The Kobe Week • Aftermath • Simo Bruno Q&A

Eccoci all’ultimo appuntamento di questa settimana dedicata a Kobe Bryant. Una volta smaltite le ore di sonno arretrato e le emozioni legate alla partita di mercoledì notte, ho pensato fosse il caso di tirare le somme e fare un po’ il punto della situazione, cosa è cambiato per chi ama le sneakers ora che Kobe si è ritirato? Per questo ho contattato Simone Bruno e ci siamo fatti una delle nostre lunghe chiacchierate. Oltre ad essere un mio grande amico, Simo è una delle persone più appassionate che conosco, una delle poche che ho conosciuto in questi anni a vivere lo sneaker game “in the right way”, in maniera genuina ed a tratti ossessiva. Il suo amore per il basket NBA e per le sneakers mi hanno fatto capire che era la persona giusta con cui parlare, ecco cosa ci siamo detti.

Marco: Partiamo subito forte. Visto anche lo scenario dell’ultima partita, a chi mancherà di più avere Kobe in campo, all’NBA o a Nike? Di certo a noi mancherà molto.

Simo: Di sicuro all’NBA. A chi ama questo sport per forza, nonostante fossi preparato ho sofferto più di quanto pensassi.Gli ultimi due minuti di partita li ho visti con le lacrime agli occhi, come un nodo in gola, una sensazione che ho provato per pochi, quasi per nessuno. Come quando uno dei tuoi migliori amici cambia vita, cambia città, cambia nazione. Sai che sarete sempre amici ma sai anche che potreste non vedervi mai più. Nike al contrario, secondo me, ci guadagnerà molto.

M: Già durante l’All Star Weekend Kobe ha dichiarato durante alcune interviste che la signature line non sarebbe finita insieme alla sua carriera, anzi si sarebbero alternate retro e nuove releases. Credi che come con Jordan Brand saranno la legacy e la storia di Kobe a “vendere” le scarpe?

S: Assolutamente sì. Con il 13/04/2016 Kobe è ufficialmente diventato leggenda (per me lo era già), basta vedere l’impatto mediatico che ha avuto il suo ritiro. É un po’ come quando muore un grande artista, le quotazioni delle sue opere e di tutto ciò che lo riguarda vengono rivalutate e spesso diventano inestimabili. Kobe è il Picasso del basket.

M:Effettivamente ho notato una “corsa alla Kobe” nei giorni scorsi, quasi come se ci si volesse far trovare pronti al ritiro anche se sia al giocatore sia al modello non si era prestata poi molta attenzione, complici anche il “Fade to Black”/Mamba Pack. Come sempre Nike non lascia nulla al caso.

S: Ovvio, bisogna sempre tenere conto del marketing di Nike, che per queste cose è sempre stata la prima nel settore. Del “Fade to Black” avrei potuto prenderle tutte, ma ho optato per comprarne solo una. Quella che amo di più, quella che mi piaceva di più nel pack e quella che più sento mia. Già sai qual’è…

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M: Ora le ipotesi secondo me sono due: puntare sulle retro e mantenere una linea performance marginale (come AJB per esempio) oppure continuare a puntare sul gioco come si è sempre fatto e magari mettere insieme un “team Kobe”. Come la vedi? Chi vedresti bene in un eventuale team Kobe?

S: Punteranno di sicuro sullo sviluppare un “Team Kobe” a cui affidare sempre nuovi modelli all’avanguardia. Non chiedermi però chi ci vedrei bene, l’unico che vedrei in un “Team Kobe” è Kobe stesso.

M: Anche secondo me, se nike decidesse di affidare il modello ad una serie di giocatori Kobe farebbe le selezioni in prima persona con la “spietatezza” che ha sempre dedicato ai compagni di squadra. A me piacerebbe vederci di sicuro DeRozan e Paul George, non solo come modo di giocare ma perchè hanno sempre dimostrato un certo amore per la signature line durante le rispettive carriere. Magari anche John Wall, chissà…

S: Ecco, già tu li hai citati. Di sicuro non un solo nome, il peso è troppo grande da portare.

M: Dai, allora anche su questo siamo d’accordo. Secondo te un giorno la Linea Kobe potrebbe diventare un brand a sè stante rispetto a Nike? Magari con un Kobe in versione manageriale e di rappresentanza come MJ.

S: Non credo, nemmeno il Jumpman credo fosse nei piani originali di Nike. Si trovarono in una situazione in cui Jordan li stava quasi oscurando del tutto, si accorsero di aver creato un “mostro” ma era ormai troppo tardi. Credo che ciò che è successo con MJ rimarrà una situazione unica, favorita anche dal fatto che tutto accadde durante la Golden Era delle sneakers in generale, delle scarpe da basket e dell’NBA.

M: Beh ma quella è la grande creatura di MJJ e Sonny Vaccaro, che a furia di nuovi contratti arrivarono a dare abbastanza potere a Jordan ed al suo management per staccarsi dalla casa madre (all’inizio almeno apparentemente).

Almeno agli occhi dei tifosi e degli appassionati Kobe ha raccolto il testimone di MJ al suo ritiro nel 2003, il fatto è diventato ancora più evidente un anno dopo quando è iniziata quella che io chiamo la sua “carriera solista”. Credi si possa dire che Kobe ha raccolto l’eredità di MJ a livello sneakers sui parquet NBA? Intendo come figura di riferimento, endorsement più importante e principale testimonial/seller per Nike.

S: Sì e meno male. Non me ne voglia Zio Adi ma Kobe in adidas non ci stava proprio, non sono riuscito ad amare nemmeno un modello di quelli presentati dal brand tedesco. Il ritiro di Michael fortunatamente coincise o quasi con la fine del contratto di Kobe con Adidas, Nike ovviamente colse la balla al balzo. Solo Kobe poteva ereditare  quanto lasciato “in campo” da Michael.

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M: Chi credi darà il cambio a Kobe ora? LeBron sembra la risposta più ovvia, credi che Nike abbia delle alternative?

S: Non riesco ad immaginarmi un valido passaggio di testimone adesso. LeBron è in fase calante a livello di popolarità, la sua signature line pure peggio complici anche alcuni modelli non proprio riusciti. Sinceramente rimpiango le LeBron dalla Zoom Generation alla 10. KD sembra essere finito un po’ nel dimenticatoio, anche le sue ultime signature mi sono sembrate un po’ deludenti. Validissime dal punto di vista tecnico ma con appeal praticamente pari a zero. L’unica vera alternativa, ma anche questa volta si passa ad AJB, credo sia Russell Westbrook, credo che tutto dipenderà dalla XXXI.

M: Sono d’accordo con te, per questo ti chiedevo il nome di qualche alternativa. Ho come la sensazione che leBron stia “invecchiando” e possa trovare qualche difficoltà nel creare appeal sulla prossima generazione, sembra paradossale pensare che nonostante tutto è il volto di nike pur avendo bisogno un completo restyling adesso che è al tredicesimo capitolo della sua signature line.

Ora, so di toccare un tasto dolente perchè tutti e quattro i giocatori coinvolti sono tra i tuoi preferiti (ma anche tra i miei), quindi ti chiedo un sacrificio.

Uno dei modi in cui Nike ha monopolizzato o quasi il mercato delle sneakers è avere entrambi i protagonisti della principale rivalità a livello di sneakers entrambi sotto contratto, ovviamente sto parlando di Kobe e Lebron. Credi che da questo punto di vista senza Kobe sul campo il face-off possa continuare o LBJ deve trovarsi un nuovo avversario? (Magari curry rompendo un po’ gli equilibri). Credi che il dualismo Kobe/Lebron abbia avuto un peso simile a quello Jordan/Barkley che ha aiutato Nike ad affermarsi negli anni ’90 diventando il brand totale che è oggi?

S: Con le dovute proporzioni credo di sì. Credo anche che i tempi siano cambiati. Parlando di sneakers, penso che prima fosse il giocatore a dare visibilità ad una sneaker mentre ora, soprattutto negli ultimi 3 anni, è la sneaker a dare risonanza al player. Se indossi una sneaker poco popolare, cala la tua popolarità, purtroppo è cosi. Non oso immaginare Curry di adesso in Nike.
Fino al 2011-2012 il dualismo Kobe-Lebron è stato forte, di conseguenza anche gli altri endorser Nike come KD ne hanno tratto vantaggio. Al momento non vedo la possibilità di ricreare un duello del genere in Nike, Kobe ha lasciato un vuoto difficile da colmare. Per questo al momento non vedo un vero duello nel panorama sneakers, Nike vs. Nike ancora meno.

Di duelli a livello sneakers ce ne sono sempre stati, addirittura scontri a tre  come MJ vs. Larry vs. Magic (nonostante Magic e Larry Legend fossero entrambi sotto contratto Converse-ndr). MJ vs. Charles Barkley è STORIA da raccontare, perdonami il momento nostalgico.

M: La signature line di kobe é sempre stata per nike il canale con cui sperimentare, lanciare nuove tecnologie e sistemi di produzione (Flywire, Flyknit, Lunarlon, Zoom Air). Ho sempre visto questa cosa in parallelo alla costante voglia di migliorare di Bryant, il suo costante coinvolgimento nel processo di design significava che per ottenere le migliori prestazioni serviva la migliore attrezzatura. Credi che la linea kobe continuerà su questa via anche senza il determinante impulso del 24?

S: Il DNA è quello, sarebbe usurpante non rispettarlo. Sinceramente me lo vedo un Kobe ancora coinvolto in fase di sviluppo, o almeno me lo auguro.

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M: Come ho scritto nel primo capitolo di questa kobe week, attorno al 2010 soprattutto negli usa c’è stato un hype smisurato verso molti modelli tecnici da basket, compresi quelli di kobe. Il mercato usa portava i prezzi a livelli esorbitanti mentre qui in Italia si viveva l’inizio dello sneaker game moderno e si potevano comprare molti prezzi a retail con tranquillità. Con il senno di poi avresti sfruttato meglio la situazione ? Quali erano i pro e i contro e come sono cambiate le cose?

S: Sì lo avrei fatto, le avrei prese e cercato trade. Sono onesto, nel 2010 non ci pensavi ancora a ste cose. Entravi in negozio, ti prendevi il paio che ti piaceva e via. I campout erano quasi del tutto inesistenti, il reselling era una pratica per pochissimi e davvero marginale. Vedevo davvero la passione negli occhi di chi come andava in negozio e comprava, tanti li ho conosciuti proprio così e spesso ci ritrovavamo proprio alle release. Ne ho visti “nascere” tanti, quasi tutti. So come hanno iniziato, cosa gli piaceva e la passione che avevano. Passione che adesso non vedo più in tanti di quegli occhi, gusti stravolti (dalla moda e da quello che viene etichettato come figo) e passione inversamente proporzionale alla brama di guadagno.
Di pro ce ne erano tanti, uno su tutti la genuinità. Le scarpa restavano sugli scaffali e andavano a chi le voleva davvero. I contro di oggi? TUTTO

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M: Tra i tanti trend lanciati da Kobe (prezzi folli, mille cw, diverse linee separate) c’è stato anche quello di usare raramente in campo i modelli inline a favore i moltissimi PE, quasi a non aver bisogno di “mettere in vetrina” sul parquet le sue scarpe per vendere. Secondo te cosa ha favorito questa situazione che ormai é la normalità? Da collezionista, cosa ti piacerebbe vedere sugli scaffali?

S: Non so dirti. Forse come dici te, non ne avevano bisogno o forse più semplicemente tra le tante, a volte troppe cw, era giusto immortalarne solo alcune, scelte apposta per lui ed indossate da lui. Mi piacerebbe vedere le cw OG rifatte che negli anni mi sono lasciato dietro, le bramo. Alcune cw rimaste sample o PE (qui sogno, modelli Jordan compresi), per il futuro la stessa ricercatezza nell’innovare e stupire. L’ apice è stato toccato con le Zoom Kobe IX Masterpiece, erano anni che non mi emozionavo così per un nuovo modello.

M: Per chiudere, ti metto in difficoltà: una top 3 della tua collezione, una top 3 di quelle che ancora non hai.

S: Top 3 delle mie: Zoom Kobe IX Low Elite HTM white/multicolor/gumsole, Zoom Kobe VI Grinch e Zoom Kobe I Prelude. Top 3 che vorrei: Air Zoom 2k4 Laser, Zoom Kobe VI Barcelona, Zoom Kobe V Bruce Lee. Comunque è troppo difficile fare le top 3, rimane sempre fuori un sacco di roba.

 

Mamba out.