SNKRBX_YEEZY_STORY

A cura di Mr. Alpha

Facciamo una premessa: noi adoriamo Kanye West. E adoriamo le Yeezy, di qualsiasi marca o versione.

Let’s state it from the start: we love Kanye. And we love Yeezys, any colorway any version any brand. 

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Detto ciò, risulterebbe molto difficile giudicare in maniera imparziale il lavoro svolto da Kanye per Nike così come quello svolto per adidas. Per cui stare qui a dibattere su quanto siano belle e fighe le nuove Yeezy Boost sarebbe alquanto inutile e privo di ogni credibilità.
Ciò che invece vogliamo provare a fare è un’analisi dell’evoluzione stilistica di ogni singola creazione firmata o accostata a Mr. West. Partendo ovviamente dall’inizio, dal c’era una volta…

Therefore, it’s quite hard for us to judge objectively Kanye’s production for Nike and his latest creation for adidas, and spending time and space to say how great and cool the new Yeezys are wouldn’t make much sense to us. What we’d like to do instead is to take a look at the whole stylistic evolution linked to Mr. West. Starting from Once upon a time…

Gli esordi

Non tutti forse sanno che le Yeezy 1 non sono la prima scarpa ideata da Kanye West. In realtà, nel 2009 quando la colorazione “Zen Grey” uscì in commercio, il rapper di Chicago poteva già annotare nel proprio curriculum la realizzazione di tre diverse sneaker.

Tutto iniziò nel 2006, successivamente al successo di “College Droupout” e di “Late Registration” i primi due album in studio di Kanye West. In quell’anno Nike concesse al futuro Signor Kardashian la possibilità di realizzare una PE, ossia una sneaker esclusiva fatta per lui e per la sua stretta cerchia di amici. La scelta ricadde su di una iconica Air Max 180 decorata in maniera al quanto bizzarra e stravagante. La tomaia apparentemente sobria in total black fu personalizzata con una tongue in white, sulla quale capeggiava l’indimenticabile Orsetto dei primi due album di Kanye, ed un tallone con fantasia leopardata, la stessa fantasia che in quello stesso anno caratterizzò la storica Air Max 1 Supreme Atmos “Animal Pack”. La 180 “College Dropout” vide la luce solamente per la cricca di amici del rapper tanto è vero che oggi è pressoché impossibile trovarla su eBay o su altri mercatini.

Let’s start from the very beginning: maybe not all of you know that the Yeezy 1 are not the first shoes designed by Kanye. Before the first “Zen Gray” colorway came out, in 2009, he had already put his hands on three different models.

Everything began in 2006, after the great success of “College Dropout” and “Late Registration”, his first two studio albums, when Nike allowed him to create a PE model, an ultra-limited colorway dedicated only to him and his family and friends. His choice went on a pair of Air Max 180 in a quite extravagant colorway: black upper, white tongue with the unforgettable bear, mascotte of his first albums, and a leopard skin pattern on the heel, the same pattern used that year for the iconic Air Max 1 Supreme Atmos “Animal Pack”. This Air Max 180 “College Dropout” was distributed only to Kanye’s closest friends and it’s therefore impossible to find around.

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La stessa sorte di chimera è toccata anche alle Bapesta x Kanye West uscite nel 2008. Praticamente introvabili oggi, le sneaker di Bape ripresentavano l’Orso-Totem ed una colorazione crema con dettagli bordeaux e rosso.

A similar destiny has been reserved for Kayne’s Bapestas released in 2008: basically impossible to find nowadays, they showed again Kayne’s teddy bear on a creme background with red and bordeaux details.

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L’anno successivo, nel 2009, fu la volta di Reebok che affidò a West la personalizzazione di una S.Carter CL Low. Il risultato fu una scarpa uscita in quattro diverse colorway tutte marchiate con il Dropout Bear sul tallone e passate alla storia per il massiccio utilizzo di colori accesi e ben marchiati. Fin qui nonostante le diverse collabo firmate, non si poteva affatto definire Kanye come un vero e proprio “designer”: nei suoi lavori non c’era nulla di creativo ed innovativo, nessuna nuova silhouette era stata ideata e al massimo si era trattato di scegliere i colori per delle scarpe già in commercio e già esistenti.

One year after, in 2009, was Reebok’s turn to ask Kanye to personalize a pair of S.Carter CL Low: the result consisted in 4 different colorways, all of them again with the iconic College Dropout Bear on the heel and showing a pretty bold use of colors. Until then, Kanye couldn’t be considered a real designer, as he had only worked on preexistent silhouettes, deciding colorways and palettes, without a truly creative process.

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Yeezy: cominciò così

La svolta arrivò con la Yeezy. Sebbene la prima release avvenne nel 2009, il processo creativo iniziò nel 2007 e fu tenuto segreto il più possibile, tanto che i creativi di Nike preferivano salire su di un aereo e raggiungere Kanye ovunque lui fosse per discutere dell’andamento del progetto piuttosto che mandargli foto, idee e bozzetti e rischiare di far “intercettare” quei preziosi documenti dalle mani sbagliate. Il momento giusto per svelare la scarpa arrivò nel 2008, in occasione dei Grammy quando un prototipo di quelle che poi divennero le Yeezy fu indossato dal rapper durante un’emozionate esibizione in onore della mamma da poco scomparsa.

Già da questo sample in total black fu chiara la direzione stilistica che Kanye scelse per la sua prima creazione. Le parole d’ordine di questo progetto furono “retro” e “comfort”. Il design bombato della tomaia donava alla scarpa un look massiccio tipico delle calzature da basket dei primi anni ’90. Poiché la scarpa sarebbe stata la protagonista dell’imminente tour del rapper, l’obiettivo cardine del progetto fu di crearla abbastanza confortevole per saltare, correre e ballare per le due ore consecutive di ogni singolo concerto.

This step would arrive only with the first Yeezy. The creative process started already in 2007 and everything had been kept under the utmost confidentiality: Nike’s designers, to avoid having to send him sketches, ideas, designs and other potentially compromising information, preferred to take a plane and catch up with Kanye wherever he was. The unofficial unveiling of the model happened in 2008 at the Grammy Awards ceremony, when on stage Kanye wore a pre-production sample of the shoes, during an emotional performance dedicated to his mother who had just passed away.

His design choices appeared clearly even from that total black prototype: developed on the two cardinal concepts of “comfort” and “retro”, these shoes showed rounded lines to recall 90’s basketball hightops and, since he planned to wear them for his imminent world tour, they had to be comfortable enough to stand a 2-hour concert while walking, running and jumping on stage.

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Tornando al design, invece, l’idea di base da cui tutto iniziò non poteva che essere l’universo Jordan: Kanye era ossessionato da alcuni dettagli di alcune celebri sneaker del passato come la silhouette della Jordan 2, la punta delle 3, la formatura delle 5 e la linguetta “very high” delle 4. Da questo mix non poteva restare esclusa la passione del rapper per “Ritorno al Futuro” e per le Air Mag. Tutte queste indicazioni stilistiche presero forma attraverso un collage di “pezzi” di vecchie scarpe del passato. Se alcune ispirazioni per la tomaia arrivarono dai modelli Jordan, la suola arrivò in prestito direttamente dalle Air Assault, su cui venne aggiunto l’effetto Glow in The Dark (i led luminosi delle Mag furono esclusi per non far schizzare il retail price alle stelle), mentre il tema decorativo formato da innumerevoli “Y” altro non era che una versione personalizzata del mitico elephant print.

I dettagli ideati, invece, da Kanye e dal team di designer della Nike’s Innovation Kitchen (Mark Smith e Tiffany Bears) furono rappresentati dallo strap sull’avanpiede, dalla pelle scamosciata di qualità premium, dalla linguetta sul tallone con la firma del creatore, ma sopratutto dalle tre colorazioni. Eh si, da quelle colorazioni: Zen Greys, Blinks e Nets. Nacque così la scarpa più hyped della storia.

E nulla fu più come prima.

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The starting idea for the design came from the Jordan universe: Kanye has always been obsessed by some details of Air Jordans such as the silhouette of the 2s, the tip of the 3s, the shape of the 5s and the high tongue of the 4s. To this mix he added also something from the Air Mag from Back to the Future. If some inspiration for the upper came from Jordan models, the sole was taken directly from the Air Assault and given a “Glow in the Dark” effect (the initial idea was to use also LEDs like in the Air Mags, but the retail price would have skyrocketed), while the covering pattern was an evolution of the elephant print composed with many little “Y”.

Some other details, though, are completely original, thought by Kanye together with Nike’s Innovation Kitchen members (Mark Smith and Tiffany Bears): the strap band on the forefoot, the heel tag with the designer’s signature, and the three colorways “Zen Gray”, “Blinks” and “Nets”, which made the Yeezy 1 such an iconic, groundbreaking model.

After their release, the sneaker game has never been the same. 

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Il successo delle Yeezy aiutò Kanye a crearsi una reputazione credibile anche come fashion designer tanto che Marc Jacobs, all’epoca direttore creativo di Louis Vuitton, lo ingaggiò per un ambizioso progetto: la realizzazione di una sneaker da inserire nella sfilata LV Autunno/Inverno 2009.

The success gained with the Yeezy helped Kanye acquiring a respectable reputation as fashion designer and brought Marc Jacobs, at the time Louis Vitton’s creative designer, to engage him for an ambitious project: designing a sneaker for LV’s Fall/Winter 2009 collection.

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Da sempre affascinato dal mondo della moda parigina e dal prestigio che la Maison del Monogram rappresentava nell’universo del fashion business, il rapper di Chicago accettò l’idea di lavorare alla sua seconda signature shoe. In realtà la scarpa non fu una sola, bensì tre. Nacquero così le Louis Vuitton Don, le Jasper e le Hudson. I tre modelli, sviluppati poi in diverse colorazioni, presero i nomi di alcuni membri della crew di Kanye: Don C. (stilista e fondatore della RSVP Gallery di Chicago), Ibn Jasper (amico e suo barbiere di fiducia) e Mr. Hudson (musicista presso l’etichetta G.O.O.D. Music). Da un punto di vista stilistico queste nuove creazioni si distinsero per un design assolutamente innovativo ed una qualità dei materiali e delle lavorazioni (Made in Italy) di altissimo livello. Look futuristico a metà strada tra un cartone giapponese ed una pellicola sci-fi, le tre scarpe presentavano sul tallone una particolare applicazione esterna la cui ispirazione proveniva direttamente dalla giacca indossata da Sting nel film “Dune” di David Lynch, mentre l’arte di Takashi Murakami ed il mondo dei manga offrirono a Mr. West altri spunti creativi per le silhouette dei tre prodotti.

Since forever fascinated with Paris fashion world and by the prestige of the Monogram maison, the Chicago rapper accepted the idea of working at his second signature shoe. Actually the shoes were three: the Louis Vitton Don, the Jasper and the Hudson. The three models, which later got different colorways, were named from Kanye’s entourage members Don C. (designer and founder of the Chicago RSVP gallery), Ibn Jasper (Kanye’s friend and trusted barber) and Mr. Hudson (G.O.O.D. Music label musician). From a stylistic point of view these shoe stood out for their groundbreaking design, the absolute quality of materials and the high-end Italian manufacturing.
With a futuristic look sitting between a Japanese anime and a sci-fi movie, the three shoes had on the heel a peculiar element directly taken from a jacket worn by Sting in David Lynch’s Dune. while other creative details were taken from Takashi Murakami’s artworks and the manga universe.

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Se le Hudson passarono abbastanza inosservate, le Jasper (dal taglio High) e le Don (Low) divennero un must have tra rapper e VIP. In quel periodo storico Kanye era assai ossessionato dal mondo della moda internazionale tanto da presenziare a quasi tutte le sfilate parigine facendosi fotografare al fianco dei più grandi stilisti. Particolarmente famosa divenne la foto scattata dal fotografo Tommi Ton all’esterno della sfilata di Comme des Garçons, (anche grazie alla parodia che ne ricavarono durante un’episodio di South Park) in cui West fu immortalato con tutta la sua crew di amici composta da Don C., Virgil Abloh (in futuro creatore di Pyrex e Off White), Fonzworth Bentley, Chris Julian e Taz Arnold.

With a futuristic look sitting between a Japanese anime and a sci-fi movie, the three shoes had on the heel a peculiar element directly taken from a jacket worn by Sting in David Lynch’s Dune. while other creative details were taken from Takashi Murakami’s artworks and the manga universe.
While the Hudsons passed quite unnoticed, the Jaspers (high-tops) and the Dons (low-cuts) quickly became a must-have among rappers and VIPs. In that period Kanye West was obsessed with the international fashion world and used to attend to most of the fashion shows, appearing at the side of the most fcelebrated designers. A picture of him, taken by photographer Tommi Ton outside a Comme des Garcons’ show, pictured Kanye with his whole crew – Don C., Virgil Abloh (Pyrex and Off White future creator), Fonzworth Bentley, Chris Julian and Taz Arnold. – and gained wide popularity, being also parodied in a South Park episode.

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La passione per il prêt-à-porter e le alte frequentazioni parigine allontanarono Ye dal mondo delle sneaker e lo portarono nel 2011 a collaborare con Giuseppe Zanotti nella realizzazione di un paio di sandali femminili (progetto poi replicato nel 2014 con il modello “Cruel Summer”) dal “simpatico” retail price di 5800$. Realizzati con una lussuosa maglia di perle, i sandali si presentavano con un tacco a spillo dall’altezza vertiginosa e furono venduti da Colette e subito visti ai piedi di Kim Kardashian, all’epoca non ancora compagna di West (o forse si?).

His fascination with prêt-à-porter and his high class Parisian acquaintances brought Ye away from the sneaker world: in 2011 he collaborated with Italian designer Giuseppe Zanotti in the making of a woman sandal (an idea later redone in 2014 in the “Cruel Summer” project) retailed at the very popular price of 5800$. Made of a luxurious pearl knit, those sandals were dizzing-high stilettos, were sold by Colette and immediately seen at Kim Kardashian’s feet – who at that time wasn’t yet Kanye’s girlfriend (or maybe she already was?).

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Uomo di passioni breve e fugaci, West abbandonò ben presto il mondo della moda “impegnata” per tornare dal suo caro e vecchio amore. A distanza di 3 anni dal primo esperimento, nel 2012 arrivò la notizia che milioni di fan stavano aspettando: il ritorno delle Yeezy. La versione 2.0 della scarpa più bramata di tutti i tempi si fece desiderare come la sua altrettanto famosa antenata. Dopo rumour, teaser, scatti rubati e sample indossati negli aeroporti di mezzo mondo, finalmente la Yeezy 2 vide la luce.

Man of brief and fleeting passions, Kanye soon left the “serious” fashion world and came back to his first love. Three years after his first experiment, in 2012, it was time to announce what millions of fans were eagearly awaiting: the return of the Yeezy. The 2.0 version of one of the most hyped sneakers of all time generated the same anticipation of the previous model. After rumors, teasers, stolen pics and samples worn in several airports around the globe, the Yeezy 2 was finally shown to the world.

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Stilisticamente molto simile alla precedente versione, la nuova sneaker si differenziava per un taglio più basso ed una silhouette più slanciata e meno bombata. Scartata la suola della Air Assault a favore della più snella midsole della Tech Challenge II, mantenuto l’effetto Glow in The Dark e stabilito lo strap sull’avampiede come marchio di fabbrica dello stile “kanyewestiano”, la scarpa fu migliorata nella qualità e fu dotata di uno spirito più in linea con i dettami del luxury sport fashion. A tal proposito la parte laterale della calzatura fu caratterizzata da un look pitonato, mentre una prestigiosa dust bag fu inserita nel packaging definitivo.
Insoliti ed inaspettati furono invece i richiami alla mitologia egizia posti a decoro della linguetta e di altri dettagli della scarpa. Se le colorazioni Zen Grey e Black che decretarono il successo della Yeezy 1 furono confermatissime, la versione Nets fu sostituita dalla più affascinante e ambita Red October, uscita con qualche mese di distanza dalle prime due colorway e abbinata inizialmente alla release del cd “Yeezus”, prima di essere poi rilasciata a sorpresa sul sito ufficiale Nike.

If the design was similar to the previous model, the Yeezy 2 had a lower cut and a sleekier, less bulging silhouette. Ditching the Air Assault sole for the slimmer Tech Challenge II one, Kanye chose to keep the glow-in-the-dark effect and the forefoot strap band as trademark his style, while improving quality and improving the overall look, in order to close in on the luxury sneaker market. At this purpose the side panel was covered with a python print and the final packaging included a premium dust bag. Somehow unusual and unexptected, yet, were the Egyptian mythology-inspired symbols on the tongue and other details. The Zen Grey/Black colorway which brought the Yeezy 1 to success was of course confirmed, while the Nets cw was replaced by more fascinating and super-hyped Red October, released some months after the launch, at first combined with the release of Kanye’s “Yeezus” album and later released by surprise on NikeStore.

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Grazie alla formula del successo elaborata in Giappone dai “maestri di Harajuko” (celebrità + quantità limitata + prezzo elevato = successo garantito), la Yeezy 2 superò di gran lunga i livelli di hype che si erano creati nel 2009 tanto che ancora oggi il prezzo di acquisto per chi volesse comprare la scarpa su eBay è di dieci volte maggiore (in alcuni casi anche di più) rispetto al retail price del 2012.

Thanks to the formula for success theozied in Japan by Harajuku masters (hype + limited release + high price = sure success) the Yeezy 2 greatly exceeded the hype generated in 2009, and even now the Ebay reselling prices for a pair are 10 times (or sometimes even more) the 2012 retail price.

 

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PARTE 3 COMING SOON


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