Nike Protro, un sogno che si realizza

Con l’arrivo dell’ All Star Weekend di Los Angeles si avvicina anche il debutto ufficiale di Nike “Protro”, contrazione cacofonica di Performance Retro, il nuovo progetto con cui Nike promette di riportare sugli scaffali vecchi modelli della linea basketball in versione “aggiornata” con nuovi materiali e nuovi sistemi di fabbricazione, in modo da conciliare il look delle amatissime Retro a ottime prestazioni sul parquet.

Tutto questo si traduce in: la gioia di futuri trentenni e quarantenni che finalmente potranno indossare le scarpe della loro gioventù senza rompere piedi, scarpe, o entrambi.

Come vi abbiamo già raccontato (QUI), la linea “Protro” di Nike fa il suo debutto con la release di ben tre (forse quattro) colorazioni della nuova/vecchia Zoom Kobe 1, utilizzando come pretesto l’arrivo a LA del weekend delle stelle. A detta di Nike la ZK1 in release il 17 febbraio è una versione esattamente identica al modello del 2006 per quanto riguarda l’aspetto estetico, ma è stata “aggiornata” a livello tecnologico, con una nuova mescola per la suola e materiali più leggeri per la tomaia.

Potrà sembrare strano, ma almeno per questa volta non ci sono appunti da fare. Il risultato è sbalorditivo, al punto che queste “Protro” sono già arrivate sui parquet NBA ai piedi di DeMar Derozan a metà gennaio, prima che fosse noto il lancio della linea. Nessuno però nota alcuna differenza e, vista la passione per la linea Kobe di DeMar, i più pensano ad un vecchio PE o ad una colorazione semisconosciuta (nel 2006 una colorway quasi identica con punta bianca e non nera è effettivamente stata rilasciata). Quindi, trucco riuscito? Pare proprio di sì.

Le “Protro” di DeMar Derozan.

Tutto questo fa effettivamente ben sperare noi poveri nostalgici dai piedi doloranti e dai campi da basket dissestati.
Se lo standard di equilibrio tecnico/estetico dovesse essere questo ed il concetto di “Protro” dovesse essere applicato anche ad altri modelli della signature line Kobe (o addirittura a quella di LeBron) si preannunciano tempi di grosso risparmio per molti di noi.

Effettivamente “Protro” arriva come una manna dal cielo. Ammetterlo significherebbe auto-certificarsi come invecchiati, ma i primi modelli delle linee Kobe e LeBron cominciano ad avere tra i dodici ed i quindici anni. Questo significa tecnologie obsolete e materiali deteriorati. Se si aggiunge il fatto che mantenere le caratteristiche tecniche non è mai stato il focus dei brand quando si trovavano a dover produrre retro (a loro giustificazione, principalmente per il mercato lifestyle), nella maggior parte dei casi era altamente sconsigliabile giocare o anche solo allenarsi con vecchi modelli.

PJ Tucker e le sue povere Air Zoom Generation. RIP

Ovviamente i presupposti per ottime cose ci sono tutti, ma ci sono due MA enormi che gravano sulla buona riuscita di questo progetto.
Prima di tutto, il livello di “fedeltà estetica” deve rimanere quello visto sulla Zoom Kobe 1 che, effettivamente, sembra una ZK1 e non un ibrido robotico mal riuscito con materiali sbagliati nel posto sbagliato. Successivamente, Nike deve trovare il modo di bilanciare “Protro” e classiche Retro. Non ho ancora avuto la possibilità di vedere il retail della ZK1 ma credo che tutto questo processo possa avere un costo e questo potrebbe influire sui retail di modelli e colorway che, invece, hanno senso solo a livello lifestyle. Pochi modelli, poche colorway, fatte bene e distribuite in maniera umana. Non credo si possa chiedere di più. In quel caso, Protro sarebbe davvero un sogno che si realizza.