Supreme x Nike Air Force II – Tutto giusto o tutto sbagliato?

Circa dieci giorni fa, tramite il suo profilo instagram Supreme ha comunicato che nel drop del giovedì successivo sarebbe stata inclusa anche la più recente delle sue collaborazioni con Nike: ben quattro colorazioni di una versione Nike SB della Air Force II Low.

Apriti cielo. Tra i commenti ai vari blog, nei forum ed in generale ovunque si parlasse di Supreme, non sono mancate le critiche alla nuova collab, che pare sia risultata indigesta ai più.

Per le quattro Air Force II in questione sono stati scelti giallo, teal, arancione e marrone scuro, tutti in un finish molto lucido, simile al patent, con accenti bianchi e dettagli come insoles personalizzate, il logo Supreme nel supporto in plastica sul lato della scarpa e la ormai classica scritta “World Famous” sui due talloni.

Dicevamo quindi che la collabo non è stata gradita da molti, ma come mai? Proviamo a valutare qualche aspetto.

Nonostante possa piacere a qualcuno (come me, per esempio), la scelta del modello non aiuta a livello di appeal. La Air Force II Low non ha mai riscosso il successo della versione precedente, la leggendaria Air Force One. Le colorazioni davvero memorabili sono pochissime e merce per collezionisti con gusti molto particolari. La ESPO è sicuramente la più celebre, ma non credo che “EA Sports” e “The Dirty” dicano molto a chi oggi acquista regolarmente Supreme.

Paragonando poi questa AF2 ad alcune delle ultime releases Nike/Supreme di grande successo, si nota subito come questo modello, per quanto nasca per il basket, sia molto più vicino ad un “reale” utilizzo Skate rispetto a sneakers puramente lifestyle come Air Jordan V, Air Max ’98, Foamposite, “Suptempo” e così via.

 

Forse è proprio per questo che,probabilmente, questa collabo non avrebbe sfigurato cinque o dieci anni fa, in mezzo alle varie SB Delta Force ed SB Trainer 2, al contrario di alcuni dei modelli sopra citati, molto distanti dall’estetica e dal “concetto” di Supreme di qualche anno fa.

Posso quindi capire che in sè la scarpa possa semplicemente non piacere (come a molti collezionisti di lunga data possono non piacere pietre miliari come le cinque Dunk SB o le Blazer, per esempio), posso anche capire che un’estetica troppo vicina al mondo skateboarding possa non piacere o non interessare al nuovo pubblico di Supreme, decisamente più attirato dall’aspetto streetwear/lifestyle.

Ciò che continuo a non capire, però, è come mai nonostante tutte queste critiche ben quattro colorazioni di un modello che ha riscosso così poco successo possano essere andate sold out due volte nel giro di meno di una settimana, prima sull’online store Supreme e poi sul sito Nike.

Quindi: il fatto che questa collabo non piacca alla maggior parte dei nuovi fan del brand è un primo segnale di un tanto agognato “ritorno alle origini” per il brand newyorkese? Direi proprio di no, non è piaciuta nemmeno ad alcuni appassionati da decadi, più facile si tratti di un azzardo con poco successo. Significa che ormai Supreme punta alle masse e che ha fallito proponendo sneakers poco appetibili per suoi fan odierni? Direi proprio di no, anche una collaborazione poco riuscita ha fatto un enorme sold out in pochi minuti. Il banco vince sempre.

Miracoli dello Streetwear, A.D. 2017

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