Nike introduce la tecnologia React

Resilienza, è questa la chiave di violino per poter leggere lo spartito della tecnologia React, ultima sviluppata in casa Nike Basketball e Jordan Brand.

Direttamente dalla Treccani, per “resilienza”, in tecnologia, si intende: la resistenza dei materiali alla rottura per sollecitazione dinamica, nonché l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale.

Su simili caratteristiche poggia la mescola sviluppata nel Nike Sports Research Lab ed implementata nelle suole della Hyperdunk 2017 e delle Jordan Super.Fly 2017: il nuovo sistema nasce per essere reattivo ai massimi livelli e restituire immediatamente l’energia che viene scaricata dagli atleti dopo l’impatto con il suolo, con particolare attenzione per i punti di maggiore pressione e senza trascurare la longevità dei materiali.

L’Hyperdunk aveva esordito ai piedi di Draymond Green già durante le Finals 2017, nella sua variante più ricercata, quella con tomaia in Flyknit. Silhouette minimale, con design arabescato dall’intreccio del materiale tessile e branding ridotto ai minimi termini.

Ora è disponibile anche con tomaia in mesh (in versione sia High che Low), in cui lo Swoosh ritorna a dimensioni più “canoniche” per la linea Hyperdunk ed è evidente anche il supporto per il tallone.

Ciò che invece colpisce maggiormente della tomaia monoblocco della Super.Fly 2017 è la linguetta, che va a connettersi con l’heel counter, in cui campeggia un logo “Flight” d’antan.

Entrambe le sneaker sono già sul mercato in molteplici colorway, non resta che aspettare i feedback sul campo, soprattutto per dare un giudizio alla tecnologia React.