Reebok Question Prototype: la nascita di un’icona

Il rapporto umano e lavorativo che lega Reebok ad Allen Iverson è un buonissimo esempio di come, anche nel mondo dello sport e delle sneakers, non sempre tutto sia chiaro fin dall’inizio.
È probabile, infatti, che quando nel giugno 1996 gli agenti del brand di Bolton si trovarono a preparare un contratto per quel giocatore in uscita da Georgetown, secondo molti addetti ai lavori troppo piccolo per poter mettere piede nell’NBA, non fossero consci che quel contratto da 50 milioni di dollari in 10 anni sarebbe presto diventato un contratto a vita e che quel ragazzo troppo piccolo avrebbe rivoluzionato la pallacanestro convincendo quegli stessi addetti ai lavori che, nonostante un “difficile” rapporto con l’autorità, sarebbe stato ricordato come uno dei migliori giocatori “pound for pound” della storia.

Nella primavera del 1996 Reebok decise che, come aveva fatto quattro anni prima con Shaquille O’Neal,  avrebbe puntato tutto sul Draft NBA per trovare un nuovo volto a cui affidare un modello da basket appositamente realizzato. Il brand commissionò quindi il design del nuovo modello a Scott Hewett, non solo prima del Draft, ma ancora prima di aver deciso quale delle giovani stelle della “class of ‘96” l’ avrebbe rappresentata sui parquet NBA.
In un campionato NBA dominato dai Chicago Bulls di Michael Jordan, erano molte le squadre che speravano di poter scegliere il giocatore giusto in uno dei Draft considerati tra i più ricchi di sempre a livello di talenti. Ad aggiudicarsi la prima scelta assoluta furono i Philadelphia 76ers che condivisero con Reebok la decisione di puntare tutto su una poco più che ventenne guardia nativa della Virginia che aveva giocato per due anni all’ Università di Georgetown, tale Allen Iverson.
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Reebok mette sotto contratto Iverson offrendogli 50 milioni di dollari per dieci anni affiancandolo a Shaquille O’Neal, Nick Van Exel e Shawn Kemp come endorser del brand inglese. Hewett, più celebre come pittore che come designer sportivo, ha bisogno di farsi spiegare chi fosse Allen Iverson per poter terminare il progetto del nuovo signature model. Per il cushioning decide di utilizzare la teconologia Hexalite, visibile attraverso delle grandi bolle nella midsole, e di integrare nel design alcuni elmenti di una delle scarpe preferite di AI, la Air Jordan XI indossata al college, come la suola trasparente e il sistema di allacciatura con i passalacci visibili sul bordo della tomaia.

Su questo prototipo sono già presenti alcuni elementi che legano la scarpa ad Iverson, come il pattern che riprende i colori sociali dei 76ers e il punto di domanda sui talloni, richiamo al suo soprannome, the Answer.

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Dopo aver presentato il progetto ad Iverson ed aver apportato alcune piccole modifiche, nasce la Reebok Question, il modello che AI indosserà fin dalla sua partita d’esordio rendendolo uno dei simboli della sua fantastica stagione da rookie ed in seguito della sua carriera. 

Come detto le variazioni sono minime, il taglio della scarpa viene leggermente abbassato, il logo spostato sul pannello centrale e vengono inseriti il 3, numero di maglia di AI, ed il logo ufficiale della signature line: la Q di Question in cui viene integrato il logo Reebok.
Proprio come Iverson sul campo da basket, la Reebok Question si rivela un successo: messa sul mercato con un retail di 100$ in tre colorazioni (white/pearl red/clear, white/pearl blue/clear, black/gold) la Question andrà sold out in poche settimane, diventando subito uno dei maggiori successi commerciali di Reebok.

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Trascorsi vent’anni ed oltre cento colorazioni prodotte, Reebok ha deciso di celebrare la fantastica storia di questo modello e la legacy di Allen Iverson rilasciando (qui tutte le info) non solo la colorazione originale della Question, la white/pearl red/clear, ma anche quel prototipo disegnato da Scott Hewett che Iverson non arrivò mai ad indossare sul campo: un vero e proprio regalo per gli appassionati del modello diventato uno dei simboli della linea basketball di Reebok.

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