Slacciamo Le Scarpe A… Gigi Datome

A cura di Luca Scremin

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Venerdì 6 giugno è giorno di esposizione mediatica per Luigi Datome. Il capitano della Nazionale italiana e giocatore dei Detroit Pistons, dopo aver risposto alle domande dei fan via Twitter ed essersi presentato per una capatina agli studi di Sky, arriva all’Airness Basketball Store di Milano per un evento che vuole celebrare il suo passaggio ad adidas.
Io accetto ben felice l’invito di Danny e Sa Cruxi di presenziare al suddetto evento per conto di SNKRBX e, pur partendo di buon’ora, rimango imbottigliato nel traffico e mi tocca correre per arrivare in tempo. Giunto a destinazione vengo accolto gentilmente da Federico Berta, figlio di uno dei proprietari dello store. Mentre giro per il negozio in attesa dell’arrivo di Datome, mi accorgo del DJ al piano di sopra, che accontenta i presenti con una selezione tutto sommato a colpo sicuro di classici Hip-Hop (“Mathematics”, “What Up Gangsta?”) ed estratti da colonne sonore di famosi film di basket (“He Got Game”, “Fly Like an Eagle”). Mi rendo anche conto del sudore che sto grondando a causa della corsa per arrivare al negozio.
Faccio in tempo a rendermi presentabile che Gigi Datome finalmente arriva, e dopo i convenevoli e la firma del contratto si rende subito disponibile per interviste, autografi e foto. Con mia totale sorpresa, Federico mi permette di essere il primo a parlare con Gigi, il che mi fa agitare abbastanza. Fortunatamente, Datome è molto disponibile, e dopo averci messo quelle che mi sembrano ore ad accendere l’App per registrare la conversazione, procedo a fargli delle domande.

Comincio ovviamente dalle Crazy Light, il modello adidas con cui l’ala dei Pistons scenderà in campo. Datome mi racconta di essere stato proprio lui a sceglierle: “sono sempre stato uno per le scarpe leggere, che siano poco d’intralcio alla corsa e al salto, ma allo stesso tempo diano sostegno al piede. Mi ci sto allenando e ti posso dire che mi trovo molto bene. Io corro e mi muovo molto, tengo ad avere i piedi il più leggeri possibile, eppure mi sento sicuro, stabile nel movimento”.

Interrogato sui possibili modelli personalizzati e sulle eventuali colorazioni create ad-hoc per lui, Gigi ammette molto candidamente che non ha mai badato troppo ai colori. “Ad essere onesti, cerco la comodità. Per le colorazioni, userò semplicemente dei modelli che facciano pendant con la divisa. Sia il bianco-azzurro della Nazionale che il rosso-blu dei Pistons sono colorazioni molto classiche, credo che le mie scarpe verranno di conseguenza”.

Si arriva poi finalmente a parlare del suo primo anno NBA, certamente non facile vista la confusione a livello societario: due allenatori licenziati, il GM Joe Dumars che si dimette e finalmente l’arrivo di Stan Van Gundy, che promette ora di riportare la franchigia sui binari giusti. Quando gli chiediamo cosa si porta dietro di positivo della sua prima stagione oltreoceano, Datome non ha dubbi: “la cosa positiva è stata principalmente farlo, questo primo anno in NBA. Vivere all’interno della squadra, conoscere i ritmi. Mi spiace non aver avuto tanto spazio, ma è una cosa attraverso cui sono passati in tanti, è giusto che sia toccato anche a me, che certo non sono talmente bravo da essere immediatamente pronto per l’NBA. L’ho visto come un anno investito nel mio futuro in America, e spero che sarà così. Chiaramente il prossimo anno spero e sono sicuro che si vedrà qualcosa di diverso”.

Parlando dei miglioramenti da fare in campo, invece, la prima parola che salta fuori è omnicomprensiva: efficacia. “Ci sono tante cose su cui vorrei migliorare. Il basket è già di per sé uno sport talmente ampio che offre tantissimi margini di miglioramento. In generale vorrei essere il più efficace possibile perchè avrò un minutaggio sì più costante di quello dello scorso anno, ma pur sempre limitato. Devo essere più solido, voglio che l’allenatore mi veda come una sicurezza. L’importante è fare poche cose ma fatte bene, che siano un palleggio, un tiro, o un passaggio. Basta non esitare, essere sicuro in difesa e deciso in attacco, e anche io riuscirò a dare il mio contributo”.

Il nostro tempo scade, ringraziamo Gigi Datome per la disponibilità e concludiamo con un autografo sulla Logo Tee di SNKRBX, con la quale ci facciamo poi la classica foto di rito. Gli regalo la maglia, lui mi saluta con una poderosa stretta di mano, mi allontano e subito la coda di ragazzi in fila per condividere un momento con l’ex giocatore della Virtus Roma fa un balzo in avanti.
A questo punto mi tocca scappare, dico grazie anche a Federico e ai ragazzi del negozio, a cui vanno i complimenti per la puntualità dell’organizzazione.

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