Zero, vuoto, niente. Ma anche Air Max Zero

“Le nove cifre degli indiani sono queste: 9 8 7 6 5 4 3 2 1.
Con queste nove cifre e con questo simbolo, 0, che in arabo si chiama sifr (zephir), si può scrivere qualsiasi numero”

Così scrisse Fibonacci quando cercava di rendere comprensibile la numerazione araba agli occidentali.
Oggi Nike aggiunge al libro un nuovo capitolo, celebrando quella che già da molto era stata fotografata come la Numero Zero.

La prima Air Max, prima ancora della 1, nata da una bozza che Hatfield stesso scelse (per convenienza o per imposizione) di lasciare da parte in favore di ciò che sarebbe poi diventata l’Icona.
L’idea, messa su carta, non aveva mai convinto i vertici di Beaverton all’epoca; e dunque si era atteso ancora qualche anno prima di ottimizzare la resa della silhouette fino ad ottenere quel che si avvicina molto alla perfezione. Air Max 1, infatti, non è stata disegnata in un colpo solo; è piuttosto il risultato di numerose mescolanze e relazioni extra-coniugali, prima fra tutte il concept di Air Max Zero.
Senza sapere però che stava realizzando progetti che non avrebbero preso vita (se non molto tempo dopo), Hatfield concentrò le proprie energie e la massima attenzione ad un modello che, per rispondere alle effettive esigenze del mercato dell’epoca, presentava la necessità di comfort e performance di un altro livello.

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Così, in occasione dell’Air Max Day 2015, la bozza ormai trentenne ha preso vita: sorprendendo anche lo stesso Hatfield per qualità dei materiali e tecnologia, la Air Max Zero è nata.
E sarà disponibile QUI dal 22 marzo nei Paesi selezionati. Sì, siamo tra i Paesi selezionati.

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