Player’s Kicks: Dennis Rodman, le scarpe del Verme

Dennis Rodman è sicuramente uno dei personaggi più interessanti e controversi della storia della pallacanestro mondiale e non a caso Chuck Daly, il suo primo allenatore ai Detroit Pistons, lo definì come il giocatore più unico della storia NBA. Una storia, quella di Rodman, che inizia nel maggio del 1961 nel New Jersey.

Figlio di Shirley e di Philander Rodman, un pilota d’arei e veterano della guerra del Vietnam che successivamente lasciò la moglie e i figli per sistemarsi nelle Filippine, Dennis ha 27 tra fratelli e sorelle, tutti generati dall’intensa attività sessuale del padre che Dennis ebbe la possibilità di incontrare per la prima volta dopo 42 anni, nel 2012, in occasione di una partita di esibizione nelle Filippine. Un incontro, per la verità, durato solo tre minuti, giusto il tempo di una stretta di mano.

Dopo l’abbandono, Dennis si trasferisce con la madre e le sorelle Debra e Kim a Dallas, in uno dei quartieri peggiori della città e al contrario di quello che si potrebbe pensare vedendolo ora, vestito in maniera appariscente e fuori luogo, pieno di piercing e tatuaggi, Rodman era un ragazzo molto insicuro schiacciato dalle forti personalità femminili presenti in casa, tanto da pensare, durante la propria adolescenza, di essere omosessuale.

L’High School non fu un periodo molto felice per Dennis, almeno nell’ambito sportivo. Era alto solo 1.68 e nessuna squadra lo voleva con sé: o finiva tagliato o in panchina per tutta la durata delle partite. Non riuscì nemmeno ad entrare nella squadra di football in quella che lo stesso Dennis racconta come un esperienza devastante.

Al termine della scuola accettò un lavoro come custode presso l’aeroporto di Forth Worth ma complice una crescita tardiva, Rodman decise di riprendere a giocare a pallacanestro e nel 1983 si iscrive al Cooke County College in Texas, giocando un unico semestre a a causa dei pessimi risultati accademici. A Gainesville, Rodman chiude la sua esperienza con una media di 17.6 punti e 13.3 rimbalzi.

Si trasferisce alla Southeastern Oklahoma State University dove gioca per tre anni. Dennis viene eletto per tre volte nella NAIA All American e guida la classifica dei rimbalzi per due stagioni consecutive. In tre stagioni Rodman fa registrare una media di 25.7 punti e 15.7 rimbalzi; numeri che valgano un invito al torneo Pre-Draft di Portsmouth dove Dennis viene premiato MVP.

Nel 1986 approda nell’NBA. Scelto con terza scelta del secondo round, Dennis arriva ai Detroit Pistons di Chuck Daly, in quelli che saranno ricordati come i Bad Boys.

Nella sua prima esperienza da professionista Rodman mette piedi in campo per 15 minuti a partita chiudendo la stagione con una media di 6.5 punti e 4.7 rimbalzi per gara. I Pistons vincono 52 partire e raggiungono i Playoff NBA del 1987 dove al primo turno spazzano via i Washington Bullets e al secondo battono gli Atlanta Hawks in cinque gare, raggiungendo i Celtics in finale di Conference.

La serie tra Detroit e Boston del 1987 verrà ricordata come una delle più fisiche della storia dei PO ma anche per le dichiarazioni di Rodman dirette a Larry Bird: “Larry Bird is overraterd in a lot of areas. Why does he get so much publicity? Because he’s white. You never hear about a black player being the greatest”.

Messe da parte le polemiche e le accuse di razzismo, Dennis Rodman incomincia la stagione 1987-1988 e vede aumentare il proprio minutaggio e le proprie statistiche, chiudendo la stagione con quasi 12 punti e 9 rimbalzi a partita. Durante i Playoff 1988 i Pistons batteno i Celtics 4 a 2 e volano alle Finals NBA. Ad aspettarli ci sono i Los Angeles Lakers di Magic Johnson vincitori della Western Conference. Nonostante il vantaggio di 3 a 2 nella serie, i Pistons perderanno il titolo in sette partite.

Rodman chiude la stagione successiva con 9 punti e quasi 10 rimbalzi a partita, giocando in media 27 minuti. Grazie al suo contributo difensivo, Rodman viene inserito per la prima volta nel miglior quintetto difensivo della stagione. I Pistons chiudono un’ottima annata e raggiungono i Playoff NBA; al primo turno battono i Celtics e poi in Bulls in sei partite raggiungendo per la seconda volta consecutiva le Finali NBA e i Los Angeles Lakers dove, nonostante dei problemi alla schiena, Rodman domina la serie sotto i tabelloni, aiutando i Pistons a vincere la serie quattro a zero. In questa stagione Rodman indossa le Nike Air Revolution.

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Nell’89-90 Dennis Rodman parte titolare nelle ultime 43 partite della stagione chiudendo la stagione con una meda di 9 punti e 10 rimbalzi a partita. Considerato come uno dei migliori difensori della lega, l’NBA gli consegna il premio di miglior difensore.
I Pistons raggiungono per la terza volta consecutiva le Finali NBA e vincono il loro secondo titolo in cinque gare battendo i Portland Trail Blazers.
Le due stagioni successive sono ricche di successi personali ma povere per quanto riguarda i risultati di squadra.
Nel 90-91 Rodman diventa titolare fisso giocando in quintetto 77 partite su 82, la sua media rimbalzi cresce e viene premiato come miglior difensore dell’anno per la seconda volta consecutiva.
Nel 1991-1992 cattura una media di 18.7 rimbalzi a partita per un totale di 1530 rimbalzi, il massimo dai tempi di Wilt Chamberlain, con un record personale di 34 nel marzo del 1992. Nonostante questo però i Pistons vengono eliminati prematuramente dai PO chiudendo di fatto un’epoca. Durante questa stagione Dennis Rodman indossa spesso le Reebok Pump Omni Zone II.

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La conferma che qualcosa a Detroit non funzionasse più arriva a Maggio, quando Daly decise di dimettersi. Dennis perde quello che per lui era un padre e chiede alla dirigenza di essere ceduto.
Finisce ai San Antonio Spurs, dove nella stagione 93-94 vince per la terza volta il premio di miglior rimbalzista della stagione con oltre 17 rimbalzi di media a partita. Durante questa stagione Rodman inizia a avere i primi comportamenti non convenzionali tingendosi i capelli per la prima volta di biondo con dei tocchi di rosso, viola e blu. Gli Spurs vengono eliminati ai Playoff dai Jazz al primo turno in quattro partite.
All’inizio della stagione 94-95 Rodman viene sospeso a causa di uno scontro con la dirigenza degli Spurs. Rientra a dicembre ma a causa di un infortunio in moto salta gran parte della stagione giocando solo 49 partite in stagione. Raccoglie però oltre 16 rimbalzi a partita, vincendo per quarta volta il premio di miglior rimbalzista della lega.
Durante la sua esperienza agli Spurs, il Verme ha indossato le Nike Air Darwin.

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A inizio stagione Rodman viene ceduto a Chicago Bulls. Il Verme si adatta velocemente al nuovo sistema di Phil Jackson e chiude la stagione con 5 punti e 15 rimbalzi di media, vincendo un’altra volta il premio di miglior rimbalzista della lega. I Bulls arrivano in finale contro i Sonics e Dennis vince il suo terzo titolo NBA. Nella sua prima stagione ai Bulls Rodman indossa le Nike Air Worm Ndestrukt e le Nike Air Wayup.

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Il 1996-1997 si chiude con un altro titolo vinto e con il premio, il sesto, di miglior rimbalzista della stagione. Tra le note negative della stagione, durante una partita contro i Wolves, Dennis tira un calcio a un cameraman che gli costa 200.000 dollari di multa e 11 gare di sospensione.
Durante questa stagione Rodman passa alla Converse che realizza appositamente per lui le Converse All Star 91.

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I Bulls nel 1997-1998 vincono nuovamente il titolo, il terzo consecutivo, contro gli Utah Jazz. Dennis cattura 15 rimbalzi a partita ottenendo il settimo titolo di miglior rimbalzista della lega. Nella sua ultima stagione ai Bulls, la Converse realizza le Converse All Star Rodman.

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A seguito del ritiro di Jordan, i Bulls decidono di smantellare la squadra tagliando anche Rodman che nel 1999 decide di unirsi ai Los Angeles Lakers con i quali giocherà solo 23 partite prima di essere nuovamente tagliato. Nella sua breve apparizione ai Lakers Dennis indossa in colori giallo e viola assieme alle Converse D-Rod High.

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A 38 anni, nel 2000, firma un contratto con i Dallas Mavericks. Gioca solo 12 partite prima di essere allontanato dalla squadra a causa del suo comportamento poco professionale, segnando di fatto la fine della sua carriera NBA.
In carriera Dennis ha vinto cinque anelli e guadagnato circa 40 milioni di dollari, ma a quanto si sa oggi è più o meno rovinato. Nel 2012 doveva 800 mila dollari per il mantenimento dei figli senza però essere in grado di pagarli. Oggi Rodman è tornato alla ribalta per i suoi viaggi in Corea Del Nord e per i suoi rapporti con il dittatore Kim Jong-un, per il quale ha deciso di allenare la squadra di basket nazionale in vista delle Olimpiadi del 2016.
Rodman non è mai stato un giocatore tranquillo. Provocava gli avversavi, gli arbitri e i tifosi, ed era molto difficile da gestire per gli allenatori, eppure aveva un intelligenza cestistica fuori dal comune e rimarrà alla storia come uno dei difensori più forti della storia del gioco.

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