è derivato siano stati non solo l’evento polarizzante del 2017 nel mondo delle sneakers ma anche l’esempio più evidente che a far girare così tante teste non sono più i grandi sportivi o i testimonial ma endorser, designer e stilisti.
In un mercato ormai dominato da retro e remix più o meno aberranti in cui il design e la novità sono diventati argomenti di nicchia, Abloh con “The Ten” è riuscito a utilizzare molte icone e qualche new entry per mostrare, dopo tanto, qualcosa di nuovo, nonostante di “davvero nuovo” ci fosse ben poco.
La maniera in cui il pubblico ha risposto alle releases ha decretato un enorme successo commerciale ma ha anche evidenziato la quasi totale inutilità di investire sulla novità in un mercato fagocitante in cui conta più l’accumulo del prodotto in sè.
Questo meccanismo ha messo molto in secondo piano il peso specifico di “The Ten” e l’ottimo lavoro di design e marketing fatto da Nike e Virgil Abloh, elementi che rischiano di venire del tutto dimenticati se lo stile “The Ten” dovesse diventare l’ennnesima gimmick con cui saturare il mercato e, purtroppo, i segnali già ci sono visto che si vocifera di una nuova serie di dieci per il 2018, di nuove vapormax, addirittura di nuove AF1 come invito agli eventi Nike. Fermatevi prima che sia troppo tardi.