SneakerTech: Il futuro è in 3D?

“Non penso mai al futuro, arriva così presto!”
No, il pessimismo non ha colpito il sottoscritto è che alla fine capirete che questa citazione, di uno degli uomini più intelligenti e “avanti” mai esistiti al mondo (Albert Einstein), ha un senso logico.
Sappiamo per certo che il futuro è in continua evoluzione proprio per definizione, e che i brand di sneaker sono molto attenti alle evoluzioni tecnologiche nei settori che possono riguardare la costruzione di una scarpa.
Ora voglio girarvi un domanda che da un po’ di tempo mi tormenta : “Può la stampa 3D essere il futuro delle sneaker?”
Mi sono sempre risposto di no, che i tempi non fossero abbastanza maturi e altre risposte sul genere.
Ma un articolo corredato da un video mi ha completamente colto impreparato ed ha dato un senso alla mia domanda, ma ha anche capovolto la mia risposta.
La scarpa di cui vi parlo si chiama Sneakerbot II (non una gran fantasia nello scegliere il nome, ve lo concedo) ed è presentata dalla Recreus su design di Ignacio Garcia.
Ad una prima occhiata può sembrare di vedere una delle ultime creazioni lifestyle di Nike, mentre in realtà parliamo di qualcosa di veramente diverso.

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Non è tanto del design della scarpa che voglio parlarvi quanto della possibilità che, una volta diffuse capillarmente, ogni persona che possieda una stampante 3D potrà “costruirle” nel proprio salotto.
Spiegarvi il processo di costruzione sarebbe complesso (il video ci chiarirà ogni dubbio) ma posso dirvi che il filamento usato è flessibile, durevole, resistente all’acqua e disponibile in diversi colori. Il Filaflex è un polimero a memoria di forma da 1,75 millimetri, che dona alla scarpa la caratteristica di riprendere la propria forma nonostante le diverse manipolazioni alle quali la si può sottoporre.

 

La suola e la tomaia sono stampate in un unico pezzo, successivamente viene attaccata la linguetta. I fori per inserire i lacci sono incorporati nel file di stampa. Le forme spesse intarsiate sulla base delle scarpe vogliono creare un’apparenza futuristica. I file di stampa possono essere scaricati gratuitamente dai siti della MakerBot (l’azienda che produce le stampanti 3D) o della Thingiverse.
Ancora i grandi brand non hanno esplorato appieno le potenzialità commerciali di un prodotto del genere, soprattutto se si pensa al fenomeno di Nike iD e all’introito che ha portato, o forse devono soltanto capire come vincolare i consumatori al proprio marchio in un prodotto del genere.

Intanto noi ci godiamo qualche immagine di questa finestra sul futuro.

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Capite ora la citazione del padre della teoria della relatività?

Photo Credits: Dezeen