Spazio 1999: la storia della Air Jordan XV

Solitamente, quando si parla di Air Jordan e Anni ’90, è facile trovare argomenti di discussione: spesso si ha a che fare con modelli avvolti da un alone semi-mistico, attori non protagonisiti di gesti sportivi leggendari o icone di stile regalate ai posteri da AJB. Quando si parla di Air Jordan XV è tutto diverso, le reazioni sono fredde ed il discorso si spegne in poco tempo. La Air Jordan XV è una scarpa difficile, difficile trovare qualcuno pronto a parlarne bene e difficile raccontarla. Sfortuna vuole sia uno dei miei modelli preferiti della “saga” Air Jordan, per questo ho deciso di provare a raccontarvi qualcosa in più sull’argomento.

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Dettaglio della Air Jordan XV PE prodotta per Reggie Miller.

La storia della XV inizia in salita: proprio come successo precedentemente con la IX, lo sviluppo parte pensando alla nuova scarpa per “His Airness“, ma presto gli obiettivi cambiano quando MJ annuncia il suo secondo ritiro nel Gennaio 1999: l’NBA è pronta a ripartire dopo un dolorosissimo lockout che ha compresso la stagione e addirittura fatto annullare il tradizionale All-Star Weekend, probabilmente la pausa forzata e l’esposizione ricevuta durante le contrattazioni tra giocatori e lega fanno capire a MJ che è arrivato il momento di smettere, ancora una volta al vertice. Troppe cose stanno cambiando.

L’Air Jordan destinata ai parquet della stagione ’98-’99 è la XIV, mid-cut  in pelle nera ispirata ad una delle tante Ferrari del garage Jordan, entrata direttamente nella leggenda, inattesa, quando the GOAT decise di indossarla con un “coup de théâtre” durante la decisiva Gara 6 delle NBA Finals 1998, quella del Last Shot. Ancora una volta MJ aveva dimostrato a tutti che il suo marketing era il migliore perchè sapeva prevedere il futuro.

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Arriviamo quindi all’inizio della stagione ’99-’00, la mano di Tinker Hatfield ha partorito una scarpa dal design estremo, a tratti futuristico, in linea con il clima da Millennium Bug e “rivolta delle macchine” di cui si sarebbe parlato qualche mese più tardi. La Air Jordan XV eredita il taglio leggermente più basso del solito dalla XIV, ma è uno dei pochi dettagli di cui si troveranno precedenti. La scarpa infatti è caratterizzata da linee molto meno tonde ed armoniose rispetto ai modelli precedenti, con un mudguard in pelle, parte della tomaia in woven sintetico prodotto con fibre di Kevlar, una calza Dynamic-Fit e un sistema di speed lacing nascosto sotto al bordo della tomaia. La suola ha l’aspetto di una scocca semirigida con un mid-foot avvolgente in cui sono incastonate due unità Zoom-Air, una per l’avampiede e una per il tallone, come introdotto a partire dalla Air Jordan XII.

Ad ispirare Hatfield non sono più le auto sportive di lusso ma, come dieci anni prima, un aereo militare. Si tratta del North American X-15: un aereo-razzo sviluppato da Air Force e NASA nell’ambito di un progetto top secret di esplorazione spaziale. Le malelingue vogliono che l’aggiunta della stripe rossa sul tallone (in cui sono incisi i numeri 23.6.15, rispettivamente numero di maglia, numero di titoli e modello raggiunto dalla linea AJ) sia un tributo/furto alle scarpe sportive della Maison Prada, ennesimo collegamento a lusso ed alta moda ovviamente mai confermato dal designer di Beaverton.

RAY ALLEN ADV

La prima colorazione della Air Jordan XV viene rilasciata nell’autunno del 1999, come detto orfana del suo endorser principale sostituito per l’occasione dal nascente Team Jordan, ovvero Eddie Jones (per cui sempre nel 2000 fu prodotta la Jumpman Swift 6 con una forma molto simile), Ray Allen, Michael Finley, Mike Bibby e, con un curioso plot twist, il grande rivale Reggie Miller.
Questo cambio della guardia non risparmia la XV da pesanti critiche ed un tonfo nelle vendite, complice anche il retail di $150 e la scarsa qualità generale della scarpa, con parte della midsole che tendeva a scollarsi ed il boot elastico che spesso si allargava con l’utilizzo prolungato, complice la strana forma che avrebbe dovuto ricordare la “linguaccia” di MJ. Non ci è dato sapere se ai piedi di MJ la XV avrebbe ricevuto critiche diverse, ma sono abbastanza convinto che parlando a livello puramente estetico anche la XIV avrebbe avuto un’accoglienza simile senza l’apparizione nella già citata Gara 6.

Alla lancio della XV Black/Red nell’autunno 1999 fece seguito la release di altre cinque colorazioni nel 2000: Obsidian/White/Metallic Silver, Flint Grey/White, White/Midnight Navy, White/Dark Pine (esclusiva EastBay) e White/Columbia Blue. Sempre nel 2000 arrivarono sugli scaffali anche tre colorazioni di una versione low top, passata ancor più inosservata se non fosse per un raro momento di gloria ai piedi di un giovane Gilbert Arenas che indossò la XV Low White/Red in uno scatto di squadra della sua Arizona ed in alcune partite della stagione NCAA. Tra il 1999 ed il 2001 tutte queste colorazioni finirono ovviamente in saldo, diventando poi ricercatissime dai collezionisti negli anni successivi, cosa che succederà spesso anche con i modelli successivi.

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Le due colorazioni OG della Air Jordan XV riproposte nel 2017: Obsidian/White/Metallic Siver e Black/Red

La XV è stata riproposta da Air Jordan nel 2007 in due colorazioni (tra cui la bellissima Laser), in una versione SE di dubbio gusto sempre nel 2007, nel 2008 all’interno del Countdown Pack, nel 2016 in una versione ridisegnata da Tinker Hatfield per celebrare la release del film Kubo e la spada magica (con il lacing sostituito da una zip) e nei primi mesi del 2017: la Black/Red e la Obsidian/White/Metallic Silver (che sarà disponibile a partire da questo sabato), dando la possibilità a nostalgici e nuove leve di vestire il modello.

Come detto la XV è stata indossata sui parquet NBA dai membri del “Team Jordan”, per questo motivo furono prod0tte alcune stupende Player Exclusives tra cui le due White/Purple e Black/Purple per Ray Allen dei Milwaukee Bucks, una colorazione con accenti blu e verdi per Michael Finley dei Dallas Mavericks e una versione nera e gialla indossata da Reggie Miller per gran parte dei Playoffs e tutte le Finals con i suoi Indiana Pacers, con il mid foot in uno stupendo giallo anodizzato che verrà utilizzato da Nike anche per alcune Foamposite prodotte per Kobe Bryant durante la sua “pausa” contrattuale con adidas nel 2002.

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Dettaglio della Air Jordan XV PE prodotta per Michael Finley
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Da sinistra a destra: Gilbert Arenas e gli Arizona Cardinals 1999-2000, Rip Hamilton, Ray Allen, Mike Bibby

REGGIE FINALS

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Reggie Miller contro Allen Iverson durante le Eastern Conference Semi-finals del 2000.   Sopra: Alcuni scatti di Miller durante i Playoffs del 2000.

Tirando le somme, la XV può essere considerata un cocente fallimento? La macchia nell’impeccabile carriera di Tinker Hafield? Dipende dai punti di vista.
Di sicuro le vendite non sono un dato che è possibile prendere in considerazione, anche le Air Jordan 1 finirono a prezzi stracciati sia nel 1985, sia nel 1994 e non per questo la loro reputazione ne esce intaccata. Brutte? Non credo esista un “brutto” oggettivo: capisco sia difficile apprezzarle e credo che semplicemente fossero totalmente fuori contesto nella linea Air Jordan del 1999, un progetto talmente innovativo da essere più vicino alle sperimentazioni del contemporaneo Alpha Project che al ruolo anche “street-style” a cui i modelli della serie numerata AJB sono destinati, molti dei materiali e delle tecniche di produzione introdotti dalle XV sono stati utilizzati da Nike e Jordan per anni.
Di sicuro hanno pagato molto l’assenza della “figura Michael Jordan” nell’immaginario XV, presenza che ha messo in ombra difetti altrettanto grandi nei successivi tre modelli (XVI, XVII e XVIII) indossati da His Airness nel suo ultimo tratto di carriera a Washington.

Per come la vedo io, la XV rimarrà per sempre una scarpa difficile. Troppo “avanti” per essere apprezzata nel 1999 e ormai slegata dalla serie originale per essere inserita nel Pantheon delle sneakers inieme alle precedenti edizioni. Finirà per essere un tassello trascurabile nella storia di Jordan Brand ed una sneaker pronta a prendere polvere nelle collezioni di chi vuole la serie completa. Forse solo inserendola in una timeline si può capire la bellezza di un modello come questo, che sta proprio nell’ aver rotto ogni regola.

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Secondo alcuni utenti di NikeTalk questa è l’unica foto in cui MJ indossa le Air Jordan XV. What if…?

 

Pics via Google