Spot On: StreetWhere – mappare gli store, con stile

In un mondo sempre più globalizzato…no, no, dimenticatevi retoriche politiche; oggi vogliamo parlare un po’ dello streetwear in generale, a livello globale.
Passione condivisa dagli amanti della Sneaker, e in maniera più ampia da chi bazzica nel mondo della moda in senso lato, la strada è divenuta con gli anni un vero e proprio stile di vita, in grado di avvicinare musica, sport e cultura. Ed in un mondo iperconnesso, è davvero facile raggiungere quel particolare capo d’abbigliamento in vendita dall’altra parte del mondo; così facile, che una volta in strada, ci troviamo a chiedere aiuto sul web “negozi a Parigi?” “qualche store a New York, oltre ai soliti?” 

Il confronto diretto con altri appassionati, è davvero la chiave di volta della situazione: certo, esistono app (e non sono poche) in grado di indirizzarci verso lo store giusto, ma sono più affidabili quando sappiamo chi c’è dietro, chi verifica gli store e le mappe.

StreetWhere

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Oggi vogliamo farvi conoscere i founder del progetto StreetWhere, mappa mondiale degli store di streetwear, ovvero Nicolai, Simon e Mathias.

Tutti e tre danesi, tutti e tre abitano vicino a Copenhagen e tutti e tre sono appassionati di lifestyle: la molla per il progetto è scattata proprio dal bisogno di scovare quei negozietti, fuori dai principali canali di vendita, dedicati allo streetwear.


“Due anni fa, durante un viaggio a Pechino e Shanghai, mi sono ritrovato a perdere ore e ore su internet con l’intento di cercare negozi fighi da poter visitare. Ma continuavo a trovare sempre i soliti, quelli citati dai maggiori canali di informazione, mentre io cercavo gli store indipendenti, quelli dei vicoli secondari. È nata lì l’idea di Streetwhere, non trovando una vera e propria mappa/guida tra le app già esistenti.”

“So, when I visited Beijing and Shanghai 2 years ago, I found myself in a situation where I used hours on the internet, searching for cool shops to visit. But I keep finding shops which I already knew about: Nike, adidas, Deal in City and so on. I was searching for small independent shops down the side streets. That was the time I came up with the idea, also because I couldn’t find a app like StreetWhere or a propper store guide on the internet.”

Il nome è nato così, quasi per dovere, nell’incrocio tra la parola streetwear e la grande W: Where are the streets? Where are the shops?
Difficile dunque disabituarsi, e dunque è rimasto quello più indicato a contraddistinguere la filosofia dietro questo prodotto.

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Ma come nasce un progetto di questo calibro? Di certo non buttandosi subito nel fantomatico garage di casa a programmare giorno e notte. La prima cosa da fare, quasi sempre, è parlarne; con chi è interessato allo stesso contesto, con chi la utilizzerebbe, con chi la troverebbe utile nella sua quotidianità. Appassionati di fashion e di viaggi, dunque.
Avendo ricevuto molti pareri positivi e ancor più critiche costruttive, Nicolai ha cominciato ad elaborare l’idea embrionale assieme all’amico Simon, tuttora co-founder di StreetWhere, e successivamente con Mathias, il “braccio armato” dietro codici e computer.

Nicolai e Simon si conoscono da parecchi anni: niente banchi di scuola, bensì i banconi del locale McDonald’s, nuova fucina di networking e grande risorsa esperienziale per tutti e tre, visto che anche Mathias ha passato qualche tempo a servire McMenu e Sprite con ghiaccio.

Anche grafiche e logo hanno richiesto il loro tempo, prima di arrivare al risultato attuale, frutto di giorni e settimane di prototipi e schizzi; il rosso è lo sfondo ideale su cui giocare con bianco e nero, e riprende perfettamente la scelta interna all’applicazione di segnalare la posizione con un pallino rosso, rendendo graficamente il percorso un question mark all’interno del logo, affiancato a street-where.

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L’idea di Nicolai non si ferma alla sola app: lo scopo ultimo dei tre giovani danesi è quello di creare una community aggiornata quotidianamente con news, eventi, novità e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello streewear, sneaker comprese, dove gli utenti sono utilizzatori finali ma anche cardine del sistema di aggiornamento.

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Un po’ di numeri? StreetWhere ha oramai poco più di due mesi di vita, una quota di download che sfiora le 4000 unità (solo su iOS) e a breve sbarcherà su Android (1st of November!); un ottimo risultato, per Nicolai e Simon, che nutrono forte ambizione per ciò che riguarda lo sviluppo del progetto dei mesi a venire, con 82 città di tutto il mondo mappate, 223 negozi coinvolti ed una ricerca che non smette mai.

“So it has been a great start, but we’ve great ambitions for the App and strive to achieve thousands of downloads before 2015 ends. Currently we have 82 cities and 223 shops involved, but we keep expanding and searching for new shops.”

Potevamo noi esimerci dal chiedere loro quali siano le sneaker preferite? No.
Risponde Nicolai: my favorite sneaker is a pair of 2013 Y-3 Qasa Low Neon, one of Simon’s all time favorite is the Solebox x New Balance 1500 “Purple Devil”.
Anche loro fanno parte della generazione camp-out, di coloro che fanno centinaia di chilometri e ore di fila, e che alle volte rimangono a bocca asciutta grazie agli amati reseller, dovendosi così “accontentare” di sborsare cifre folli per arrivare alla tanto desiderata sneaker.

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Non avete ancora scaricato StreetWhere? Bè, fatelo QUI. È gratis. Usatela, fateci sapere che ne pensate e se la trovate utile! Noi ci terremo in contatto con Nicolai, anzi…qualcosa è già all’orizzonte.
Stay SNKRBX!